Cancelliere cubano avvisa sulle possibili risposte USA

Il cancelliere cubano, Bruno Rodríguez, ha avvisato domenica 16 che il Governo degli USA cercherà il successo della sua politica estera ad ogni costo, di fronte alla congiuntura economica che questo paese sta attraversando.

Non hanno avuto la crescita sperata e, nè la politica di ridurre le imposte, o tassi a basso interesse, nè la guerra commerciale hanno dato i risultati cercati, ha scritto il ministro nel suo account in Twitter.

Il fallimento della politica economica del Governo statunitense può portare a cercare un “successo” in politica estera, come ben segnala il Cancelliere cubano.

Considerando i fallimenti raccolti in questo terreno dall’amministrazione Trump, gli insuccessi e gli inciampi internazionali possono portali ad agire con troppa fretta, rendendo pericolosa qualsiasi azione che intraprenderanno d’ora in poi sino alle elezioni presidenziali.

L’economia di Washington è stata danneggiata anche dalla guerra commerciale del presidente Trump contro la Cina. Gli esperti del tema hanno previsto una possibile recessione per via di questo conflitto.

Il differendo ha un effetto nell’economia degli Stati Uniti maggiore del previsto, ha avvisato di recente Goldman Sachs, considerando il vincolo che hanno le economie nel XXI secolo. Queste pratiche potevano avere risultati positivi nei secoli passati, ma con gli incatenamenti produttivi e del commercio che esistono oggi, possono provocare un vero disastro.

Le prospettive globali, secondo la BBC, non sono positive. Gli economisti incontrano nubi all’orizzonte, dovunque guardino.

La Cina cresce con il suo ritmo più lento in 17 anni e il PIL della Germania si è contratto a o.1% nel secondo trimestre dell’anno.

Il PIL del Regno Unito è sceso allo 0.2% aiutato dalla confusione che circonda il Brexit.

L’indice Dow Jones di Wall Street alcuni giorni fa, ha perso 800 punti (il 3,05 %, il maggior calo nella stessa giornata registrato quest’anno.

L’indice Standard & Poor’s 500 è sceso del 2,93 % e il Nasdaq del 3,02 %.

All’interno, la Riserva Federale statunitense ha comunicato recentemente la sua preoccupazione per la moderata inflazione nel paese e si è riferita a possibili nuove riduzioni del costo del denaro, se sarà necessario.

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