Cuba è una democrazia

Pedro Miguel www.cubadebate.cu/

Sono stufo di leggere che Cuba è una dittatura, quindi ho scritto alcune note per dimostrare che non lo è: al contrario, a Cuba regna la democrazia. Vediamo:

Nelle democrazie rappresentative come Gran Bretagna e Spagna, il capo dello Stato non è eletto dal popolo: la carica è ereditaria.

Proprio come in quei paesi, in Germania e in altre repubbliche parlamentari, il capo del governo sì è eletto ma non in modo diretto: gli elettori votano per rappresentanti e sono questi che eleggono il capo del governo.

Lo stesso accade a Cuba: i cittadini eleggono i membri dell’Assemblea Nazionale del Potere Popolare, di 605 deputati, ogni 5 anni. La costituzione afferma che è “l’organo supremo del potere Statale” e rappresenta “tutto il popolo ed esprime la sua volontà sovrana”.

L’Assemblea Nazionale del Potere Popolare elegge tra i suoi deputati coloro che compongono il Consiglio di Stato, “l’organo che la rappresenta tra un periodo e l’altro di sessioni, ne esegue gli accordi e svolge le altre funzioni che la Costituzione e la legge gli attribuiscono”.

Tale assemblea elegge anche il presidente e il vicepresidente e nomina, su proposta del presidente, il 1° ministro e i membri del Consiglio dei Ministri; elegge il presidente del Tribunale Supremo e i suoi magistrati, il procuratore generale, il controllore generale e altre cariche.

Chiunque, a partire dai 16 anni di età, ha diritto al voto libero, uguale, diretto e segreto. Tutti hanno diritto di essere votati. I candidati non sono proposti dai partiti bensì dalle assemblee di quartiere o di circoscrizione e dalle organizzazioni sociali. Chiunque può proporli.

Le assemblee sono obbligate a bilanciare genere, colore della pelle e origine sociale, al fine di garantire una rappresentanza equa e plurale.

Nelle assemblee vengono esposte le qualità delle proposte e i partecipanti decidono a maggioranza, in una votazione per alzata di mano, le candidature.

Sono vietate le campagne elettorali; semplicemente, le foto e i curricula dei candidati vengono diffusi e questi tengono incontri con gli elettori in centri di lavoro, cooperative, scuole, ecc.

Per essere eletto è richiesta la maggioranza assoluta; se nessuno degli aspiranti raggiunge la metà più uno dei voti validi, i due più votati passano al secondo turno.

A partire dal 1993, Fidel e Raúl Castro si sono sottoposti periodicamente al verdetto degli elettori. Hanno corso come candidati a deputati e invariabilmente hanno vinto nei loro rispettivi distretti.

Le urne sono custodite da bambini e giovani pionieri, vengono sigillate al termine della votazione e successivamente viene effettuato un conteggio pubblico. Ai conteggi possono assistere corrispondenti dei media nazionali e stranieri, i membri del corpo diplomatico e persino i turisti.

I deputati sono obbligati a render conto delle loro azioni ed il loro mandato può essere revocato in qualsiasi momento. I deputati in carica non ricevono remunerazione monetaria superiore agli stipendi che avevano prima di far parte dell’Assemblea Nazionale del Potere Popolare. Questo modello ha imperato a Cuba nelle elezioni del 1976, 1981, 1986, 1993, 1998, 2003, 2008, 2013 e 2018.

Chiunque può giungere a deputato all’Assemblea Nazionale del Potere Popolare, purché riesca a ottenere l’appoggio della sua assemblea. E chiunque può diventare membro del Consiglio di Stato e presidente della repubblica, purché ottenga l’appoggio dei suoi pari nel più alto organismo del potere politico.

Il Partito Comunista Cubano non ha carattere elettorale; non candida nessuno ed è un mito che tutti i candidati ad una deputazione debbano appartenere ad esso.

Insomma, il luogo comune che Cuba vive sotto una dittatura è una menzogna. A Cuba c’è una democrazia senza partiti, che non è la stessa cosa, e il potere è retto da una costituzione e da un quadro giuridico ben definito.

È vero che l’articolo 62 della Costituzione sancisce il carattere socialista dello Stato cubano e l’impossibilità di modificare tale caratteristica. Ma qualcosa di simile accade in Spagna e in altri paesi europei, dove non esiste il diritto di sradicare monarchie con mezzi democratici o legali. Tuttavia, non per questo i grandi media occidentali rompono le scatole, 24 ore al giorno, che sono regimi dittatoriali.

È tutto.

(Tratto dalla sua pagina Facebook)


Cuba es una democracia

Por: Pedro Miguel

Estoy hasta la madre de leer que Cuba es una dictadura, así que redacté unas notas para demostrar que no lo es: por el contrario, en Cuba impera la democracia. Veamos:

En democracias representativas como Gran Bretaña y España, el jefe de Estado no es electo por el pueblo: el cargo es hereditario.

Al igual que en esos países, en Alemania y otras repúblicas parlamentarias el jefe de gobierno sí es electo, pero no de manera directa: los electores votan por representantes y son éstos los que eligen al jefe de gobierno.

Lo mismo pasa en Cuba: los ciudadanos eligen cada 5 años a los integrantes de la Asamblea Nacional del Poder Popular, de 605 diputados. La constitución señala que es “el órgano supremo del poder del Estado” y representa “a todo el pueblo y expresa su voluntad soberana”.

La Asamblea Nacional del Poder Popular elige de entre sus diputados a quienes integran el Consejo de Estado, “órgano que la representa entre uno y otro período de sesiones, ejecuta sus acuerdos y cumple las demás funciones que la Constitución y la ley le atribuyen”.

Esta asamblea elige también al presidente y al vicepresidente y designa, a propuesta del presidente, al 1er ministro y a los miembros del Consejo de Ministros; elige al presidente del Tribunal Supremo y a sus magistrados, al fiscal general, al contralor general y a otros cargos.

Todos a partir de 16 años tienen derecho al voto libre, igual, directo y secreto. Todos tienen derecho a ser votados. Los candidatos no son postulados por partidos sino por asambleas barriales o de circunscripción y por organizaciones sociales. Cualquiera puede proponerlos.

Las asambleas están obligadas a balancear el sexo, el color de la piel y la procedencia social, a fin de asegurar una representación equitativa y plural.

En las asambleas se exponen las cualidades de los propuestos y los participantes deciden por mayoría, en votación a mano alzada, las candidaturas.

Las campañas electorales están prohibidas; ​ simplemente, se difunden las fotos y los curricula de los aspirantes y éstos sostienen reuniones con los electores en centros de trabajo, cooperativas, escuelas, etc.

Para ser electo se requiere de mayoría absoluta; si ninguno de los aspirantes alcanza la mitad más uno de los sufragios válidos, los dos más votados se van a segunda vuelta.

A partir de 1993, Fidel y Raúl Castro se sometieron periódicamente al veredicto de los electores. Se presentaron como candidatos a diputados y ganaron invariablemente en sus respectivos distritos.

Las urnas son custodiadas por niños y jóvenes pioneros, se sellan al terminar la votación y posteriormente se hace un recuento público. Corresponsales de medios nacionales y extranjeros, integrantes del cuerpo diplomático y hasta los turistas pueden presenciar los recuentos.

Los diputados están obligados a rendir cuentas de su actuación y se les puede revocar el mandato en cualquier momento. Los diputados en funciones no reciben remuneración monetaria superior a los salarios que tenían antes de formar parte de la Asamblea Nacional del Poder Popular. Este modelo ha imperado en Cuba en las elecciones de 1976, 1981, 1986, 1993, 1998, 2003, 2008, 2013 y 2018.

Cualquier persona puede llegar como diputado a la Asamblea Nacional del Poder Popular, a condición de que logre concitar el respaldo de su asamblea. Y cualquier persona puede convertirse en integrante del Consejo de Estado y en presidente de la república, siempre y cuando consiga el apoyo de sus pares en el máximo organismo del poder político.

El Partido Comunista Cubano no tiene carácter electoral; no postula a nadie y es un mito que todos los aspirantes a una diputación tengan que pertenecer a él.

En suma, el lugar común de que Cuba vive bajo una dictadura es un embuste. En Cuba existe una democracia sin partidos, que no es lo mismo, y el poder se rige por una constitución y por un marco legal bien definido.

Es cierto que el artículo 62 de la Constitución establece el carácter socialista del Estado cubano y la imposibilidad de cambiar esa característica. Pero algo semejante ocurre en España y en otros países europeos, en donde no existe el derecho de erradicar monarquías por la vía democrática o legal. Sin embargo, no por eso los grandes medios occidentales están jodiendo las 24 horas con que son regímenes dictatoriales.

Es todo.

(Tomado de su página de Facebook)

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