Tag Archives: MAS

Bolivia, Paese governato da USA, neonazisti e narcos

Mision Verdad, http://aurorasito.altervista.org

Gli ultimi giorni del colpo di Stato in Bolivia dimostrano, in gran parte grazie alla mediocrità dei loro esecutori, chi cuce la tuta che copre gli interessi degli attori stranieri. Il piano suggerisce che il cambio di regime fu ispirato da schemi politici dei decenni precedenti. Sarebbe necessario risalire agli anni ’70-’80, quando i militari si addestrarono secondo la dottrina nordamericana, attaccando il potere e dedicandosi a svolgere le loro particolari attività sotto la facciata delle istituzioni statali.

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Basta menzogne! Incontro con Evo e Álvaro

Ángel Guerra Cabrera https://lapupilainsomne.wordpress.com

I mezzi di diffusione dominanti, guidati dagli USA, cercano di imporre un resoconto assolutamente falso del colpo di stato in Bolivia. Per quanto riguarda questo pericolo e l’urgente necessità di contrastarlo, martedì 10, ci siamo trovati d’accordo un gruppo di compagni/e in un indimenticabile e produttivo incontro con Evo Morales e Álvaro García Linera, presidente e vicepresidente dello stato plurinazionale della Bolivia, a cui ha partecipato anche il sempre propositivo Rafael Correa, ex presidente dell’Ecuador. Siamo accolti dall’amabile ospitalità dell’ambasciatore venezuelano in Messico, Francisco Árias Cárdenas e sua moglie, nonché dall’ambasciatore boliviano José Crespo.

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Bolivia: governo de facto promulga legge per nuove elezioni

Il governo de facto della Bolivia ha promulgato la legge di emergenza per per indire al più presto nuove elezioni nel paese sudamericano, con l’impegno che saranno elezioni “pulite, eque e trasparenti”.

La legge è stata approvata dopo una trattativa che ha coinvolto la Chiesa cattolica locale, le Nazioni Unite e l’Unione Europea. La nuova normativa annulla le ultime elezioni del 20 ottobre.

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Elezioni tra persecuzioni, il piano del golpe in Bolivia

Marco Teruggi  www.cubadebate.cu/opinion

Mi scrive una compagna che ha dovuto lasciare la Bolivia. E’ perseguita insieme al suo partner a cui, le hanno detto, lo stanno cercando per “liquidarlo”. Da prima che Evo Morales fosse costretto a dimettersi, è cominciata a circolare una lista di nomi; la sua applicazione si è accelerata a partire da quel momento.

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Perché il golpe in Bolivia e non in Venezuela

Pino Arlacchi – www.lantidiplomatico.it

E’ appena avvenuto in Bolivia un colpo di stato che ha messo temporaneamente da parte un presidente molto popolare, che lungo 13 anni di governo ha guidato la fuoriuscita del paese dalla marginalità politica e dalla povertà.

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El Alto in piedi, mai in ginocchio

Evo Morales ha denunciato alla comunità internazionale che, nel vecchio stile delle dittature, la Plaza Murillo è accerchiata da veicoli armati militari

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Bolivia: ambasciata USA massima responsabile destabilizzazione

L’ambasciata USA a La Paz è stata la maggior responsabile e promotrice della destabilizzazione dello Stato Plurinazionale della Bolivia, ha dichiarato il presidente Evo Morales in un tuit pubblicato lo scorso 13 novembre.

Il suo messaggio dice: «Condanniamo la decisione di Trump di riconoscere il governo di fatto, autoproclamato dalla destra. Dopo l’imposizione di (Juan) Guaidó, ora proclama (Jeanine) la Añez. Il colpo di Stato che provoca la morte de miei fratelli boliviani è una cospirazione politica ed economica che viene dagli Stati Uniti».

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7 giorni di Jeanine Áñez portano la Bolivia più di 10 anni indietro

La presidente de facto della Bolivia, Jeanine Áñez, da una settimana ha assunto la conduzione il governo boliviano. Tra le proteste, Áñez ha preso una serie di misure che abbattono alcuni dei pilastri della politica del deposto Evo Morales e dei suoi 13 anni alla presidenza del paese

Fonte Articolo –  www.lantidiplomatico.it

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Benvenuti nella dittatura

Marco Teruggi  www.cubadebate.cu

“Benvenuti nella dittatura”, ha detto una signora mentre correva dai lacrimogeni, moto, camionette con giovani detenuti, moto e blindati militari. La scena è avvenuta nel centro della città di La Paz, nel pomeriggio, dopo che avevano represso la presidentessa del Senato, Adriana Salvatierra, e l’autoproclamata presidentessa Jeanine Añez aveva nominato un nuovo comando militare.

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Evo, il golpe ed il Messico

Angel Guerra Cabrera www.cubadebate.cu

L’accoglienza di Evo Morales come rifugiato politico da parte del governo AMLO fa risplendere la politica estera messicana di sovranità, autodeterminazione ed asilo per i perseguitati politici nel processo di riscatto da parte del tabasqueño (AMLO è nato nel Tabasco).

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Bolivia, “guerra totale in tempo di globalizzazione”

di Geraldina Colotti

Anche a Roma, ci si mobilita contro il colpo di stato in Bolivia con un presidio indetto dalla Rete dei Comunisti, a cui hanno aderito diversi collettivi, partiti, organizzazioni di migranti (il 13 alle 16 davanti all’ambasciata boliviana).

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Il processo golpista in Bolivia

Mision Verdadhttp://aurorasito.altervista.org

La rinascita delle violenze criminali contro i seguaci del MAS e la richiesta di dimissioni dell’alto comando delle forze armate, furono i punti di rottura (e coercizione aperta) che cristallizzavano le dimissioni forzate del Presidente Evo Morales il 10 novembre.

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La città di El Alto difende Evo Morales dalla repressione

Marco Teruggi, Internationalist 360º

Il centro di La Paz diventava una barricata, con code per acquistare nelle poche attività commerciali aperte, mezzi di trasporto fermi, vicini agli angoli attraversati da fili spinati e fogli di zinco. Vicino a Plaza Murillo, il centro del potere politico, gruppi passavano indossando elmetti, scudi, maschere antigas, bandiere boliviane, contingenti di polizia che si contrastano e chiedono rinforzi alle Forze armate nazionali (FAB).

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La profezia di Túpac Katari

Abel Prieto Jiménez

Nel 1781 il leader aymara Túpac Katari costituì un esercito di quarantamila uomini per affrontare le forze colonialiste della Spagna riuscendo ad assediare la città di La Paz. A novembre dello stesso anno, tradito da alcuni dei suoi seguaci, fu catturato dalle truppe spagnole.

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Bolivia: golpismo post elettorale

http://misionverdad.com

CONTESTO E SINTESI DELLA DESTABILIZZAZIONE E VIOLENZA POST-ELETTORALE IN BOLIVIA

 

Gli eventi in Bolivia si inquadrano in un programma di cambio di regime ed i suoi elementi essenziali sono stati detonati dopo il risultato elettorale di domenica 20 ottobre.

Per i suoi componenti ed attori coinvolti, così come per i suoi precedenti e derivazioni, l’attuale confluenza boliviana sembrava essere, da lungo tempo, un inesorabile punto di collisione. Eventi che, contrariamente alle tendenze regionali di deposizione del neoliberalismo, cercano di consacrare un programma di ritorno dei neoliberali ai golpe ed al disconoscimento delle elezioni.

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