Tag Archives: Alessandra Riccio

Il Cile resiste

Alessandra Riccio – https://nostramerica.wordpress.com

Il Presidente del Cile Sebastián Piñera dichiara lo stato di guerra e la risposta corale è: “No estamos en guerra!”. Mi sorprendo ancora di sorprendermi di fronte all’indifferenza generale quando il presidente di uno stato “democratico” si dichiara in guerra contro la sua stessa gente. Sarà che ormai siamo anestetizzati da tanti movimenti di piazza, da tante rivoluzione colorate, da tante immagini di violenza e di morte da non sentirci interpellati dalla risposta dei cileni: “Non stiamo in guerra!”.

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Alicia Alonso, la ballerina più universale di Cuba è morta

Il Balletto Nazionale di Cuba (BNC) ha informato poche ore fa che la ballerina cubana più famosa a livello mondiale, Alicia Alonso, è morta oggi giovedì 17 ottobre a 98 anni

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L’Ecuador, cinque anni fa

Alessandra Riccio https://nostramerica.wordpress.com

Ce l’avevo fatta: dopo tanti anni quel tabù era caduto ed io ero finalmente arrivata in Ecuador, uno dei pochi paesi che ancora non conoscevo di un’ America che ha assorbito gran parte dei miei interessi e suscitato molte delle mie passioni. Calpestavo una terra che per molti anni ero stata incapace di includere nei miei viaggi, dopo che un terribile e crudelissimo incidente aereo aveva posto fine ai trenta anni di Ines, la migliore fra le mie allieve, la più ribelle e appassionata.

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Novità dal Venezuela? niente di speciale, è solo guerra!

Alessandra Riccio – https://nostramerica.wordpress.com

Domenica scorsa, a “Prima Pagina”, la bella trasmissione mattutina di Radio3, un ascoltatore ha chiesto al giornalista di turno come mai non arrivassero più notizie dal Venezuela. E già, come mai? Il giornalista ha dato qualche risposta confusa in cui non mancavano le accuse a Maduro di essere un dittatore. Mancava invece la notizia: il grande sabotaggio al sistema elettrico nazionale dopo il disastro dei giorni intorno al 7 marzo, disastro finalmente riparato appena una settimana fa e adesso, il 29 aprile, di nuovo saltato a causa di un “attacco brutale, feroce e criminale”, così l’ha definito il Presidente, che ha fatto esplodere gli apparecchi di trasmissione principale. Per quest’ultimo attentato, Maduro ha accusato ancora gli Stati Uniti (“Trump non ha potuto vedere realizzata l’invasione militare e adesso ci prova con la guerra elettrica”) ma ha parlato anche di “talpe” all’interno della compagnia elettrica, di infiltrati che sostengono questa guerra scatenata dagli interessi del capitalismo.

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Quando si tratta di Venezuela, la storia è sempre quella

Alessandra Riccio – https://nostramerica.wordpress.com

Nel 2012, nel sito della rivista “Latinoamerica”, tenevo una rubrica da cui ho ripescato questo articolo a proposito delle ultime elezioni vinte dal Presidente Chávez, gia mortalmente ammalato. Mi è parso utile riproporlo quando tocca a Maduro la parte del cattivo nella pellicola prodotta a Washington e sponsorizzata in Europa.

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Brevissima historia del Venezuela

e di come e cosa si intende distruggere

A. Riccio  https://nostramerica.wordpress.com

 

Il Venezuela entra nel secolo XXI e nella contemporaneità dopo secoli di silenzio e immobilismo.

Trainato dall’ energia e dalla lucidità di un giovane di provincia -povero e ambizioso, che è diventato un militare per scelta, per poter dare un passo avanti nella scala sociale-, il popolo venezuelano è entrato nel Terzo millennio impetuosamente, fra lo scetticismo e la sorpresa degli osservatori e dei vicini, abituati a considerare quel ricco paese con fastidio, “come l’amico sbruffone, ricco e viziato”.[1] Ma la storia del Venezuela è la storia comune a tutti i paesi d’America “scoperti”, conquistati e colonizzati, almeno fino a quando gli Stati Uniti, una volta raggiunta l’indipendenza, hanno intrapreso una storia di guida, controllo e dominazione del resto del continente.

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L’articolo 68

Carlos Luque Zayas Bazán – https://nostramerica.wordpress.com

L’articolo 68 del Progetto di Costituzione di Cuba, che definisce il matrimonio come una “unione legale fra due persone”, si sta rivelando come uno dei punti più spinosi della discussione che si svolge a livello popolare in tutta l’isola. A gettare il sasso nello stagno è stata la parlamentare Mariela Castro Espín, presidente del Cenesex, l’istituto statale per l’educazione sessuale, figlia di colei che ha diretto e tutelato per anni la Federazione delle Donne Cubane (FMC) e dell’ex presidente Raúl Castro. Il polemico articolo 68 mette in rilievo il radicamento del tabù nella società ma anche l’importanza, anche politica, di sradicarlo. (A.R.)

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Marielle e Lula

Alessandra Riccio – https://nostramerica.wordpress.com

La sinistra brasiliana non ha dubbi: l’esecuzione di Marielle Franco e il carcere per Lula sono parte di una svolta autoritaria in Brasile. Lula rappresenta ancora la più importante guida politica popolare del paese e Marielle era già un punto di riferimento per quella nuova generazione politica che aveva potuto emergere proprio in conseguenza delle politiche volute dalle Presidenze popolari di Lula e Dilma Roussef.

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Chi ha vinto e chi ha perso in Nicaragua?

Quando si tratta del Nicaragua di Ortega e Murillo, vado sempre con i piedi di piombo e con un dolore nostalgico per quella Nicaragua, tan violentamente dulce degli anni Ottanta. L’articolo di Marcelo Colussi, che ho tradotto, mette ben in chiaro i punti della questione. (a.r.)

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L’umanesimo rivoluzionario

https://nostramerica.wordpress.com

Il breve e travolgente passaggio di Hugo Chávez in America Latina e in Venezuela ha lasciato un’importante eredità di idee sociali e politiche pensate in primo luogo per la sua patria ma strettamente intrecciate al mondo che ruota intrno. Il giornalista Ignacio Ramonet, che lo ha conosciuto bene, ci invita ad osservare e verificare il coacervo del suo pensiero rivoluzionario dove trovano spazio Marx e Cristo, la Patria e il mondo, la libertà e l’uguaglianza. Una lettura attenta e spregiudicata, libera da preconcetti, potrebbe essere utile anche al nostro mondo eurocentrico che sembra aver esaurito la capacità di pensare. L’invito è a riflettere anche su quegli aspetti che a noi sembrano obsoleti e a ricordare che il richiamo alla teologia della liberazione e il suo proliferare sono carne e sangue dell’America Latina. (a.r.)

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Berta Cáceres, la dura verità edulcorata

Alessandra Riccio – https://nostramerica.wordpress.com

Il giudice Diego García-Sayán che è stato anche Presidente della Corte Interamericana per i diritti umani, su El País del 3 novembre (Edizione America), dà una lezione su come annacquare una notizia terribile e disperderla in un ragionamento sofistico che parte da una casuccia dell’Honduras dove, nottetempo, qualcuno ha ucciso una donna e ferito un ospite, ed arriva ai massimi sistemi e alla domanda da mille pistole: c’è democrazia in America Latina?

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A proposito della rinuncia di Sendic figlio

Gonzalo Abella* – https://nostramerica.wordpress.com

Il cammino dei governi progressisti in America Latina è arduo e pieno di trappole di ogni genere, interne ed esterne. In Uruguay il Vicepresidente Raúl Sendic, figlio del leggendario fondatore del movimento tupamaro, per anni nelle carceri del suo paese, è accusato di malversazione e si è dimesso. Fra le tante trappole, la corruzione di personaggi con una storia come quella del Vicepresidente, è una delle più deprimenti.

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Fernando senza fronzoli

Alessandra Riccio https://nostramerica.wordpress.com

La morte recente di Miguel D’Escoto, prete sandinista, ministro, stimato presidente d’Assemblea delle Nazioni Unite; quella di François Houtart, teologo belga votato all’America Latina, morto a Quito dove apprezzava e studiava la Revolución Ciudadana di Correa; ma soprattutto la morte improvvisa e prematura di Fernando Martínez Heredia, intellettuale marxista finissimo, studioso di Gramsci, del Che e di Fidel, voce libera impegnata nel processo rivoluzionario di Cuba; queste morti, dicevo, hanno prodotto in me un grande sconforto.

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Saviano straparla

Alessandra Riccio – https://nostramerica.wordpress.com

ansa - abbiati - RAI: SAVIANO, LA 'NDRANGHETA AL NORD SI APPOGGIA SULLA LEGANon è la prima volta che osservo che Roberto Saviano ne sa poco o nulla dell’America Latina. Sospetto che per lui sia solo l’altra sponda del narcotraffico di cui è specialista. Conosce alcuni aspetti malavitosi ma ignora la realtà di quei paesi. Almeno questa è la mia impressione quando, a proposito del (discutibilissimo) Premio Nobel per la pace al Presidente Santos, Saviano ci spiega come e perché ormai si fosse arrivati alla necessità di liquidare l’annoso e fastidioso problema della lotta armata: ormai è il Messico ad avere il monopolio di quell’odioso traffico e dunque le Farc (Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia) non possono più arricchirsi come facevano da più di cinquanta anni a un costo enorme di morti, di feriti e di sacrifici inauditi.

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Fidel nella storia

Alessandra Riccio https://nostramerica.wordpress.com

fidelFifo …, el caballo …, quien tú sabes … sono solo alcuni dei tanti nomi con cui i cubani alludono al lider máximo della loro Rivoluzione, eppure, su tutti ha sempre prevalso il semplice, familiare, amichevole Fidel, quel Fidel che adesso compie novant’anni, che da una decina ha abbandonato la vita pubblica, vive ritirato, esce poco anche se la sua casa è meta continua di visite di importanti personalità del mondo della politica, della religione, di massimi organismi internazionali, dei movimenti, ma anche di vecchi e nuovi amici. Certo, quelli ancora in vita, quelli ancora attivi, i sopravvissuti.

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