Tag Archives: golpe

Un popolo disarmato sarà sempre sconfitto

Bruno Guigue,

La Repubblica spagnola credeva nella democrazia parlamentare e Franco stabilì la sua dittatura. Salvador Allende credeva nella democrazia parlamentare e si ebbe Pinochet. Evo Morales credeva nella democrazia parlamentare e un colpo di Stato lo costrinse a lasciare il potere. Illustrazioni tra le tante di una legge della storia: affronta i lupi, non essere mai un agnello.

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Benvenuti nella dittatura

Marco Teruggi  www.cubadebate.cu

“Benvenuti nella dittatura”, ha detto una signora mentre correva dai lacrimogeni, moto, camionette con giovani detenuti, moto e blindati militari. La scena è avvenuta nel centro della città di La Paz, nel pomeriggio, dopo che avevano represso la presidentessa del Senato, Adriana Salvatierra, e l’autoproclamata presidentessa Jeanine Añez aveva nominato un nuovo comando militare.

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Il controgolpe di El Alto imponeva l’autoproclamazione di Jeanine Ánhez

Mision Verdadhttp://aurorasito.altervista.org

Durante l’era coloniale, il Cerro Rico de Potosí in Bolivia fu al centro del saccheggio di enormi quantità di argento da parte dell’Europa. All’inizio di questo secolo, in particolare a Cochabamba, fu tessuto il piano di privatizzazione dell’acqua, dalla paternità delle istituzioni di Bretton Woods e il fedele sostegno dell’allora presidente Hugo Banzer. Seguendo tale linea, lo Stato boliviano del Presidente Evo Morales, fu sommerso da varie pressioni e aggressioni globali aziendali.

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La Bolivia e il ritorno della questione militare

per mano di Washington e dell’ OSA

di Alvaro Verzi Rangel (*); da: rebelion.org;

Il rovesciamento del governo popolare di Evo Morales in Bolivia conferma che la questione militare è tornata in America Latina come strumento  dei piani degli Stati Uniti per il controllo civile e politico del suo “cortile posteriore” e garanzia per l’appropriazione delle enormi ricchezze naturali della regione.

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Bolivia: due rapporti indipendenti provano che non ci sono stati brogli

www.lantidiplomatico.it

Al contrario di quanto cerca di affermare la narrazione dominante, al solito fallace per non dire mendace, in Bolivia non vi è stato alcun broglio alle elezioni per favorire la vittoria di Evo Morales. Che, bisogna ricordare, ha ottenuto ben 600mila voti in più del suo avversario più vicino, Carlos Mesa di Unidad Ciudadana. Uno degli attori del golpe, insieme al fondamentalista religioso Camacho, una sorta di Bolsonaro in salsa boliviana.

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Il golpe che venne dall’estero: geopolitica e interferenze in Bolivia

Mision Verdad, http://aurorasito.altervista.org

È incontestabile che sia Luis Camacho e Carlos Mesa, sia violenze e repressione di polizia-militari che le accompagnavano nel rovesciamento di Evo Morales, coprivano l’intero programma informativo. Tuttavia, uno sguardo rigorosamente locale potrebbe impedirci di vedere le pressioni internazionali che influenzavano in modo decisivo il campo di battaglia boliviano.

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Evo, il golpe ed il Messico

Angel Guerra Cabrera www.cubadebate.cu

L’accoglienza di Evo Morales come rifugiato politico da parte del governo AMLO fa risplendere la politica estera messicana di sovranità, autodeterminazione ed asilo per i perseguitati politici nel processo di riscatto da parte del tabasqueño (AMLO è nato nel Tabasco).

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Quando neofascismo fa rima con neoliberismo: golpe in Bolivia

Marc Vandepitte (*); investigaction.net

«Perché non c’è mai stato un colpo di Stato negli USA? Perché là non c’è un’ambasciata USA»

classica battuta in America Latina 

Domenica 10 novembre è stato perpetrato un colpo di Stato in Bolivia. L’esercito ha costretto il presidente Evo Morales, eletto nuovamente, a dare le dimissioni. Nelle strade monta la violenza. Bande armate dell’opposizione aggrediscono militanti e dirigenti del Movimento al Socialismo (MAS) di Evo Morales. Intimidiscono i giornalisti, bruciano le case dei membri del MAS, compresa quella della sorella di Evo.

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Viva Evo! Morales è rovesciato, ma il socialismo boliviano perdurerà

Andre Vltchek, 21st. Century Wire,

Si sono impegnati a farlo, e ‘hanno fatto, signori feudali, magnati dei mass media e altre “élite” ricche boliviane, hanno rovesciato il governo, spezzato la speranza e interrotto un processo socialista di grande successo in quello che una volta era uno dei Paesi più poveri del Sud America. Un giorno saranno maledetti dalla loro stessa nazione. Un giorno saranno processati per sedizione. Un giorno dovranno rivelare chi li ha addestrati, impiegati, trasformati in bestie senza spina dorsale. Un giorno! Speriamo presto.

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Un esercito di oltre 4mila bot su Twitter per legittimare il golpe in Bolivia

L’assalto dei troll, non russi, su Twitter. Dopo il colpo di stato in Bolivia contro il governo di Evo Morales, sono stati creati oltre 4.500 account Twitter, che hanno cercato di posizionare l’hashtag #BoliviaNoHayGolpe.

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Il golpe in Bolivia e la soddisfazione del “democratico” New York Times

Francesco Erspamer* www.lantidiplomatico.it

Il colpo di stato in Bolivia, “soft” come piace ai liberisti, che della violenza vera si servono solo quando non basta il denaro e nel disinteresse totale dei media per cui è come se non ci fosse stata (lo sanno bene gli afgani o gli irakeni o gli abitanti del Centro America, lasciati in balia di gang brutali perché il bisogno di droga degli americani possa venire soddisfatto pur mantenendo la finzione politica della guerra contro la droga che tanto piace ai piccolo borghesi impoveriti che consolano la loro disperazione con un moralismo da due soldi), dicevo, il colpo di stato in Bolivia e la soddisfazione del “democratico” New York Times, mi ha fatto tornare in mente una pagina del romanzo di Tomasi di Lampedusa, “Il Gattopardo”.

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Ecco spiegato perché in Bolivia è un colpo di Stato

Diego Molea – Pagina|12

L’interruzione forzata dell’ordine democratico nello Stato Plurinazionale della Bolivia domenica scorsa, 10 novembre, è il prodotto di una serie di atti costituiti come colpo di Stato contro il governo di Evo Morales.

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Bolivia è golpe con la complicità USA

www.lantidiplomatico.it

Dopo il colpo di Stato contro Evo Morales, perpetrato domenica scorsa, il 10 novembre, sono venuti alla luce una serie di audio che rivelano i dettagli della cospirazione e la partecipazione degli Stati Uniti agli eventi che hanno avuto luogo in Bolivia. Tutt’ora in fase di svolgimento.

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Bolivia, “guerra totale in tempo di globalizzazione”

di Geraldina Colotti

Anche a Roma, ci si mobilita contro il colpo di stato in Bolivia con un presidio indetto dalla Rete dei Comunisti, a cui hanno aderito diversi collettivi, partiti, organizzazioni di migranti (il 13 alle 16 davanti all’ambasciata boliviana).

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Il processo golpista in Bolivia

Mision Verdadhttp://aurorasito.altervista.org

La rinascita delle violenze criminali contro i seguaci del MAS e la richiesta di dimissioni dell’alto comando delle forze armate, furono i punti di rottura (e coercizione aperta) che cristallizzavano le dimissioni forzate del Presidente Evo Morales il 10 novembre.

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