Il Governo di fatto in Bolivia ha commesso crimini di lesa umanità

Un gruppo multidisciplinare di una delegazione argentina di solidarietà con il popolo boliviano ha denunciato con prove e testimonianze raccolte negli ultimi giorni che il governo di fatto sta commettendo delitti di lesa umanità dall’assunzione di Jeanine Áñez.

L’informazione, pubblicata da Telesur, avverte inoltre che è stato impossibile per questa missione continuare e cercare prove su queste azioni illegali perché i suoi membri sono stati minacciati dalle stesse autorità di governo.

In particolare, il gruppo di professionisti e dirigenti sociali ha segnalato Arturo Murillo, ministro di Governo dell’autoproclamata presidente Jeanine Áñez, come autore di minacce esplicite contro la loro ricerca d’informazioni.

Nell’aeroporto di Santa Cruz sono stati fermati e interrogati dalla Polizia ed anche insultati e aggrediti da un gruppo di manifestanti della destra reazionaria che segue Luis Fernando Camacho.

Nonostante questo, il gruppo ha presentato le conclusioni preliminari di un’ investigazione che ha compreso interviste con vittime della repressione della polizia e dell’Esercito, di vicini della città di El Alto, leader sociali, contadini e originari.

La delegazione ha parlato di «violazioni sistematiche dei diritti umani» dopo aver constatato delitti come la scomparsa forzata di persone e situazioni di tortura in spazi pubblici, violazioni e delitti sessuali, mancanza di garanzie processuali per i detenuti, tra i vari crimini che rendono conto della situazione di terrore con la quale si sono scontrati in Bolivia.

La missione argentina ha dichiarato che dispone di materiali che provano l’appoggio esplicito di paesi stranieri nel Colpo di Stato che ha deposto Evo Morales.

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