Cuba-USA: riduzione validità visto B2

Gli Stati Uniti ridurranno la validità del visto B2 per i cittadini cubani a tre mesi e con il diritto a una sola entrata a partire dal 18 marzo 2019, secondo un comunicato stampa pubblicato sul sito ufficiale della sua Ambasciata a La Habana.


La categoria dei visti B2 è quella che si richiede per turismo, visite familiari, cure mediche e viaggi simili, sempre con status di non migrante.

Fino ad ora, parte dei cittadini cubani che hanno presentato domanda per questo permesso hanno ricevuto un visto per ingressi multipli con 60 mesi di validità.

Questa variante è utilizzata principalmente da persone che hanno forti legami con gli Stati Uniti ma non vogliono migrare formalmente.

La nota chiarisce che per coloro che possiedono un visto B2 la validità dura fino alla data di scadenza.

L’ambasciata degli Stati Uniti afferma che la riduzione è dovuta a una “reciprocità” con il trattamento che Cuba concede agli americani e aggiunge che questo processo si sta portando avanti in tutto il mondo.

“Cuba concede ai turisti statunitensi visti di ingresso per una sola entrata per un soggiorno di due mesi, prorogabili per altri 30 giorni per un totale di tre mesi”, afferma il comunicato stampa americano.

La menzione di “turisti americani” inclusa nella nota ufficiale dell’Ambasciata ignora le attuali leggi del proprio paese che impediscono ai nordamericani di fare turismo a Cuba.

I permessi concessi da Cuba agli statunitensi devono rientrare in una delle circa 12 categorie approvate per i viaggi a Cuba, come scambi popolo a popolo e per motivi religiosi e culturali.

La nuova misura si aggiunge alla macchinosa procedura di rilascio dei visti che deve essere effettuato eccezionalmente dai cittadini cubani a causa delle misure unilaterali applicate dal Dipartimento di Stato a metà 2017, che ha praticamente paralizzato i servizi consolari di La Habana.

La ragione addotta da Washington per tagliare drasticamente il personale dell’Ambasciata era legata ai presunti “attacchi acustici” contro i diplomatici statunitensi a Cuba, per i quali non ci sono evidenze o prove scientifiche dopo più di due anni di indagini.

Dal 1  aprile dell’anno scorso, gli Stati Uniti trattano i visti di immigrazione per i cubani attraverso la sua Ambasciata a Georgetown, in Guyana, mentre i visti non migratori possono essere richiesti presso qualsiasi consolato che non sia quello di La Habana.

L’Ambasciata cubana a Washington, da parte sua, lavora con personale ridotto ma svolge tutte le sue funzioni e rimane vitale.

Cuba e gli Stati Uniti hanno firmato il 12 gennaio 2017 un accordo migratorio in cui le parti si impegnano a lavorare per un flusso di immigrazione legale, ordinato e sicuro.

Autore: Sergio Alejandro Gómez

www.cubadebate.cu

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