Accusare falsamente è un crimine

Arthur González. https://heraldocubano.wordpress.com

I nemici di Cuba, da anni, accusano e calunniano i suoi funzionari ed organismi a causa dell’odio che provano contro la Rivoluzione, ma così facendo commettono un crimine per il quale possono essere puniti, come fanno altri paesi.

Le leggi devono essere rispettate e coloro che non lo fanno si espongono ad essere sanzionati, come è il caso dell’ex commissario spagnolo José Manuel Villarejo Pérez, per cui la procura provinciale di Madrid chiede 2 anni di carcere, per i reati di calunnia e falsa denuncia, contro il direttore del Centro Nazionale d’Intelligence.

A Cuba, molti di coloro che ricevono finanziamenti dal governo USA, accusano, diffamano e calunniano le autorità, come parte della guerra mediatica che gli yankee hanno scatenato dal 1959, ma si espongono ad essere puniti dalla giustizia, proprio come fanno i tribunali spagnoli.

Tra i salariati cubani ci sono Yoani Sánchez e Rosa María Payá Acevedo, entrambe fortemente sostenute dai membri della mafia terroristica anti-cubana di Miami, che accumulano una lunga lista di false accuse e calunnie che potrebbero portarle in prigione.

Chi non sa che Yoani, emigrata in Spagna, è stata reclutata dal terrorista agente CIA e latitante della giustizia cubana, Carlos Alberto Montaner, per il progetto del blog Generación Y, al fine di reclutare giovani e compiere azioni sovversive contro la Rivoluzione?

La lista di menzogne e false accuse che la “blogger” ha raccontato è ampia, tuttavia non è mai stata processata per i suoi crimini.

Una situazione simile è quella di Rosa María Payá che, senza una sola prova legale, accusa le autorità cubane di essere la causa dell’incidente stradale in cui è morto suo padre, quando distribuiva denaro inviato da Madrid da parte di Esperanza Aguirre, per azioni provocatorie contro il governo. Tale accusa non è stata ammessa nei tribunali spagnoli per mancanza di prove, ma gli yankee la pagano per continuare con le sue menzogne, al fine di creare una matrice di opinione negativa nei confronti di Cuba.

Ora sembra che Erika Guevara-Rosas, direttrice di Amnesty International per le Americhe, e José Miguel Vivanco, direttore esecutivo di Human Rights Watch per le Americhe, non conoscano la verità e sono comparsi a difendere Yoani Sánchez, di fronte ad una presunta campagna diffamatoria nei suoi confronti da parte del governo.

Prima di accusare Cuba di “violenza di genere” e di “intimidire” la blogger, la signora Erika deve approfondire la sua storia per conoscere le sue azioni, inizialmente guidata dalla missione diplomatica USA all’Avana e successivamente a Miami durante le sue visite, o le istruzioni ricevute presso l’Istituto Lesch Walesa in Polonia, in modo che sappia chi è realmente la persona che difende.

La direttrice di Amnesty International per le Americhe e José Miguel Vivanco, direttore esecutivo di Human Rights Watch, non si sono chiesti come fosse possibile che, nel 2008, appena un anno dopo l’inaugurazione del blog Generación Y, Yoani Sánchez fosse selezionata dalla rivista TIME tra le 100 persone più influenti al mondo; il quotidiano spagnolo El PAIS l’ha riconosciuta tra le 100 ispanico americane più importanti e le ha conferito il premio Ortega y Gasset, uno dei premi giornalistici più importanti al mondo?

Nello stesso anno, 2008, ha anche avuto il riconoscimento, dalla rivista nordamericana Foreign Policy, considerandola una delle 10 intellettuali più influenti dell’America Latina; la rivista Gatopardo de México l’ha nominata tra i 10 personaggi del 2008 e la tedesca Deutsche Welle, premio The BOBs, (Best of Online Activism) tutti quei riconoscimenti internazionali senza avere una solida opera riconosciuta, ciò che conferma la costruzione intenzionale per lanciarla al mondo come una “giovane oppositrice” al governo cubano.

Anche nel 2009 è stato carico di premi, tra i quali, secondo la rivista TIME, è una dei 25 migliori blog dell’anno; il Foro Economico Mondiale della Svizzera le ha conferito il Premio Giovani Leader Globali; l’università USA della Columbia le ha conferito il Premio Maria Moors Cabot; la Fondazione Pan Americana per lo Sviluppo, schermo della CIA per il suo lavoro sovversivo, le ha conferito il Premio Eroi dell’Emisfero 2009; e la televisione messicana Azteca le ha conferito il Terzo Premio al Concorso di Saggi Cammini della Libertà.

Nello stesso anno è stata nominata Eroe della Patria, nientemeno che dal cosiddetto Consiglio per la Libertà di Cuba, composto da controrivoluzionari cubani a Miami; la rivista USA PODER dell’American Business Council gli ha concesso il Premio per la Libertà di Stampa nelle Americhe; l’Argentina Fondazione Internazionale di Giovani Leader gli ha conferito il Premio Giovani Leader 2009; The Good Web Guide del Regno Unito ha selezionato il suo blog come il migliore del mese, nel dicembre 2009, ed ha chiuso l’anno con il premio Protagonista dell’Anno in America, consegnato da El Diario Exterior de España. La lista è continuata nel 2010, 2011 e 2012.

Non bisogna essere molto intelligente per capire che chi tira quei fili così potenti, poiché nessuno al mondo è riuscito ad accumulare così tanti premi in soli due anni, neppure intellettuali di fama internazionale come Gabriel García Márquez, Premio Nobel, o Alejo Carpentier, Premio Cervantes.

Non c’è odio né attacchi contro di lei. Piaccia o no ai direttori di Amnesty International e Human Rights, Yoani lavora agli ordini degli yankee, diffama e accusa senza prove le autorità, che secondo il codice penale cubano nel suo articolo 204, è punibile con la privazione della libertà da tre da mesi a un anno, per coloro che pubblicamente diffamano, denigrano o disprezzino le istituzioni della Repubblica, le organizzazioni politiche, di massa o sociali del paese o gli eroi e martiri della Patria.

L’articolo 318 per Diffamazione, punisce con privazione della libertà da tre mesi ad un anno chi imputa, davanti a terzi, una condotta o un atto contrario all’onore. L’articolo 319 punisce per Calunnia, con una pena di privazione della libertà da sei mesi a due anni, chi, consapevolmente, divulghi fatti falsi che ridondino nel discredito di una persona.

Sono molteplici le accuse di Yoani contro le autorità e le istituzioni ufficiali, notizie false ed altre azioni che possono essere portate in tribunale, allo stesso modo di Rosa María, colei che ha cambiato i sentimenti per un visto di rifugiata politica e l’impegno a diffamare il governo cubano, in cambio di un sacco di soldi.

Saggio fu José Martí all’affermare: “La pompa è nemica della verità, come il lusso è nemico dell’onestà”.


Acusar falsamente es un delito

Por Arthur González.

Los enemigos de Cuba llevan años acusando y calumniando a sus funcionarios y entidades, por el odio que sienten contra la Revolución, pero al hacerlo cometen un delito por el que pueden ser sancionados, como hacen otros países.

Las leyes son para respetar y aquellos que no lo hacen se exponen a ser sancionados, como es el caso de ex comisario español José Manuel Villarejo Pérez, a quien la fiscalía provincial de Madrid le pide 2 años de prisión, por los delitos de calumnias y denuncia falsa, contra el director del Centro Nacional de Inteligencia.

En Cuba, muchos de los que reciben financiamiento del gobierno de Estados Unidos, acusan, difaman y calumnian a las autoridades, como parte de la guerra mediática que desatan los yanquis desde 1959, pero se exponen a que la justicia los sancione, tal como hacen los tribunales españoles.

Entre los asalariados cubanos están Yoani Sánchez y Rosa María Payá Acevedo, ambas apoyadas fuertemente por miembros de la mafia terrorista anticubana de Miami, las que acumulan una larga lista de acusaciones falsas y calumnias que podrían conducirlas a la cárcel.

¿Quién no conoce que Yoani, siendo una emigrada en España, fue reclutada por el terrorista agente CIA y prófugo de la justicia cubana, Carlos Alberto Montaner, para el proyecto del blog Generación Y, con la finalidad de captar a jóvenes y ejecutar acciones subversivas contra la Revolución?

La lista de mentiras y acusaciones falsas que ha dicho la “bloguera” es amplia, sin embargo, nunca ha sido procesada por sus delitos.

Similar situación es la de Rosa María Payá, quien, sin una sola prueba legal, acusa a las autoridades cubanas de ser causantes del accidente de tránsito donde murió su padre, cuando repartía dinero enviado desde Madrid por Esperanza Aguirre, para acciones provocativas contra el gobierno.  Tal acusación no fue admitida en los tribunales españoles por falta de pruebas, pero los yanquis le pagan para que continúe con sus mentiras, a fin de crear una matriz de opinión negativa contra Cuba.

Ahora parece que Erika Guevara-Rosas, directora de Amnistía Internacional para las Américas, y José Miguel Vivanco, director ejecutivo de Human Rights Watch para las Américas, no conocen la verdad y salieron a defender a Yoani Sánchez, ante una supuesta campaña de desprestigio hacia ella por parte del gobierno.

Antes de acusar a Cuba de “violencia de género” y de “intimidar” a la bloguera, la señora Erika debe hurgar en su historia para que se entere de sus acciones, orientadas inicialmente por la misión diplomática de Estados Unidos en La Habana y posteriormente en Miami durante sus visitas, o las instrucciones recibidas en el Instituto Lesch Walesa en Polonia, para que conozca quien es realmente la persona que defiende.

¿No se han preguntado la directora de Amnistía Internacional para las Américas y José Miguel Vivanco, director ejecutivo de Human Rights Watch, cómo fue posible que, en el año 2008, a solo un año de salir al mundo el blog Generación Y, Yoani Sánchez fuese seleccionada por la revista TIME entre las 100 personas más influyentes del mundo; el diario español El PAIS la reconoció entre las 100 Hispanoamericanos más importantes y le otorgó el premio Ortega y Gasset, uno de los más importantes premios de periodismo del mundo?

Ese mismo año 2008, también recibió el reconocimiento de la revista norteamericana Foreign Policy, al considerarla una de las 10 Intelectuales más Influyentes de Latinoamérica; la revista Gatopardo de México la nombró entre los 10 personajes de 2008 y la alemana Deutsche Welle,  premio The BOBs, (Best of Online Activism) todos esos reconocimientos internacionales sin tener una sólida obra reconocida, lo que confirma la construcción intencionada para lanzarla al mundo como una “joven opositora” al gobierno cubano.

El 2009 también le llegó cargado de premios, entre ellos, según la revista TIME, fue uno de los 25 Mejores Blogs del año; el Foro Económico Mundial de Suiza le entregó el Premio Jóvenes Líderes Globales; la universidad norteamericana de Columbia le dio el  Premio María Moors Cabot; la Fundación Panamericana para el Desarrollo, pantalla de la CIA para su trabajo subversivo, le entregó el premio Héroes del Hemisferio 2009​; y la televisión Azteca de México le concedió el Tercer Premio en el Concurso de Ensayo Caminos de la Libertad.

Ese mismo año fue nombrada Héroe de la Patria​, nada menos que por el llamado Consejo por la Libertad de Cuba, integrado por contrarrevolucionarios cubanos en Miami; la revista estadounidense PODER de The American Business Council le concedió el premio a la Libertad de Prensa en las Américas; la argentina Fundación Internacional de Jóvenes Líderes le otorgó el premio Jóvenes Líderes 2009;  The Good Web Guide del Reino Unido seleccionó su Blog como el mejor del mes en diciembre de 2009 y cerró el año con el premio Protagonista del año en América, entregado por El Diario Exterior de España. La lista continuó en 2010, 2011 y 2012.

No hay que ser muy inteligente para darse cuenta quien mueve esos hilos tan poderosos, pues nadie en el mundo ha logrado acumular tantos galardones en solo dos años, ni siquiera intelectuales de renombre internacional como Gabriel García Márquez, Premio Nobel, o Alejo Carpentier, Premio Cervantes.

No hay odio ni ataques contra ella. Gústele o no a los directivos de Amnistía Internacional y de Human Rights, Yoani trabaja bajo órdenes de los yanquis, difama y acusa sin pruebas a las autoridades, lo que según el código penal cubano en su artículo 204, se sanciona con privación de libertad de tres meses a un año, para aquellos que públicamente difamen, denigren, o menos precien a las instituciones de la República, a las organizaciones políticas, de masas o sociales del país o a los héroes y mártires de la Patria.

El artículo 318 por Difamación, sanciona con privación de libertad de tres meses a un año, al que ante terceras personas impute a otro una conducta o un hecho contrario al honor. El artículo 319 sanciona por Calumnia, con pena de privación de libertad de seis meses a dos años, al que, a sabiendas, divulgue hechos falsos que redunden en el descrédito de una persona.

Son múltiples las acusaciones de Yoani contra las autoridades e instituciones oficiales, noticias falsas y otras acciones que clasifican para ser llevada ante los tribunales, al igual que Rosa María, esa que cambió sentimientos por una visa de refugiada política y el compromiso de difamar al gobierno cubano, a cambio de mucho dinero.

Sabio José Martí al afirmar: “La pompa es enemiga de la verdad, como el lujo lo es de la honradez”.

Share Button

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.