Resistere e vincere

Adán Chávez Frías – https://nostramerica.wordpress.com

Contro il popolo venezuelano, come accade anche con Cuba e con il Nicaragua, l’impero nordamericano con i suoi alleati stanno moltiplicando gli attacchi. Dobbiamo stare all’erta e preparati a continuare a resistere e a vincere. La chiave, come è stato fino ad ora, è l’unità delle forze della Patria che, con fermezza e ottimismo, coscienti del ruolo storico che ci tocca svolgere, continueremo a combattere diariamente, accumulando vittorie nella battaglia permanente per costruire il nostro socialismo.

L’impero non abbandona le sue pretese di dominarci, come dimostra la storia recente del nostro continente. Cercando di evitare l’avanzata dei processi progressisti e democratici nella regione ha moltiplicato i colpi di stato di ogni genere, dai più “tradizionali”, come nel caso del Venezuela contro il Comandante Chávez nel 2002 e contro il Presidente Maduro lo scorso 30 aprile, fino ai golpes parlamentari o alla politica giudiziaria. I processi aggiustati contro leaders progressisti della Nostra America fanno parte di questa sceneggiatura; è il caso del processo in cui è stato condannato ingiustamente l’ex Presidente Lula del Brasile, impedendone la candidatura alla Presidenza della Repubblica e, nuovamente la sua elezione a primo cittadino di quel paese. E’ quello che si vuole fare anche con Cristina Fernández in Argentina e con Rafael Correa in Ecuador.

In Venezuela, solo negli ultimi dieci anni, l’impero nordamericano con la complicità dei loro alleati interni ed esterni ci hanno sottoposto ad un criminale colpo di stato continuo, costituito, secondo il noto intellettuale Ignacio Ramonet, da quattro guerre: insurrezionale, mediatica, diplomatica ed economica; a cui io ne aggiungerei una quinta: quella istituzionale. Il cui piano è quello di provocare una ribellione sociale per spezzare la nostra unione civico militare, eredità del Comandante Chávez.

Di fronte a tutto questo, lavorare per l’unità nella diversità continua ad essere una grande scommessa storica davanti a noi, per riprendere il cammino libertario richiesto dai popoli della Patria Grande che ha cambiato per sempre, in un mondo sempre più multicentrico e pluripopolare, come aveva intuito chiaramente il Comandante Chávez. E’ nostro dovere, come patrioti, continuare a percorrere questo cammino fino a concretare definitivamente la nostra indipendenza.

Noi rivoluzionari/e vogliamo percorrere questo cammino di pace. Per questo inalberiamo il proclama approvato durante il II Vertice della Comunità degli Stati Latinoamericani e Caraibici (CELAC), del gennaio del 2014 all’Avana, che definisce l’America Latina e il Caribe come zona di pace; il che implica “il rigoroso rispetto dell’obbligo di non intervenire, direttamente o indirettamente, nelle questioni interne di qualsiasi Stato…”, risolvere i contrasti che potrebbero sorgere in forma pacifica: e “rispettare pienamente il diritto inalienabile di ogni Stato di scegliere il suo sistema politico, economico, sociale e culturale”.

Il nostro popolo ha scelto a maggioranza la strada dell’Indipendenza, della Sovranità, della Giustizia Sociale e della Pace, e abbiamo dimostrato che è possibile, che si può sempre resistere per vincere, perché, come ha scritto José Félix Ribas “non possiamo optare fra vincere o morire, è necessario vincere”. E’ quanto abbiamo fatto e continueremo a fare.

(La Habana, 14 luglio 2019)

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