Quando l’artiglieria grida Viva Cuba Libre!

Santiago di Cuba –  Stavolta sono rimbombate differenti le 21 salve d’artiglieria sparate dal sentiero dei fondatori della nazione nel cimitero patrimoniale  Santa Ifigenia, perché lo hanno fatto per la nuova Costituzione di Cuba Libera e sovrana, proprio a 150 anni dalla nascita a Guáimaro della Costituzione Mambisa.


È perche l’omaggio è avvenuto di fronte agli eccezionali artefici di tutta la gloria che da allora hanno vissuto la Patria e il nostro popolo per conquistare la libertà che oggi sfrutta; di fronte a coloro che si dedicarono a lottare e difendere l’Inno e la Bandiera.

La nuova Carta Magna è la riaffermazione che Cuba non tornerà mai ad essere schiava e questo è stato il messaggio trasmesso  al Padre della Patria, Carlos Manuel de Céspedes, il primo a sollevarsi in armi,  che presiedette e degnamente accolse quella storica Assemblea Costituente.

E all’Eroe Nazionale, José Martí, che scrisse: «Guáimaro libera non era mai stata tanto bella come nei giorni in cui stava per entrare nella gloria e nel sacrificio».

Un impegno anche con la  Madre de la Patria, Mariana Grajales, esempio vivo di perché nessuna causa giusta è completa senza il cuore della donna.  Così come disse Ana Betancourt al deputato Ignacio Agramonte nella Camera dei Rappresentanti: «È giunto poi momento di liberare la donna!», perché l’aspettava l’ora in cui una Rivoluzione nuova avrebbe rotto il suo giogo e le avrebbe sciolto le ali.

Una riaffermazione davanti al leader storico della Rivoluzione, il Comandante in Capo  Fidel Castro Ruz, che disse che quella  «Costituzione di Guáimaro aveva consacrato  definitivamente il diritto alla libertà di tutti i cubani», e a questo principio aveva dedicato la sua vita per prima conquistarla  interamente e poi trasformarla in luce per altri popoli e in spina per l’appetito imperiale.

Per questo la così bella cadenza dell’artiglieria, in ognuna delle 21 salve sparate sembrava gridare «Viva Cuba libera!»; e tra le palme, le bandiere cubane del 10 Ottobre e del 26 di Luglio è rivissuta la gloria che emana dalla sua fiamma eterna.


Lo spirito di Guáimaro per oggi e per sempre

Miguel Febles Hernández

 

Guaimàro, Camagüey – Sotto una pioggia di prima mattina, sottile e insistente, che in qualche modo ha appannato la solennità del momento, i figli di questa patriottica località hanno commemorato in nome di tutta Cuba il 150 º anniversario dell’Assemblea della Fondazione che sigillò l’unione delle forze mambì contro la metropoli spagnola e promulgò la prima Costituzione della Repubblica in Armi.

Arrivati da tutti i confini del municipio più orientale di Camagüey, nello stesso luogo in cui si realizzò l’avvenimento il 10 aprile del 1869, i partecipanti all’incontro con la storia hanno ricordato i fatti che hanno riempito di gloria la località, i cui abitanti non esitarono a ridurla in cenere prima di farla occupare dal nemico.

Guidato dall’ eloquenza della Premio Nazionale di Storia, Elda Cento Gómez, il pubblico ha ricordato le figure dei protagonisti  Carlos Manuel de Céspedes e Ignacio Agramonte Loynaz, che con il resto dei delegati dei territori insorgenti fondarono qui la nazione cubana, dotata da un’istituzionalità  giuridicamente rappresentata.

«Perché  Guáimaro? Cosa aveva fatto un modesto paese rurale per raggiungere tale grandezza nella storia di Cuba?  È che più della sua situazione geografica, era territorio libero dal 4 novembre del 1868, quando era avvenuto il sollevamento  di Camagüey. Da cento e più giorni era in potere dei cubani, quando si realizzò nella riunione la volontà unitaria che divenne assemblea costituente».

Dopo aver reiterato che  Guáimaro rappresenta un simbolo della nazione cubana, la storiografa ha esclamato che quello che accadde lì fu «un’ ondata immensa e invincibile, una delle tante onde con le quali abbiamo resistito alle maree provenienti da tutti i luoghi, i cubani di ieri, di oggi e di sempre che portiamo nel cuore il lemma che c’ispira: Viva Cuba libera!»

In un intervento speciale, Teresa Hinojosa Torres, membro della giunta dirigente dell’Unione Nazionale dei Giuristi di Cuba, ha sostenuto che l’Assemblea di Guáimaro dimostrò, già molto precocemente la necessità di unificare il pensiero e l’azione dei patrioti cubani in nome della sovranità nazionale come arma indispensabile per consolidare la vittoria.

La giornata commemorativa ha coinciso anche con la celebrazione del XXI Simposio “Da Guáimaro a Playita” che, auspicato dalla filiale provinciale della Società Culturale José Martí ha accolto  investigatori, professori e studenti interessati alla diffusione dei valori culturali legati al’Apostolo, vitali nella preservazione dell’identità nazionale.


La Costituzione e tutto quello che è eterno

 

10.04 – Dopo 43 anni, Cuba torna a proclamare una Costituzione socialista, nata dalla costruzione collettiva protettrice di tutta la giustizia sociale conquistata e disposta ad andare avanti.

E giustamente oggi, con la sua entrata in vigore, a 150 anni da quella prima Costituzione rivoluzionaria che seminò Guáimaro nella storia, si conclude il processo di riforma condotto dal Generale d’ Esercito Raúl Castro Ruz, Primo Segretario del Partito, ci pone a un gradino superiore dell’istituzionalità.

Cuba ha dato a se stessa un testo adeguato ad oggi, che delinea un paese migliore e questo successo di popolo che è stata la Riforma Costituzionale è stato accompagnato quasi come in un omaggio dalla presentazione, oggi, di /Il libro delle Costituzioni/, opera che raccoglie nei suoi due primi tomi la storia costituzionale cubana dal 1812 al 2002.

Durante l’ attività, effettuata nel salone Baraguá del Capitolio, con la presenza dei membri del Burò Politico Esteban Lazo Hernández, presidente dell’Assemblea Nazionale del Potere Popolare, Salvador Valdés Mesa, primo vicepresidente dei Consigli di Stato e dei Ministri e Teresa Amarelle Boué, segretaria generale della FMC, è stato risaltato l’impareggiabile valore di questi due volumi realizzarti dagli autori e compilatori dottor Eduardo Torres Cuevas e Reinaldo Suárez Suárez.

Homero Acosta Álvarez, segretario del Consiglio di Stato, ha segnalato il simbolismo della presentazione a poche ore dalla proclamazione delle nuova Legge delle Leggi , «frutto del lavoro costituente del popolo, avallata in un Referendum con una forte maggioranza di voti e che mantiene la rotta socialista della Rivoluzione, e l’intangibilità e l’irrevocabilità del nostro sistema, oggi e nel futuro della nazione».

«Un’opera simile a questa non esiste nel nostro paese, ha assicurato e per questo ci troviamo di fronte a un libro storico che «sintetizza gli ideali per i quali siamo qui: più giustizia sociale, più democrazia, l’uomo al centro, una giustizia sempre più inclusiva e un socialismo più partecipativo».

Si questa edizione che riproduce gli originali in forma fac simile, il dottor Eduardo Torres Cuevas ha risaltato come merito principale, «porre alla portata di tutti l’evoluzione del processo costituzionale cubano», strettamente vincolato al pensiero politico.

Poi ha elogiato l’impegnativo lavoro di disegno e di edizione ed ha catalogato l’opera come un contributo allo straordinario processo di creazione della nuova Costituzione.

Il terzo tomo, ha spiegato, sarà dedicato alla nuova Carta Magna, alla sua simbolica proclamazione e al trascendentale processo d’elaborazione e approvazione che l’ha preceduta.

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