La Helms-Burton: Legge che persegue la ricolonizzazione di Cuba

Raúl Antonio Capote www.granma.cu

Questa legge è più interventista dell’Emendamento Platt, del 1901, e del Trattato di Reciprocità che obbligarono i cubani a sottoscrivere per concederci quella falsa indipendenza all’inizio del secolo.

È un’aggressione all’indipendenza ed alla dignità di Cuba, come un tentativo di annessione coloniale.

La ragione dell’adozione della Legge Helms-Burton è principalmente quella di provocare il cambio del sistema politico ed economico a Cuba

I suoi Titoli I e II sono un affronto alla sovranità ed alla dignità di Cuba.

Stabilisce qual è la politica USA in merito al governo di transizione ed al governo democraticamente eletto a Cuba, ed una serie di requisiti per considerare ciò che è, secondo il governo USA, un Governo di Transizione e ciò che è un governo democraticamente eletto.

Costituisce un’ingerenza negli affari interni di un paese sovrano, vietata dal Diritto Internazionale.

È anche un affronto alla sovranità del resto dei paesi del mondo, per le sue intenzioni di applicare la giurisdizione USA in modo extraterritoriale.

Questa Legge esprime in tutta la sua ampiezza la Dottrina Monroe, proclamata oltre un secolo e mezzo fa.

La legge dal punto di vista del timore che può originare in alcuni imprenditori, danneggia Cuba e gli statunitensi, perché frena o ritarda gli investimenti e complica ulteriormente altri rapporti di carattere economico.

Pone ad un punto morto le possibilità di risolvere, in modo razionale, tra i due paesi, il processo delle rivendicazioni di proprietà nazionalizzate; creando un grave precedente per le norme internazionali sulla soluzione di queste controversie, che possono rivolgersi contro gli stessi USA con il reclamo di proprietà in altri paesi.

Con tale legge si aspira a riprendere l’argomento delle proprietà USA confiscate a Cuba, che non mediarono compensazioni economiche per i loro ex proprietari e che tali proprietà, il Governo cubano, le sta offrendo agli investitori stranieri.

Gli elementi che si impugnano sono falsi, di fatto gli USA non vollero mai negoziare la questione delle proprietà nazionalizzate, né permisero che le sue società colpite negoziassero, quindi, non hanno potuto ricevere un risarcimento.

La Commissione per i Reclami, all’epoca, accettò 5911 richieste di indennizzo. Ma mai si ebbe una conciliazione per verificare se tali richieste e valutazioni fossero vere, fossero gonfiate, fossero duplicate o fossero utilizzati documenti falsificati.

La mostruosità di questa Legge pretende concedere il diritto di rivendicazione a coloro che non erano cittadini USA, quando le loro proprietà furono nazionalizzate o lasciarono il paese, abbandonandole.

È assurda una legge che consente a cittadini di un altro paese tentare di reclamare, davanti ai tribunali USA, società di paesi terzi, per presunte proprietà il cui valore, inoltre, può calcolarsi a discrezione del preteso reclamante.

L’Amministrazione USA adotta la posizione di sostenere, inoltre, la rivendicazione delle proprietà di determinati cittadini nordamericani di origine cubana, arricchitisi prima del 1959 con metodi fraudolenti e sotto la protezione di governi corrotti.

PROCESSO DI NAZIONALIZZAZIONE ED INDENNIZZO

 

Il 17 maggio 1959, si promulgò la Legge di Riforma Agraria che fissò il massimo di terra, per proprietario, a 30 caballerías (402,6 ettari) che doveva essere sfruttata ed al non farlo, entro due anni, si applicherebbe l’esproprio forzoso, cosa che realmente si fece all’emanarsi la seconda Legge di Riforma Agraria che ridusse questo limite a 5 caballerie (67,1 ettari).

Questa Legge si applicò sia ai cubani che agli stranieri e aveva eccezioni al limite, per esempio, si elevava a 100 caballerías per aree coltivate a canna. o per l’allevamento, o di riso con rendimenti elevati.

L’articolo 29 della Legge riconobbe il diritto costituzionale di indennizzo ai proprietari espropriati, e fissando il valore della compensazione in base alla dichiarazione del proprietario nel registro comunale e per quanto riguarda gli edifici, animali, ecc, per valutazione.

Si dispose l’emissione di titoli della Repubblica denominati “Obbligazioni della Riforma Agraria” che avrebbero fruttato un interesse annuo non superiore al 4,5%. Le obbligazioni si sarebbero rimborsate entro 20 anni e ogni anno si sarebbe incluso a bilancio la voce corrispondente. Concedeva, inoltre, dieci anni di esenzione dalle imposte sul reddito personale ed altri benefici.

Per i mezzadri, precari ed altri contadini che lavoravano la terra di proprietà altrui, si consegnò gratuitamente, a ciascuno, il cosiddetto minimo vitale di due caballerie di terra.

Il 6 luglio 1960 si emise la Legge 851, avrebbe complementato l’articolo 24 della Legge Fondamentale del 1959, che riprese il principio di espropriazione forzosa per motivi di pubblica utilità.

La Legge 851 autorizzava il Presidente della Repubblica ed il Primo Ministro (era la struttura governativa in vigore all’epoca) a nazionalizzare la proprietà USA a Cuba mediante una Risoluzione Congiunta.

Articolo 24: Si proibisce la confisca di beni, ma si autorizza quella dei beni del tiranno deposto il 31 dicembre 1958 e dei suoi collaboratori.

Quelli delle persone naturali o giuridiche responsabili di crimini commessi contro l’economia nazionale o le finanze pubbliche, i (beni) delle (persone) che si arricchiscano o si siano arricchite illecitamente sotto il potere pubblico.

Quelli delle persone che furono sanzionate per aver commesso crimini che la Legge qualifica controrivoluzionari, o che per evadere l’azione dei Tribunali Rivoluzionari abbandonino, in qualsiasi forma, il territorio nazionale, o che avendolo abbandonato svolgano attività cospirative all’estero contro il Governo Rivoluzionario.

Nessuna altra persona naturale o giuridica potrà essere privata della sua proprietà se non è per l’autorità competente, per ragioni di pubblica utilità o di interesse sociale o nazionale. La Legge regolerà la procedura per le espropriazioni e stabilirà i mezzi e le forme di pagamento, nonché l’autorità competente per dichiarare la causa di pubblica utilità o interesse sociale o nazionale e la necessità dell’espropriazione.

La Legge 851 stabilì la forma ed il modo di compensare la proprietà nazionalizzata mediante le Obbligazioni della Repubblica emesse in tal senso e si disponeva la nomina di periti per valutare detti beni ai fini del loro pagamento mediante l’ammortamento di tali Obbligazioni, che si farebbe contro un fondo creato nella Banca Nazionale di Cuba denominato “Fondo per il Pagamento degli Espropri di Beni e Società di Cittadini degli Stati Uniti del Nord America”.

Tale fondo si sarebbe alimentato, ogni anno, con il 25% delle valute estere corrispondenti all’eccesso di acquisti di zucchero che, ogni anno, gli USA comprano da Cuba sopra i tre milioni di tonnellate lunghe spagnole a 5,75 centesimi, la libbra britannica F.A.S.

I titoli maturerebbero un 2% di interesse annuale e avrebbero iniziato ad essere pagate in un termine non inferiore a 30 anni.

Se non fosse esistito il blocco, a partire dal 1990, i cittadini statunitensi avrebbero iniziato a riscuotere il loro dovuto risarcimento.

Il 6 agosto 1960 si emana la Risoluzione Congiunta n. 1, ai sensi della Legge 851 e di dispone la nazionalizzazione, attraverso il procedimento di espropriazione forzosa e la successiva compensazione, delle 26 aziende USA più rappresentative, iniziaa la lista la Compagnia Cubana di Elettricità e la Compagnia Cubana dei Telefoni, che avevano sfruttato il popolo con alte tariffe e servizio scadente, le seguivano le tre raffinerie che avevano ordito il boicottaggio contro il nostro popolo per lasciarlo senza combustibile, e 21 società dello zucchero.

Il 17 settembre 1960 si emise la Risoluzione Congiunta n. 2 per cui si nazionalizzarono le tre banche USA che operavano a Cuba: First National City Bank di New York, First National Bank di Boston e Manhattan Bank Chesse anch’essa al riparo della Legge 851.

Il 24 ottobre 1960, inoltre, fu emanata la Risoluzione Congiunta n.3, che dispose la nazionalizzazione dei rimanenti beni USA, poco più di 160.

Dopo la Prima Legge di Riforma Agraria, il Governo di Cuba riaffermò la sua disponibilità a discutere senza riserve, e sulla base del reciproco rispetto, le differenze sorte con il Governo USA, sulla rivendicazione delle sue ricchezze e sui pregiudizi che avessero significato per le persone naturali o giuridiche USA.

In una nota del 22 febbraio 1960, il Governo di Cuba, al fine di riprendere i colloqui con quello USA, chiese a quest’ultimo,  che mentre si stesse negoziando, non si adottasse alcuna misura che pregiudichi l’esito dei colloqui.

È falso che il Governo di Cuba abbia rifiutato di negoziare le sue divergenze con quello USA.

Consapevoli che la forma di pagamento era lo zucchero, la tagliarono, danneggiando così i loro cittadini, poiché rendeva impossibile la Legge 851. Dopo sarebbe venuto il blocco totale, nel febbraio 1962, fino a giungere all’Helms-Burton.

LEGGI NAZIONALIZZATRICI

 

La Legge 891, del 13 ottobre 1960, che dichiarò pubblica la funzione bancaria e prevedeva nel suo Articolo 5 il diritto al risarcimento dei soci o azionisti delle entità bancarie disciolte ed estinte, questione che si sarebbe resa effettiva mediante pagamenti successivi alla chiusura delle operazioni della Banca Nazionale di Cuba, il 31 dicembre 1960. Questa Legge nazionalizzò la banca nazionale e stabilì una procedura di compensazione mediante obbligazioni pagabili a 15 anni ed, a sua volta, escluse da questa misura le entità bancarie canadesi stabilite a Cuba, con le quali si realizzò una procedura di acquisto dei loro beni.

Legge di Riforma Urbana, del 14 ottobre 1960, che consegnò le case ai loro inquilini e pagò il risarcimento agli ex proprietari -sia nazionali che stranieri-, anche con pensioni vitalizie dopo aver incassato il valore dell’immobile colpito.

Legge n. 1076, del 5 dicembre 1962, che nazionalizzò determinati tipi di commerci al dettaglio o piccoli, anche indipendentemente dalla nazionalità dei loro ex proprietari.

CARATTERISTICHE DELLE NAZIONALIZZAZIONI CUBANE

 

Non sono state discriminatorie, trattarono allo stesso modo sia i cubani che gli stranieri.

Sono di scopo pubblico e non a beneficio privato.

Tutte hanno fornito un appropriato compenso per i colpiti.

Sono state applicate da disposizioni di rango costituzionale, mediante procedure legali di espropriazione forzosa per motivi di pubblica utilità ed interesse nazionale.

CUBA, RISPETTOSA DEL DIRITTO INTERNAZIONALE E CONSEGUENTE NELL’ADEMPIMENTO DELLE SUE OBBLIGAZIONI, HA FIRMATO, TRA ALTRI, I SEGUENTI ACCORDI:

Accordo tra il Governo Rivoluzionario della Repubblica di Cuba ed il Governo della Repubblica Francese, concernente il risarcimento dei beni, diritti ed interessi francesi colpiti dalle leggi e misure emanate dal Governo Rivoluzionario della Repubblica di Cuba a partire dal 1 gennaio 1959, firmato il 16 marzo 1967.

Accordo tra il Governo Rivoluzionario della Repubblica di Cuba ed il Governo della Confederazione Svizzera, riguardante il risarcimento delle leggi emanate dal Governo Rivoluzionario della Repubblica di Cuba a partire dal 1 gennaio 1959, firmato il 2 marzo 1967.

Scambio di Note, in data 18 ottobre 1978, tra il Governo della Repubblica di Cuba e quello del Regno Unito di Gran Bretagna ed Irlanda del Nord, sulla compensazione a cittadini britannici a seguito dell’applicazione delle nazionalizzazioni, espropri ed altre leggi simili e misure emanate dal Governo Rivoluzionario della Repubblica di Cuba dal 1 gennaio 1959

Accordo tra il Governo della Repubblica di Cuba ed il Governo del Canada, in merito alla liquidazione delle rivendicazioni canadesi, firmato il 7 novembre 1980.

Accordo tra la Repubblica di Cuba ed il Regno di Spagna, sul risarcimento per i beni spagnoli colpiti dalle leggi, disposizioni e misure emanate dal Governo della Repubblica di Cuba a partire dal 1 gennaio 1959, firmato il 26 gennaio 1988.


La Helms-Burton: Ley que persigue la recolonización de Cuba

Raúl Antonio Capote

Esta ley es más intervencionista que la Enmienda Platt de 1901 y que el Tratado de Reciprocidad que obligaron a suscribir a los cubanos para otorgarnos aquella falacia de independencia a principios de siglo.

Es una agresión a la independencia y dignidad de Cuba, en tanto intentona anexionista colonial.

La razón de la adopción de la Ley Helms-Burton es principalmente para provocar el cambio del sistema político y económico en Cuba

Sus Títulos I y II son una afrenta a la soberanía y la dignidad de Cuba.

Establece cuál es la política de Estados Unidos respecto al gobierno de transición y al gobierno democráticamente elegido en Cuba, y una serie de requisitos para considerar lo que es, según el gobierno estadounidense, un Gobierno de Transición y lo que es un gobierno democráticamente elegido.

Constituye una injerencia en los asuntos internos de un país soberano, prohibida por el Derecho Internacional.

Es también una afrenta a la soberanía del resto de los países del mundo, por sus intenciones de aplicar la jurisdicción estadounidense extraterritorialmente.

Esta Ley expresa en toda su amplitud la Doctrina Monroe, proclamada hace más de siglo y medio.

La ley desde el punto de vista del temor que puede originar en algunos empresarios, daña a Cuba y a los estadounidenses, porque frena o demora las inversiones y complica aún más otras relaciones de carácter económico.

Pone en punto muerto las posibilidades para resolver, de forma racional, entre los dos países, el proceso de las reclamaciones de propiedades nacionalizadas; creando un grave precedente para las normas internacionales sobre la solución de estos litigios, el que puede volverse en contra de los propios Estados Unidos con las reclamaciones de propiedades en otros países.

Con esta ley se aspira a retomar el argumento de las propiedades norteamericanas confiscadas en Cuba, que no mediaron compensaciones económicas a sus antiguos propietarios y que esas propiedades el Gobierno cubano las está ofreciendo a los inversionistas extranjeros.

Los elementos que se esgrimen son falsos, de hecho Estados Unidos nunca quiso negociar la cuestión de las propiedades nacionalizadas, ni dejaron que sus empresas afectadas negociaran, por tanto, no han podido recibir indemnización.

La Comisión de Reclamaciones, en su momento, aceptó 5911 solicitudes de compensación. Pero nunca hubo una conciliación para comprobar si esas solicitudes y valoraciones eran ciertas, estaban infladas, estaban duplicadas o se empleaban documentos falsificados.

El engendro de esta Ley pretende otorgarle el derecho de reclamación a quienes no eran ciudadanos de Estados Unidos, cuando sus propiedades fueron nacionalizadas o se marcharon del país, abandonándolas.

Es absurda una ley que permite a ciudadanos de otro país intentar reclamar ante los tribunales de Estados Unidos a empresas de terceros países, por supuestas propiedades cuyo valor, además, puede calcularse a conveniencia del supuesto reclamante.

La Administración estadounidense adopta la posición de apoyar, también, el reclamo de las propiedades de determinados ciudadanos norteamericanos de origen cubano, enriquecidos antes de 1959 por métodos fraudulentos y al amparo de gobiernos corruptos.

PROCESO DE NACIONALIZACIÓN E INDEMNIZACIÓN

El 17 de mayo de 1959 se promulgó la Ley de Reforma Agraria que fijó el máximo de tierra por propietario a 30 caballerías (402,6 hectáreas) que debía ser explotada y de no hacerlo así, en un plazo de dos años se aplicaría la expropiación forzosa, lo que realmente se hizo al dictarse la 2da. Ley de Reforma Agraria que redujo este límite a 5 caballerías (67,1 hectáreas).

Esta Ley se aplicó tanto para cubanos como para extranjeros y tenía excepciones al límite, por ejemplo, se elevaba a cien caballerías para áreas cañeras cultivadas, o ganaderas, o de arroz con altos rendimientos.

El artículo 29 de la Ley reconoció el derecho constitucional de indemnización a los propietarios expropiados, y fijando el valor de la compensación tomando como base la declaración del dueño en el amillaramiento municipal y en cuanto a los edificios, animales, etc., por tasación.

Se dispuso la emisión de bonos de la República, denominados «Bonos de la Reforma Agraria» que devengaría un interés anual no mayor del 4,5 %. Los bonos se redimirían en un plazo de 20 años y cada año se incluiría en el presupuesto la partida correspondiente. Le concedía, además, diez años de exención de impuestos sobre la renta personal y otros beneficios.

Para los aparceros, precaristas y otros campesinos que trabajaban la tierra propiedad de otros, se le entregó gratuitamente a cada uno el llamado mínimo vital de dos caballerías de tierra.

El 6 de julio de 1960 se dicta la Ley 851, complementaria al artículo 24 de la Ley Fundamental de 1959, que retomó el principio de expropiación forzosa por causa de utilidad pública.

La Ley 851 facultaba al Presidente de la República y al Primer Ministro (era la estructura de Gobierno vigente en esa época) para nacionalizar la propiedad norteamericana en Cuba mediante Resolución Conjunta.

Artículo 24: Se prohíbe la confiscación de bienes, pero se autoriza la de los bienes del tirano depuesto el día 31 de diciembre de 1958 y de sus colaboradores,

Los de las personas naturales o jurídicas responsables de delitos cometidos contra la economía nacional o la hacienda pública, los (bienes) de las (personas) que se enriquezcan o se hayan enriquecido ilícitamente al amparo del Poder público.

Los de las personas que fueren sancionadas por la comisión de delitos que la Ley califica de contrarrevolucionarios, o que para evadir la acción de los Tribunales Revolucionarios abandonen en cualquier forma el territorio nacional, o que habiéndolo abandonado realicen actividades conspirativas en el extranjero contra el Gobierno Revolucionario.

Ninguna otra persona natural o jurídica podrá ser privada de su propiedad si no es por la autoridad competente, por causa de utilidad pública o de interés social o nacional. La Ley regulará el procedimiento para las expropiaciones y establecerá los medios y formas de pago, así como la autoridad competente para declarar la causa de utilidad pública o interés social o nacional y la necesidad de la expropiación.

La Ley 851 estableció la forma y modo de compensar la propiedad nacionalizada mediante los Bonos de la República emitidos al efecto y se disponía la designación de peritos para valorar dichos bienes a los fines de su pago mediante la amortización de dichos Bonos, que se haría contra un fondo creado en el Banco Nacional de Cuba denominado «Fondo para el Pago de Expropiaciones de Bienes y Empresas de Nacionales de los Estados Unidos de Norteamérica».

El referido fondo se nutriría anualmente con el 25 % de las divisas extranjeras que corresponda al exceso de las compras de azúcar que cada año compra los Estados Unidos a Cuba sobre los tres millones de toneladas largas españolas a 5,75 centavos, la libra inglesa F.A.S.

Los bonos devengarían un 2 % de interés anual y comenzarían a pagarse en un plazo no menor de 30 años.

Si no hubiera existido el bloqueo a partir de 1990 los ciudadanos norteamericanos hubieran comenzado a cobrar su debida indemnización.

El 6 de agosto de 1960 se dicta la Resolución Conjunta No. 1, de conformidad con la Ley 851 y se dispone la nacionalización mediante el procedimiento de expropiación forzosa y consiguiente compensación de las 26 empresas norteamericanas más representativas, iniciando la lista la Compañía Cubana de Electricidad y la Compañía Cubana de Teléfonos, que habían explotado al pueblo con altas tarifas y mal servicio, le seguían las tres refinerías que habían fraguado el boicot contra nuestro pueblo para dejarlo sin combustible, y 21 empresas azucareras.

El 17 de septiembre de 1960 se dictó la Resolución Conjunta No. 2, por la cual se nacionalizaron los tres bancos norteamericanos que operaban en Cuba: First National City Bank of New York, First National Bank of Boston y el Chesse Manhattan Bank, también al amparo de la Ley 851.

El 24 de octubre de 1960, igualmente, se dictó la Resolución Conjunta No. 3, que dispuso la nacionalización de los restantes bienes norteamericanos, algo más de 160.

Después de la Primera Ley de Reforma Agraria, el Gobierno de Cuba reafirmó su disposición de discutir sin reservas, y sobre la base del respeto mutuo, las diferencias surgidas con el Gobierno de los Estados Unidos, sobre la reivindicación de sus riquezas y los perjuicios que hubieren significado para las personas naturales o jurídicas norteamericanas.

En nota del 22 de febrero de 1960, el Gobierno de Cuba, con vistas a reanudar las conversaciones con el de Estados Unidos, demandó de este a que mientras se esté negociando no se adoptara medida alguna que prejuzgue el resultado de las conversaciones.

Es falso que el Gobierno de Cuba se negó a negociar sus diferencias con el de Estados Unidos.

Conscientes de que la forma de pago era el azúcar, cortaron esta, perjudicando así a sus ciudadanos, pues hizo impracticable la Ley 851. Después vendría el bloqueo total en febrero de 1962 hasta llegar a la Helms-Burton.

LEYES NACIONALIZADORAS

Ley 891, del 13 de octubre de 1960, la cual declaró pública la función bancaria y dispuso en su Artículo 5 el derecho de indemnización de los socios o accionistas de las entidades bancarias disueltas y extinguidas, cuestión que se haría efectiva mediante pagos posteriores al cierre de operaciones del Banco Nacional de Cuba, el 31 de diciembre de 1960. Esta Ley nacionalizó la banca nacional y estableció un procedimiento compensatorio mediante bonos pagaderos a 15 años, y, a su vez, excluyó de esta medida a las entidades bancarias canadienses establecidas en Cuba, con las cuales se llevó a cabo un procedimiento de compra de sus activos.

Ley de Reforma Urbana, del 14 de octubre de 1960, que entregó las casas a sus inquilinos y pagó la compensación a los antiguos propietarios –ya fuesen nacionales o extranjeros–, incluso con pensiones vitalicias después de haber cobrado el valor del inmueble afectado.

Ley No. 1076, del 5 de diciembre de 1962, la cual nacionalizó cierto tipo de comercios minoristas o pequeños, también independientemente de la nacionalidad de sus antiguos propietarios.

CARACTERÍSTICAS DE LAS NACIONALIZACIONES CUBANAS

No han sido discriminatorias, trataron por igual a cubanos y a extranjeros.

Son de propósito público y no para beneficio privado.

Todas han dispuesto una apropiada compensación para los afectados.

Han sido aplicadas por disposiciones de rango constitucional, mediante procedimientos legales de expropiación forzosa por causa de utilidad pública e interés nacional.

CUBA, RESPETUOSA DEL DERECHO INTERNACIONAL Y CONSECUENTE EN EL CUMPLIMIENTO DE SUS OBLIGACIONES, HA FIRMADO ENTRE OTROS, LOS SIGUIENTES ACUERDOS:

Convenio entre el Gobierno Revolucionario de la República de Cuba y el Gobierno de la República Francesa, concerniente a la indemnización de los bienes, derechos e intereses franceses afectados por las leyes y medidas dictadas por el Gobierno Revolucionario de la República de Cuba a partir del 1ro. de enero de 1959, firmado el 16 de marzo de 1967.

Acuerdo entre el Gobierno Revolucionario de la República de Cuba y el Gobierno de la Confederación Suiza, concerniente a la indemnización de las leyes dictadas por el Gobierno Revolucionario de la República de Cuba a partir del 1ro. de enero de 1959, firmado el 2 de marzo de 1967.

Canje de Notas, de fecha 18 de octubre de 1978, entre el Gobierno de la República de Cuba y el del Reino Unido de la Gran Bretaña e Irlanda del Norte, sobre compensación a nacionales británicos como resultado de la aplicación de las nacionalizaciones, expropiaciones y demás leyes similares y medidas dictadas por el Gobierno Revolucionario de la República de Cuba desde el 1ro. de enero de 1959.

Convenio entre el Gobierno de la República de Cuba y el Gobierno del Canadá, relativo a la liquidación de reclamaciones canadienses, firmado el 7 de noviembre de 1980.

Convenio entre la República de Cuba y el Reino de España, sobre indemnización por los bienes españoles afectados por las leyes, disposiciones y medidas dictadas por el Gobierno de la República de Cuba a partir del 1ro. de enero de 1959, firmado el 26 de enero de 1988.

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