Tentano di criminalizzare il Venezuela per giustificare le sanzioni

Il cancelliere della Repubblica Bolivariana del Venezuela, Jorge Arreaza, ha denunciato nel suo account della rete sociale Twitter un nuovo tentativo per criminalizzare il suo paese, mediante la presentazione di presunti rapporti sulla corruzione relazionata con la compagnia Petróleos de Venezuela (PDVSA).

Queste esposizioni, ha chiarito il diplomatico, riconoscono di non avere prove e si appoggiano su media digitali di parte.

Si tratta degli stessi che hanno pubblicato un presunto piano d’invasione del paese sudamericano con il fine di realizzare un’operazione molteplice d’intelligenza, matrice d’opinione che pretendono perpetuare con la presentazione di prove che sono truffe e non solo incolpano il governo venezuelano ma anche il Suriname.

L’accusa di «Stato criminale» contro il Venezuela pretende di rinforzare e giustificare le sanzioni economiche contra questo paese, indurite dal governo di Donald Trump.

Un’analisi dettagliata realizzata dal gruppo del sito web Misión Verdad segnala che il Centro di Studi Internazionali e Strategici (CSI), l’entità che ha presentato la relazione, non ha potuto apportare nemmeno un prova materiale sulla colpevolezza venezuelana nelle presunte deviazioni di denaro.

Si sta scommettendo comunque per sporcare l’immagine di un paese con un’altra forma, per legittimare qualsiasi aggressione diretta contro il Venezuela.

Il CSI conta su vari imprenditori tra i suoi finanziatori, interessati ad impadronirsi delle risorse di petrolio e naturali del paese, in un possibile scenario d’occupazione militare.

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