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Non tocchino il mio Martì

Non tocchino Martì, il mio Josè Martì, non lo tocchino. Chiamatemi illuso, sognatore o fatto all’antica, ma su questo non transigo. Ho le mie ragioni. Ho imparato il mio primo poema quando avevo sei anni. Erano alcuni versi di Josè Martì che parlavano di una rosa bianca e di amare tutti, perfino i nostri nemici. Ricordo come se stessi vedendo un film in bianco e nero, l’immagine di mia madre vicino a me, quel pomeriggio. Eravamo ad una fermata dell’autobus nel capolinea de La Lisa, a L’Avana.

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