Le imprese di Pinar del Río intraprendono il cammino dell’esportazione

Ronald Suárez Rivas

Pinar del Río – A tono con la necessità del paese d’incrementare le sue entrate, varie imprese di Pinar del Río riprendono il cammino dell’esportazione o vi si addentrano per la prima volta.

La fabbrica di conserve La Conchita, un’industria di fama internazionale è una di quelle che produce nuovamente per l’estero dopo sette anni, senza realizzare invii in altri paesi.

Fidel Boza Salazar, il direttore, ha spiegato che per ora si sta producendo la crema di guayaba, uno dei prodotti tradizionali dell’industria, ma che si sta lavorando per incorporarne altri, che potrebbero essere richiesti, come i caschi di pompelmo.

Nell’ottobre scorso da La Conchita è partito un contenitore per l’Europa con 1170 case di guayaba (circa 28000 unità in totale) ed è già pronto un secondo lotto di 1500 in attesa di partire per il Vecchi Continente.

Il direttore dell’industria ha detto che esiste un mercato sicuro per questi prodotti, come la Spagna, e che le misure approvate per perfezionare la gestione del settore dell’impresa rendono molto attraente l’opzione dell’esportazione.

«È la forma più rapida per avere denaro liquido da investire nello sviluppo della fabbrica», ha affermato.

L’Impresa di Liquori e Bibite di Vueltabajo, ha realizzato un primo invio dei tre assortimenti con la marca El Valle.

Juan Carlos Amador, direttore dell’entità ha precisato che inizialmente sono state inviate 480 casse di Rum Carta Blanca e Dorado, e di un Elisir per tastare il mercato.

Il dirigente ha segnalato che nel 2020 nella fabbrica El Valle si costruirà un nuovo magazzino per l’invecchiamento, che permetterà di triplicare la produzione.

Altre entità del Ministero dell’Industria Alimentare come l’Impresa dei Latticini e quella della Carne hanno esteso le vendite alla Zona Speciale di Sviluppo Mariel, che si considera come un’esportazione in frontiera, stimolate anche dai meccanismi economico – finanziari stabiliti che permettono alle imprese di ricevere il 50% dell’ammontare delle esportazioni in capacità liquida, per importare macchinari o equipaggiamenti.

La prima ha venduto formaggio e gelato per più di 37.000 dollari (USD) e la seconda carne e salumi che hanno permesso un’entrata di 310.000.

«Questo contribuisce allo sviluppo delle nostre industrie, ottenendo migliori condizioni tecnologiche», hanno assicurato a Granma i direttori delle due entità.

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