Díaz-Canel: No, non ci arrendiamo e continuiamo ad andare avanti

Cienfuegos – A qualcuno sembrava impossibile continuare a camminare e non fermarsi a parlare con quella folla che lo aspettava e lo applaudiva, vedendolo avvicinarsi  nel Prado del municipio di Cumanayagua. Il Presidente della Repubblica di Cuba, Miguel Díaz-Canel Bermúdez, ha ordinato al gruppo che proveniva dalla  Impresa Pecuaria El Tablón di fermarsi e l’incontro  è stato come una celebrazione.

Ammirazione e affetto per il mandatario cubano che è continuità storica di un legato rivoluzionario, venivano espressi  con gli sguardi e le parole della gente affollata. Ed anche amore, comunione e fede nella dedizione di una persona che è popolo e rappresenta una forma di governare basata nel lavoro per il popolo e con il popolo.

Il Presidente, come un fratello, ha restituito l’affetto, li ha salutati e ha spiegato l’indurimento del blocco e la persecuzione finanziaria da parte del Governo degli Stati Uniti e i suoi tentativi di asfissiarci, impedendo l’arrivo dei combustibili, ma ha assicurato che «con i nostri sforzi, l le alternative, le strategie e le iniziative non solo resistiamo, ma vinceremo la fellonia imperialista!»

«Noi non ci arrendiamo e andiamo avanti», ha dichiarato.

L’ incontro tra il Presidente e la gente si è ripetuto poco dopo, all’uscita della Empresa Láctea Escambray,  così come nel municipio di Aguada de Pasajeros, dove al termine di un percorso dell’Impianto  di Lievito di Torula, vicino a Alficsa Plus s.a., lo hanno avvicinato gli studenti di una scuola vicina, con i quali sono stati scattati molti selfie  con grande allegria dei ragazzi.

«Studiate molto perché voi siete il futuro del paese», ha detto Díaz-Canel, che guida la seconda visita di lavoro  del Consiglio de Ministri – giovedì 13 e venerdì 14 -, che ha compreso nella sua prima giornata il percorso di differenti obiettivi economici e sociali.

Salvador Valdés Mesa, vicepresidente della Repubblica, ha constatato nel municipio di Palmira il comportamiento della produzione dei materiali per la costruzione delle case ed ha visitato la ditta d’imbottigliamento della Ciego Montero e l’Impresa Carnica, dove ha apprezzato nella pratica la sostituzione di importazioni e i legami produttivi.

Il resto dei dirigenti che partecipa ha visitato importanti centri di sviluppo socio – economico della Perla del Sud,

Machado Ventura: uno dei settori principali per combattere la guerra che ci sferrano è quello dei contadini

 

Jagüey Grande – José Ramón Machado Ventura, Secondo Segretario del Comitato Centrale del Partito, ha segnalato il ruolo decisivo dei contadini cubani come parte del settore agricolo e dell’allevamento, nella difesa del paese e di fronte all’assedio criminale del Governo degli Stati Uniti contro Cuba.

Chi lavora la terra, i lavoratori dei campi, possono fare molto per non farci schiacciare da un blocco che tenta di far morire di fame il nostro popolo, ha detto il dirigente cubano nell’Assemblea dell’Associazione Nazionale dei Piccoli Agricoltori  (ANAP) nel municipio di Jagüey Grande, (Matanzas)  poco prima del XII Congresso dell’organizzazione contadina.

«Questo è un settore principale per combattere la guerra che ci sferrano», ha sottolineato.

Yunior Muchulí, presidente della ANAP nel territorio, ha fatto un breve riassunto dell’impegno del movimento cooperativo e contadino a Jagüey Grande nel 2019, nel quale ha indicato la produzione del miele delle api con un volume di circa 1200 tonnellate, più de 60% del totale apportato dalla provincia.

Con 2900 associati distribuiti in 14  CCS e una cooperativa di produzione agricola e dell’allevamento  (CPA), il settore consegna qui più di 10 000 tonnellate  di tuberi e ortaggi l’anno.

Di queste 3600 tonnellate sono destinate al turismo e il totale si potrebbe elevare se si considera il potenziale della regione, hanno ammesso gli stessi delegati.

Machado Ventura ha insistito sulla necessità di seminare e produrre di più. «Dobbiamo utilizzare tutto con l’obiettivo di crescere, anche se oggi non disponiamo dei fertilizzanti, degli erbicidi e delle risorse abituali, e per questo ci vuole intelligenza, uno sforzo maggiore e più organizzazione», ha segnalato ancora.

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