La CELAC: visione comune della Patria Grande

Nel dicembre del 2011, a Caracas, la CELAC apriva il cammino a un nuovo paradigma di cooperazione regionale e internazionale.

Raul Castro

I paesi dell’America Latina e dei Caraibi abbiamo dovuto affrontare numerose sfide (…), i pericoli per la pace sono sempre presenti  in varie parti del mondo e  nazioni fraterne sono state oggetto di minacce, di misure coercitive unilaterali e denunce legali internazionali per le legittime azioni che hanno adottato in difesa della loro sovranità.


Sappiamo che tra di noi ci sono pensieri distinti e anche differenze, ma la  Comunità degli Stati Latinoamericani e dei Caraibi CELAC è sorta sul patrimonio di 200 anni di lotta per l’indipendenza e si basa in una profonda comunità di obiettivi La Celac non è quindi  una successione di mere riunioni, né coincidenze pragmatiche, ma una visione comune della Patria Grande latinoamericana e caraibica che si deve solo ai suoi popoli.

Dev’essere una priorità la creazione di uno spazio politico comune nel quale avanzare verso la conquista della pace e il rispetto tra le nostre nazioni, spazio nel quale si sia capaci di superare gli ostacoli oggettivi e quelli che intenzionalmente c’impongono, nel quale si possano utilizzare le risorse in maniera sovrana e per il benessere comune, ponendo le capacità scientifiche e tecniche in funzione del progresso dei nostri popoli, nel quale noi si facciano valere principi irrinunciabili come l’autodeterminazione, la sovranità e l’uguaglianza sovrana degli Stati.

Dobbiamo stabilire un nuovo paradigma di cooperazione regionale e internazionale.

Nella cornice della Celac abbiamo la possibilità di costruire un modello proprio adattato alle nostre realtà, basato nei principi del beneficio comune e la solidarietà, che consideri le esperienze migliori sviluppate negli ultimi anni dai paesi della regione e dalle organizzazioni latinoamericane e caraibiche d’integrazione come Mercosur, ALBA, PetroCaribe, Unasur, Caricom, Sica e altre che negli anni hanno già tracciato un cammino.

D’altra parte non possiamo dimenticare che i Piccoli Stati Insulari dei Caraibi in via di sviluppo necessitano una speciale attenzione ai loro propri problemi.

Per ottenere la detta inclusione sociale e la sostenibilità ambientale dovremo creare una visione propria  sui sistemi economici, gli indici di produzione e consumo, le relazione tra crescita economica, lo sviluppo e anche l’efficacia dei modelli politici.

Cosa penseranno le decine di milioni di emarginati della democrazia e dei diritti umani? Quale sarà il loro giudizio sui modelli politici? Che penseranno delle leggi elettorali? È questa la società civile che considerano i governi  e le  organizzazioni internazionali? Cosa direbbero se li consultassimo sulle politiche economiche e monetarie?

La firma dei Capi di Stato e di Governo del Proclama dell’America Latina e dei Caraibi come Zona di Pace, è stata un passo storico e offre un riferimento per le relazioni tra i nostri Stati e con il resto del mondo.

La solidarietà in Nuestra America sarà decisiva per far avanzare gli interessi comuni.

Fonti: Discorsi del Primo Segretario del Comitato Centrale del Partito Comunista di Cuba, Generale d’Esercito Raúl Castro Ruz, all’inaugurazione del I, II , III Vertice della Comunità degli Stati Latinoamericani e Caraibici

Share Button

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.