La strategia di guerra non convenzionale dell’impero

e la violenza “civile” organizzata

 

In diversi paesi dell’America Latina, in Iran ed in altri luoghi in cui comandano governi non convenienti agli interessi USA, le forze speciali della CIA stabiliscono come modo di ingerenza la creazione di gruppi violenti apparentemente disorganizzati e spontanei che cercano di seminare il caos, criminalizzare le proteste sociali e giustificare l’azione omicida delle forze di sicurezza

Raúl Antonio Capote www.granma.cu

Mentre le forze repressive in Ecuador affrontavano il popolo che manifestava contro le misure neoliberali del governo di Lenin Moreno, mentre i corpi di sicurezza assassinavano, torturavano e rapivano i partecipanti alla protesta, la televisione ecuadoriana trasmetteva i cartoni animati di SpongeBob. Ogni tentativo di presentare la verità era censurato.

Agivano gruppi violenti apparentemente disorganizzati e spontanei. Il loro obiettivo: seminare il caos, criminalizzare le proteste e giustificare l’azione omicida delle forze di sicurezza.

In Cile il popolo dopo il letargo coltivato con cura dai media e pagato da anni di terrore, si svegliava. I figli di Lautaro, Caupolicán ed Allende sfidavano le forze di sicurezza. Il 14 ottobre 2019, gli studenti delle secondarie ed universitari si sono organizzati per eludere, in modo massiccio, il pedaggio della metropolitana di Santiago. Il motivo, una protesta per l’aumento del biglietto, ma era solo l’inizio, era solo una scintilla. Data la vera situazione di disuguaglianza creata dal neoliberalismo in quel paese, la protesta si è radicalizzata e generalizzata.

Mentre i manifestanti, per lo più giovani, alzavano le braccia per ratificare la natura pacifica delle marce, fatti violenti si verificavano in diversi luoghi. Gruppi senza apparente relazione reciproca, estranei ai manifestanti, erano i responsabili di questi eventi. La denuncia presentata da diverse persone li colloca in scenari in cui agivano le forze dei Carabineros, che alcuni video caricati sulle reti sociali mostrano, persino, partecipando o stimolando i saccheggi.

Anche qui i mass media scelgono il optano, per la criminalizzazione della protesta, mentre le forze dell’ordine assassinano, violentano, colpiscono come nei “tempi migliori” della dittatura.

In Bolivia, una serie di fattori si è unita per propiziare la caduta del governo Evo Morales. Non sono stati solo elementi di dinamica interna, attacchi informatici, compiti di spionaggio e propaganda, campagne di destabilizzazione, sono stati anche gruppi criminali senza alcun apparente legame reciproco, alleati con forze militari e di polizia coinvolte nel complotto, azione diplomatica esterna ed intervento di agenti destabilizzanti dell’ambasciata USA.

Bande di criminali coperti dalla narrazione dell’ “indignazione popolare”, per ina presunta frode elettorale, hanno preso il controllo delle città, hanno bloccato le strade pubbliche, sullo stile dei guarimberos (rivoltosi) venezuelani, hanno bruciato istituzioni, hanno minacciato, commesso omicidi, torture nella via pubblica ed hanno umiliato dirigenti sociali e politici.

Quei gruppi criminali di destra, armati, invisibili per i media, hanno agito con un assoluto coordinamento ed hanno preso punti strategici dalla capitale del paese, un esempio la presa di Bolivia TV, ciò che dimostra una grande preparazione precedente. Non hanno agito in modo casuale: hanno diretto i loro colpi con precisione, sapevano contro chi procedere, hanno sequestrato, assassinato e distrutto, in modo selettivo.

Non si trattava del popolo scontento di fronte ad una frode che non è mai avvenuta, ma di un’aggressione ben pianificata. Lo sanno bene i popoli del Venezuela e del Nicaragua, che sono stati vittime di queste azioni di guerra non convenzionale.

Non solo in America Latina

Il modus operandi non è esclusivo nella nostra regione. Nello scorso novembre, l’Iran ha sofferto un’ondata di violenza che ha distrutto 730 banche, 70 stazioni di servizio, 140 edifici governativi e oltre 50 basi delle forze di sicurezza.

Migliaia di manifestanti infervorati sono scesi in piazza per giorni ed hanno attaccato stazioni di servizio, banche ed edifici governativi a seguito dell’annuncio del razionamento e di un aumento del 50% dei prezzi del carburante.

Si ripete qui di nuovo la tattica utilizzata in Bolivia: gruppi armati, perfettamente coordinati ed addestrati agiscono sul terreno. Usando la tecnica dello “sciame”, i gruppi comunicavano tra loro e concentravano le azioni usando messaggi di testo per incontrarsi nei punti di attacco.

L’aggressione si è paralizzata quando il governo ha spento Internet e le reti wireless. Le forze di sicurezza iraniane sono riuscite a catturare diversi agenti della CIA che agivano in questi presunti gruppi antigovernativi.

Il Political Action Group

In un libro del 2003, ‘Special ops: America’s elite forces in 21st. century combat’, l’autore afferma:

«Estremamente riservata, la Divisione Attività Speciali si considera come l’unità operativa preminente al mondo. I membri sono l’élite dell’élite. Ciò si deve alle fonti da cui l’organizzazione recluta i suoi membri: Unità di Missioni Speciali, come la Delta Force ed il Gruppo di Sviluppo della Guerra Navale Speciale degli USA…».

Il Centro di Attività Speciali (Special Activities Center; SAC) è una divisione della Central Intelligence Agency (CIA) degli USA, responsabile dello svolgimento di operazioni segrete note come “attività speciali”. Prima del 2016 l’unità si chiamava Special Activities Division o Divisione delle Attività Speciali.

Ci sono due gruppi separati all’interno del SAC: lo Special Operations Group (SOG) o Gruppo per le Operazioni Speciali per le operazioni paramilitari tattiche ed il Political Action Group (PAG) o Gruppo di Azione Politica per le operazioni politiche sotto copertura.

Il Political Action Group (PAG) o Gruppo di Azione Politica è responsabile delle attività segrete relative all’influenza politica, alle operazioni psicologiche ed alla guerra economica. Con il rapido sviluppo della tecnologia, la guerra informatica è stata inclusa nelle sue missioni.

Il SAC offre i suoi servizi al Presidente USA come un’opzione quando le azioni militari e diplomatiche non sono praticabili o fattibili politicamente.

Il Gruppo di Azione Politica svolge operazioni sotto copertura per realizzare cambi politici.

L’intervento sotto copertura in un’elezione straniera è considerata dal SAC la forma più importante di azione politica. Ciò potrebbe includere il sostegno finanziario ai candidati “appropriati” per gli USA, supporto con media specializzati, supporto tecnico per le relazioni pubbliche, risorse per influenzare il voto, partecipazione all’organizzazione politica, consulenza legale, campagne pubblicitarie e ciò che chiamano “altri mezzi di azione diretta”.

Secondo gli specialisti del SAC, le decisioni politiche possono essere influenzate da valori attivi, come la rivolta dei funzionari del paese, la pressione sui funzionari e leader politici per ottenere decisioni di carattere ufficiale, in linea con la politica e gli obiettivi USA. Inoltre, sviluppare i meccanismi per la formazione dell’opinione pubblica favorevole agli interessi USA, azioni che implicano l’uso nascosto della propaganda.

Possono impiegare ufficiali per lavorare come giornalisti, rivolgersi ad agenti con influenza, gestire piattaforme mediatiche, piazzare determinate storie o informazioni in luoghi in cui si spera saliranno alla luce “naturalmente” o cercare di negare e/o screditare l’informazione di pubblico dominio.

La maggior parte degli esperti USA considera il SAC l’attuale forza di operazioni speciale, perfetta per la guerra non convenzionale.

Alcuni esempi dei programmi di azione politica della CIA furono le azioni per impedire che il Partito Comunista Italiano (PCI) vincesse le elezioni del 1948; alla fine del 1960, il colpo di stato iraniano del 1953; Cile 1953; Guatemala 1954; Indonesia nel 1957, oltre alla fornitura di fondi e sostegno al sindacato Solidarnosc in Polonia nel 1981, tentativo di colpo di stato in Venezuela nel 2002; golpe in Honduras 2009, Nicaragua 2018, auto-proclamazione di Juan Guaidó in Venezuela, attacchi al Sistema Elettrico Nazionale (SEN) venezuelano 2019, ecc.

Più trasparente dell’acqua: la presenza, denunciata più di una volta, di ufficiali ed agenti dei servizi speciali USA sul terreno durante queste azioni, oltre al riconoscimento in documenti resi pubblici del suo agire interventista contro governi che non gli sono affini, dimostra l’ingerenza diretta USA in questi golpe, che di morbido hanno solo il nome, poiché hanno lasciato un’orma di sangue e sofferenza in tutte le parti del mondo.

Prevedere è la parola d’ordine, le forze progressiste, i leader di sinistra devono essere preparati e preparare i loro popoli. Bisogna essere disposti a dare tutto, ad affrontare con intelligenza i piani yankee e vincere.


La estrategia de guerra no convencional del imperio y la violencia «civil» organizada

En varios países de Latinoamérica, en Irán y en otras partes donde rigen gobiernos no convenientes a los intereses de Estados Unidos, las fuerzas especiales de la CIA establecen como modo de injerencia la creación de grupos violentos aparentemente desorganizados y espontáneos, que buscan sembrar el caos, criminalizar las protestas sociales y justificar la acción homicida de las fuerzas de seguridad

Autor: Raúl Antonio Capote

Mientras las fuerzas represivas en Ecuador se enfrentaban al pueblo que se manifestaba contra las medidas neoliberales del gobierno de Lenín Moreno, mientras los cuerpos de seguridad asesinaban, torturaban y secuestraban a los participantes en la protesta, la televisión ecuatoriana transmitía muñequitos de Bob Esponja. Todo intento por presentar la verdad era censurado.

Grupos violentos aparentemente desorganizados y espontáneos actuaban. Su objetivo: sembrar el caos, criminalizar las protestas y justificar la acción homicida de las fuerzas de seguridad.

En Chile el pueblo luego del letargo cultivado con esmero por los medios de comunicación y abonado por años de terror, despertaba. Los hijos de Lautaro, Caupolicán y Allende desafiaban a las fuerzas de seguridad. El 14 de octubre de 2019, los estudiantes secundarios y universitarios se organizaron para evadir masivamente el pasaje del metro de Santiago. La razón, una protesta al alza en el valor del pasaje, pero era solo el inicio, era apenas una chispa. Ante la verdadera situación de desigualdad creada por el neoliberalismo en ese país, la protesta se radicalizó y se generalizó.

Mientras los manifestantes, jóvenes en su mayoría, alzaban los brazos para ratificar el carácter pacífico de las marchas, hechos violentos ocurrían en varios lugares. Grupos sin relación aparente entre sí, ajenos a los manifestantes, eran los responsables de estos hechos. La denuncia hecha por varias personas los sitúa en escenarios donde actuaban fuerzas de Carabineros, a los que algunos videos subidos a las redes sociales les muestran, incluso, participando o estimulando los saqueos.

Aquí también los medios masivos de comunicación optan por el silencio, por la criminalización de la protesta, mientras las fuerzas del orden asesinan, violan, golpean como en los «mejores tiempos» de la dictadura.

En Bolivia, un conjunto de factores se unió para propiciar la caída del gobierno de Evo Morales. No fueron solo elementos de dinámica interna, ciberataques, tareas de espionaje y propaganda, campañas de desestabilización, también fueron grupos criminales sin aparente conexión entre sí, aliados con fuerzas militares y policiales implicadas en el complot, acción diplomática externa e intervención de agentes desestabilizadores de la Embajada de EE.UU.

Bandas de criminales amparados en la narrativa de la «indignación popular», por un supuesto fraude electoral, tomaron el control de las ciudades, realizaron bloqueos de vías públicas al estilo de los guarimberos venezolanos, quemaron instituciones, profirieron amenazas, cometieron asesinatos, torturas en la vía pública, y humillaron a líderes sociales y políticos.

Esos grupos criminales de derecha, armados, invisibilizados por los medios, actuaron con absoluta coordinación y tomaron puntos estratégicos de la capital del país, un ejemplo fue la toma de Bolivia TV, lo que demuestra una gran preparación previa. No actuaron al azar: dirigieron sus golpes con precisión, sabían contra quiénes proceder, secuestraron, asesinaron y destruyeron, selectivamente.

No se trataba del pueblo descontento ante un fraude que jamás ocurrió, sino de una agresión bien planificada. Lo saben bien los pueblos de Venezuela y Nicaragua, que han sido víctimas de esas acciones de guerra no convencional.

No solo en Latinoamérica

El modus operandi no es exclusivo en nuestra región. En el pasado mes de noviembre Irán sufrió una oleada de violencia que destruyó 730 bancos, 70 estaciones de servicio, 140 inmuebles gubernamentales y más 50 bases de fuerzas de seguridad.

Miles de manifestantes enardecidos se volcaron a las calles durante días y atacaron gasolineras, bancos y edificios de gobierno a partir del anuncio del racionamiento y de un aumento del 50 % en los precios del combustible.

Se repite aquí de nuevo la táctica empleada en Bolivia: grupos armados, perfectamente coordinados y entrenados actúan sobre el terreno. Utilizando la técnica del «enjambre», los grupos se comunicaban entre sí, y concertaban las acciones usando mensajes de texto para reunirse en los puntos de ataque.

La agresión se paralizó cuando el gobierno apagó internet y las redes inalámbricas. Las fuerzas de seguridad iraníes lograron capturar a varios agentes de la cia que actuaban en estos supuestos grupos antigubernamentales.

Los Political Action Group

En un libro de 2003, Special ops: America’s elite forces in 21st. century combat, el autor afirma:

«Sumamente confidencial, la División de Actividades Especiales se considera como la unidad de operaciones especiales preeminente en el mundo. Los miembros son la élite de la élite. Esto se debe a las fuentes de las que la organización recluta a sus miembros: Unidades de Misiones Especiales, tales como la Fuerza Delta y el Grupo de Desarrollo de Guerra Naval Especial de los Estados Unidos…».

El Centro de Actividades Especiales (del inglés: Special Activities Center; SAC), es una división de la Agencia Central de Inteligencia (CIA) de Estados Unidos, responsable de llevar a cabo operaciones encubiertas conocidas como «actividades especiales». Antes de 2016 la unidad se llamaba Special Activities Division o División de Actividades Especiales.

Dentro del sac existen dos grupos por separado: el Special Operations Group (SOG) o Grupo de Operaciones Especiales para las operaciones paramilitares tácticas y el Political Action Group (PAG) o Grupo de Acción Política para las operaciones políticas encubiertas.

El Political Action Group (PAG) o Grupo de Acción Política es responsable de las actividades encubiertas relacionadas con la influencia política, las operaciones sicológicas y la guerra económica. Con el rápido desarrollo de la tecnología se incluyó en sus misiones la guerra cibernética.

El sac ofrece sus servicios al Presidente de Estados Unidos como una opción cuando las acciones militares y diplomáticas no son viables o factibles políticamente.

El Grupo de Acción Política lleva a cabo operaciones encubiertas para lograr un cambio político.

La intervención encubierta en una elección extranjera es considerada por el sac la forma más importante de la acción política. Esto podría incluir el apoyo financiero a los candidatos «apropiados» para Estados Unidos, sostén con medios de comunicación especializada, soporte técnico para las relaciones públicas, recursos para influir en el voto, participación en la organización política, asesoría legal, campañas de publicidad y lo que ellos llaman «otros medios de acción directa».

Según los especialistas del SAC, las decisiones políticas pueden verse influenciadas por valores activos, tales como la sublevación de los funcionarios del país, presión sobre funcionarios y líderes políticos para lograr decisiones de carácter oficial, alineadas con la política y los objetivos de Estados Unidos. Además, desarrollar los mecanismos para la formación de la opinión pública favorable a los intereses estadounidenses, acciones que implican el uso encubierto de propaganda.

Pueden emplear a oficiales para trabajar como periodistas, recurrir a agentes con influencia, operar las plataformas de los medios de comunicación, plantar ciertas historias o información en lugares donde se espera que saldrán a la luz pública «de forma natural», o tratar de negar y/o desacreditar la información que es de conocimiento público.

La mayoría de los expertos estadounidenses consideran al SAC la fuerza de operaciones especiales actual, perfecta para la guerra no convencional.

Algunos ejemplos de programas de acción política de la cia fueron las acciones para prevenir que el Partido Comunista Italiano (PCI) ganara las elecciones en 1948; ya a finales de 1960, el golpe de Estado iraní de 1953; Chile 1953; Guatemala 1954; Indonesia en 1957, así como la provisión de fondos y apoyo al sindicato Solidaridad en Polonia 1981, intento de golpe de Estado en Venezuela 2002; golpe en Honduras 2009, Nicaragua 2018, autoproclamación de Juan Guaidó en Venezuela, ataques al Sistema Eléctrico Nacional (SEN) venezolano 2019, etc.

Más claro ni el agua: la presencia denunciada más de una vez de oficiales y agentes de los servicios especiales estadounidenses en el terreno durante estas acciones, más el reconocimiento en documentos hechos públicos de su accionar intervencionista contra gobiernos que no les son afines, prueba la injerencia directa de Estados Unidos en estos golpes, que de suave solo tienen el nombre, pues han dejado una huella de sangre y sufrimientos en todas partes del mundo.

Prever es la palabra de orden, las fuerzas progresistas, los líderes de izquierda deben estar preparados y preparar a sus pueblos. Hay que estar dispuestos a darlo todo, a enfrentar con inteligencia los planes yanquis y vencer.


fonti:

Executive Secrets: Covert Action and the Presidency. University of Kentucky Press. Daugherty, William J. (2004).

A Guide to America’s Special Operations Units : the World’s Most Elite Fighting Force. Da Capo Press.Southworth, Samuel A. & Tanner, Stephen. 2002. U.S. Special Forces.

At the Center of the Storm: My Life at the CIA. Harper Collins. Tenet, George. 2007.

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