Il vero ruolo delle ONG in Venezuela

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Le Organizzazioni Non Governative (ONG) hanno iniziato ad espandersi nel contesto della Guerra Fredda e della globalizzazione del neoliberalismo, abituate a sparare come partiti politici ma protette dal mantello giuridico, e apparentemente imparziale, che ostentano. Non sono attori innocenti ed in Venezuela svolgono funzioni specifiche, determinate da interessi e compiti secondo l’agenda imperiale.

Le ONG svolgono funzioni all’interno delle risorse asimmetriche (guerra economica, aggressioni finanziarie, intossicazione mediatica, assedi percettivi) della guerra contro il Venezuela. Le focalizzazione sui diritti umani, libertà di espressione o sull’accesso politico a beni e servizi che ricevono promozione, visibilità mediatica e partecipazione a qualsiasi forum o appello multilaterale esista, qui o all’estero, potranno predicare tutto, ma non vanno oltre l’essere operatori all’interno dell’agenda di guerra ibrida contro il Venezuela bolivariano.

Sebbene qui le ONG si auto proclamino rappresentanti della “società civile”, in “difesa dei diritti dei cittadini”, queste organizzazioni non sono altro che “strumenti della politica estera nordamericana”, secondo la ricerca dell’economista canadese Michel Chossudovsky.

Fin dalla presa del potere da parte della Rivoluzione Bolivariana, le ONG sono state facciate per ricevere finanziamenti esteri; sono emerse come elementi “cittadini” che sfidano la sovranità nazionale; poiché molti di esse non sono altro che canali di distribuzione delle risorse logistiche e finanziarie, con altri scopi molto lontani dal catechismo umanitario, ambientale, politico o lavorativo che predicano.

IL RUOLO DELLA NED

La NED, quella “grande operazione globale” nelle parole dello scrittore William Engdahl, fondata nel 1983 sotto il governo di Ronald Reagan, inizia le sue operazioni e corre parallelamente all’espansione neoliberale di quel presidente USA e l’allora prima ministra britannica Margaret Thatcher, nel quadro di una serie di privatizzazioni di beni e iniziative governative all’interno della CIA.

Il suo creatore, l’accademico Allen Weinstein, dichiarò nel 1991, che “molto di ciò che stiamo facendo ora -con la NED- la CIA lo faceva, in forma occulta, 25 anni fa”.

Il suo budget proviene principalmente dal Congresso USA, ma riceve anche finanziamenti da altre “entità” amiche come la Open Society Foundations dello speculatore finanziario George Soros.

Come ricorda Engdahl, la sua pratica è quella della “promozione democratica” versione gringa (diritti umani armati), sottolineando che “la NED è stata al centro di tutte le ‘rivoluzioni colorate’ nordamericane dal rovesciamento di Slobodan Milosevic nel 2000” ad oggi.

Dalle ONG che hanno gestito, con successo, che il processo di denunce e “proteste” che derivassero in colpi di stato e l’insediamento di governi di taglio neoliberale duro, nella loro partecipazione al colpo di stato del 2002 contro il Governo Bolivariano, passando per la “primavera araba” e arrivando sino ad Hong Kong, l’attività vincolante della NED non è solo verificabile, ma decisiva. Mentre le ONG che finanzia sono un altro braccio strumentale della politica estera USA.

Altri centri di finanziamento, a parte la CIA, in modo segreto, e la NED, in modo esplicito, sono la già citata Open Society di Soros, così come l’USAID (l’Agenzia USA per lo Sviluppo Internazionale), l’IRI (il Republican Institute International, lascito del defunto John McCain) e il NDI (l’Istituto Nazionale Democratico per gli Affari Internazionali, la sua presidentessa Madeleine Albright), il CIPE (il Centro per l’Impresa Privata Internazionale, ala internazionale della Camera di Commercio USA) e The Solidarity Center (operatore della politica internazionale della NED e della Federazione Statunitense del Lavoro e del Congresso delle Organizzazioni Industriali, AFL-CIO).

La gamma di istituzioni nordamericane per il contributo finanziario a organizzazioni destabilizzanti, o che semplicemente difendono gli interessi delle grandi corporazioni nelle diverse regioni del mondo, è varia in termini nominali, ma in fondo prevale l’interesse imperiale e non differenzia una dall’altra.

Se la NED funge da centro di coordinamento, Freedom House (che riceve anche finanziamenti dalla NED) funge da centro di formazione di queste ONG, “osservatori” o fondazioni. Non sono poche le organizzazioni in Venezuela che hanno richiesto i servizi di entrambi i centri.

Allo stesso modo, l’USAID ha funzionato come un canale privilegiato: ricordiamo il suo ruolo chiave durante l’operazione di “aiuto umanitario” (la cosiddetta “Battaglia dei Ponti”) contrastata dall’unione civilca-militare il 23 febbraio 2019. Attraverso l’USAID si è tentato di invadere il paese con pretesti “umanitari”.

DOLLARI PER UNA POLITICA DEL DOPPIO STANDARD

Il rosario di ONG che ricevono finanziamenti e sostegno dalla NED e da altre istituzioni USA ed europee in Venezuela è ampio e estero, come dimostra anche il numero di “aree di finanziamento” che dichiarano di essere state investite nel 2020 in Venezuela (senza specificare le organizzazioni che ricevono quelle migliaia di dollari).

E in questo caso si tratta di pubblico e formale, perché secondo un’indagine del quotidiano britannico The Guardian, pubblicata nel maggio 2020, la NED ha consegnato fondi nel 2011 ai festival del rock venezuelani, attraverso ONG, fondazioni e associazioni civili, con l’obiettivo di minare culturalmente il Governo Bolivariano e reclutare potenziali operatori politici tra la gioventù dell’opposizione. L’informazione è stata diffusa attraverso documenti declassificati.

Le ONG, in molti casi, non differiscono molto dagli operatori politici di qualsiasi paese: attaccano come partiti politici e si difendono con una presunta neutralità che gli conferisce il loro vestito giuridico.

Organizzazioni come Súmate, nata nel 2002 e presieduta, fino a non molto tempo fa, da María Corina Machado, che ha orientato il proprio raggio d’azione nel tentativo di screditare il Consiglio Nazionale Elettorale (CNE), e che ha ricevuto finanziamenti dalla NED; e come Humano y Libre, fondata nel maggio 2002, il cui direttore era Gustavo Arroyo Tovar, che ha servito come canale finanziario per i gruppi guarimberos (rivoltosi ndt) nel 2007, sono organizzazioni che oggi sono registrate negli USA come corporazioni. Queste, oltre ad essere riconosciute per i loro spudorati sforzi golpisti, hanno inaugurato il ruolo destabilizzante come ONG in Venezuela.

Le più discusse dalla mediocrazia locale, negli ultimi anni, sono stati Foro Penal, Control Ciudadano e Provea. Ognuno ha uno specifico scopo mediatico e gestisce vaste risorse per svolgere il lavoro destabilizzante con maquillage “civile” incluso, e che servono da panorama per quanto riguarda l’agire delle ONG in Venezuela.

  • Foro Penal Venezolano è finanziato da varie istituzioni e personalità, ed è stato formato da Freedom House. Ha un ampio curriculum di sostegno agli agenti delle guarimbas nel 2014 e ai terroristi all’indomani del fallimento (2017, 2018). Questa ONG, gestita da un ampio pool di avvocati, ha tra i suoi dirigenti Alfredo Romero e Gonzalo Himiob. Il suo rapporto privilegiato con gli USA dice tutto sul suo procedere.
  • Asociación Civil Control Ciudadano non sembra avere un canale di finanziamento molto chiaro, dal momento che non dichiara sulla sua pagina da chi riceve denaro per poter funzionare. Rocío San Miguel è a capo di questa ONG, il cui obiettivo principale è minare la Forza Armata Nazionale Bolivariana (FANB) e le varie istituzioni di intelligence e difesa del paese. Non sono poche le volte in cui Rocío San Miguel ha gestito e lanciato, nelle reti e nei media di propaganda, “informazioni riservate” e in particolare voci in nome del “controllore cittadino” e “diritti umani”. Il suo rapporto con gli USA si riflette nel cablogramma inviato (filtrato da WikiLeaks) nel 2007 dall’ex ambasciatore USA in Venezuela, William Brownfield, al Comando Sud e al Segretariato per gli Affari dell’Emisfero Occidentale (tra altri), dove San Miguel viene rivelata come “socia attiva dell’USAID”. Persino durante il VII Summit delle Americhe, ha avuto l’opportunità di incontrare Barack Obama.
  • Provea, finanziata dalla Open Society e da altre istituzioni come la Ford Foundation e l’Ambasciata britannica, è una delle più attive finora nella Rivoluzione Bolivariana. È stato decisivo per i media locali e internazionali con i suoi servizi sui diritti umani in Venezuela, soprattutto durante l’epoca guarimbera (2014-2017). Le denunce che Provea gestisce non si estendono mai alla violenza transnazionale che sviluppa il paramilitarismo nel paese né agli attentati terroristici che gruppi di ultra finanziano e promuovono, come i pupilli di Leopoldo López. Come Foro Penal, difendono necessariamente la sedizione dell’estrema destra per colpire con la narrazione dello Stato ultra-poliziesco, storia sovradimensionata dall’Organizzazione degli Stati Americani (OSA, o Ministero delle Colonie di Washington) con cui  ha anche una stretta relazione.

In funzioni di “agenti non statali”, le ONG hanno un doppio lavoro che hanno imparato a oliare nel tempo, con il chavismo come nemico: costruire e promuovere la storia dello Stato fallito in Venezuela, anche sotto la retorica della propaganda sporca e della guerra percettiva e servire da canale di finanziamento per altri attori ultra-creoli.

Le associazioni pubbliche e private degli operatori di queste “agenzie non statali” con partiti politici e settori antipolitici dell’opposizione venezuelana evidenziano il loro ruolo in questa guerra. Resta a noi mettere a nudo queste risorse della guerra asimmetrica, che non hanno più un angolo politico dove nascondersi.


EL VERDADERO PAPEL DE LAS ONG EN VENEZUELA

 

Las Organizaciones No Gubernamentales (ONG) empezaron a expandirse en el contexto de la Guerra Fría y la globalización del neoliberalismo, acostumbradas a disparar como partidos políticos pero resguardadas bajo el manto jurídico y supuestamente imparcial que ostentan. No son actores inocentes y en Venezuela cumplen funciones específicas, determinadas por intereses y tareas de acuerdo a la agenda imperial.

Las ONG cumplen funciones dentro de los recursos asimétricos (guerra económica, agresiones financieras, intoxicación mediática, asedios perceptivos) de la guerra contra Venezuela. Las enfocadas en derechos humanos, libertad de expresión o acceso político a bienes y servicios que reciben promoción, visibilización mediática y participación en cuanto foro o convocatoria multilateral exista, aquí o en el exterior, podrán predicarlo todo, pero no pasan de ser operadores dentro de la agenda de guerra híbrida contra Venezuela Bolivariana.

Si bien aquí las ONG se autoproclaman como los representantes de la “sociedad civil”, en “defensa de los derechos ciudadanos”, estas organizaciones no son más que “instrumentos de la política exterior norteamericana”, de acuerdo a las investigaciones del economista canadiense Michel Chossudovsky.

Desde la toma del poder por parte de la Revolución Bolivariana, las ONG han sido fachadas para el recibimiento de financiamiento extranjero; se han erigido como elementos “ciudadanistas” que desafían la soberanía nacional; toda vez que muchas de ellas no son más que canales para distribuir recursos logísticos y financieros, con otros propósitos muy lejos del catecismo humanitario, ambiental, político o laboral que predican.

EL PAPEL DE LA NED

La NED, esa “enorme operación global” al decir del escritor William Engdahl, fundada en 1983 bajo el gobierno de Ronald Reagan, comienza sus operaciones y corre en paralelo con la expansión neoliberal de ese presidente estadounidense y la entonces primera ministra británica Margaret Thatcher, en el marco de una serie de privatizaciones de activos y emprendimientos gubernamentales dentro de la CIA.

Su creador, el académico Allen Weinstein, declaró en 1991 que “mucho de lo que estamos haciendo ahora -con la NED- la CIA lo hacía de forma encubierta hace 25 años”.

Su presupuesto proviene principalmente del Congreso norteamericano, pero también recibe financiamiento de otras “entidades” amistosas como la Open Society Foundations del especulador financiero George Soros.

Como recuerda Engdahl, su práctica es la de la “promoción democrática” versión gringa (derechos humanos artillados), señalando que “la NED ha estado en el centro de todas las ‘revoluciones de colores’ norteamericanas desde el derrocamiento de Slobodan Milosevic en el año 2000” hasta la fecha.

Desde las ONG que exitosamente lograron que el proceso de denuncias y “protestas” derivaran en golpes de Estado y la instalación de gobiernos de corte neoliberal duro, en su participación en el golpe de 2002 al Gobierno Bolivariano, pasando por la “primavera árabe” y llegando hasta Hong Kong, la actividad vinculante de la NED no solo es constatable, sino decisiva. En tanto que las ONG que financia son otro brazo instrumental de la política exterior norteamericana.

Otros centros de financiamiento, aparte de la CIA en forma encubierta y de la NED de manera explícita, son la mencionada Open Society de Soros, así como la USAID (la Agencia de Estados Unidos para el Desarrollo Internacional), el IRI (el Instituto Republicano Internacional, legado del finado John McCain) y el NDI (el Instituto Nacional Demócrata para los Asuntos Internacionales, su presidenta Madeleine Albright), el CIPE (el Centro para la Empresa Privada Internacional, ala internacional de la Cámara de Comercio de Estados Unidos) y The Solidarity Center (operador de política internacional de la NED y la Federación Estadounidense de Trabajo y del Congreso de Organizaciones Industriales, AFL-CIO sus siglas en inglés).

El abanico de instituciones norteamericanas para el aporte financiero a organizaciones desestabilizadoras, o que sencillamente defienden los intereses de grandes corporaciones en las distintas regiones del mundo, es variopinto en lo nominal, pero en el fondo el interés imperial prevalece y no diferencia una de otra.

Si la NED funciona como un centro coordinador, Freedom House (que también recibe financiamiento de la NED) funge como centro de adiestramiento de estas ONG, “observatorios” o fundaciones. No son pocas las organizaciones en Venezuela que han requerido de los servicios de uno y otro centro.

Asimismo, la USAID ha fungido como un canal privilegiado: recordemos su papel clave durante la operación de “ayuda humanitaria” (la denominada “Batalla de los Puentes”) resistida por la unión cívico-militar el 23 de febrero de 2019. A través de la USAID se intentó invadir el país bajo pretextos “humanitarios”.

DÓLARES PARA UNA POLÍTICA DE DOBLE RASERO

El rosario de ONG que reciben financiamiento y apoyo de la NED y de otras instituciones estadounidenses y europeas en Venezuela es ancho y ajeno, como lo demuestra también la cantidad de “áreas de financiación” que declaran que han sido invertidos en 2020 en Venezuela (sin especificar las organizaciones que perciben esos miles de dólares).

Y en este caso se trata de lo público y formal, porque según una investigación del periódico británico The Guardian, publicada en mayo 2020, la NED entregó fondos en 2011 a festivales de rock venezolanos, a través de ONG, fundaciones y asociaciones civiles, con el objetivo de socavar culturalmente al Gobierno Bolivariano y captar potenciales operadores políticos entre la juventud de la oposición. La información fue dada a conocer a través de documentos desclasificados.

Las ONG, en muchos casos, no se diferencian demasiado de los operadores políticos de cualquier país: atacan como partidos políticos y se defienden con una supuesta neutralidad que les confiere su vestido jurídico.

Organizaciones como Súmate, nacida en 2002 y presidida por María Corina Machado hasta no hace mucho tiempo, la cual orientó su rango de acción al intento de desprestigiar al Consejo Nacional Electoral (CNE), y que recibía financiamiento de la NED; y como Humano y Libre, fundada en mayo de 2002, cuyo director fue Gustavo Arroyo Tovar, que sirvió de canal financiero para grupos guarimberos en 2007, son organizaciones que hoy día están registradas en Estados Unidos como corporaciones. Éstas, además de ser reconocidas por su afán golpista sin vergüenza, inauguraron el papel desestabilizador como ONG en Venezuela.

Las más sonadas por la mediocracia local en los últimos años han sido Foro Penal, Control Ciudadano y Provea. Cada una tiene un fin mediático específico y maneja amplios recursos para hacer el trabajo desestabilizador con maquillaje “civil” incluido, y que sirven de panorama en cuanto al accionar de las ONG en Venezuela.

Foro Penal Venezolano es financiada por diversas instituciones y personalidades, y fue formada por Freedom House. Tiene un amplio prontuario de apoyo a los agentes de las guarimbas en 2014 y a los terroristas de las secuelas luego del fracaso (2017, 2018). Esta ONG, que se maneja con un amplio pool de abogados, cuenta entre sus directivos a Alfredo Romero y Gonzalo Himiob. Su relación privilegiada con Estados Unidos lo dice todo sobre su proceder.

Asociación Civil Control Ciudadano no parece tener un canal de financiamiento muy claro, ya que no declara en su página de quién recibe dinero para poder funcionar. Rocío San Miguel está al frente de esta ONG, cuyo objetivo primordial consiste en socavar a la Fuerza Armada Nacional Bolivariana (FANB) y las diversas instituciones de inteligencia y defensa del país. No son pocas las veces en que Rocío San Miguel ha manejado y lanzado a las redes y medios de propaganda, “informaciones clasificadas” y sobre todo rumores en nombre de la “contraloría ciudadana” y los “derechos humanos”. Su relación con Estados Unidos se refleja en el cable que envió (filtrado por WikiLeaks) en el año 2007 el exembajador de Estados Unidos en Venezuela, William Brownfield, al Comando Sur y a la Secretaría de Asuntos del Hemisferio Occidental (entre otros), en donde San Miguel es delatada como “socia activa de la USAID”. Incluso durante la VII Cumbre de Las Américas tuvo la oportunidad de reunirse con Barack Obama.

Provea, financiada por Open Society y otras instituciones como la Fundación Ford y la embajada británica, es una de las más activas en lo que va de Revolución Bolivariana. Ha sido determinante para la mediática local e internacional con sus informes sobre derechos humanos en Venezuela, sobre todo durante la época guarimbera (2014-2017). Las denuncias que maneja Provea nunca se extienden a la violencia transnacional que desarrolla el paramilitarismo en el país ni los atentados terroristas que grupos de la ultra financian y promueven, como los pupilos de Leopoldo López. Al igual que el Foro Penal, defienden necesariamente la sedicia de la extrema derecha para golpear con el relato del Estado ultrapolicial, cuento sobredimensionado por la Organización de Estados Americanos (OEA, o Ministerio de Colonias de Washington) con quienes también tiene una estrecha relación.

En funciones de “agentes no-estatales”, las ONG tienen un doble trabajo que han aprendido a aceitar con el tiempo, con el chavismo de enemigo: construir y fomentar el relato del Estado fallido en Venezuela, así sea bajo la retórica de la propaganda sucia y la guerra perceptiva, y servir de canal de financiamiento a otros actores de la ultra criolla.

Las asociaciones públicas y privadas de los operadores de estas “agencias no-estatales” con partidos políticos y sectores antipolíticos de la oposición venezolana evidencian sus papeles en esta guerra. Queda de nosotros desnudar estos recursos de la guerra asimétrica, quienes ya no tienen rincón político de dónde esconderse.

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