Tag Archives: guerra mediatica

Cubainformacion: CIA ed opinione pubblica

La CIA e l’opinione pubblica interna di Cuba

 

La guerra mediatica contro Cuba, fino a poco tempo fa, colpiva menti e cuori nell’opinione pubblica internazionale. Con quasi nessuna influenza nell’opinione interna dell’isola.

Negli ultimi anni, con lo sviluppo di Internet e delle reti sociali, un processo rallentato – di certo – dal blocco tecnologico di Washington, la situazione è cambiata.

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Cubainformacion: prevalga il silenzio

Che prevalga il silenzio davanti al piano dell’impero contro Cuba?

 

Sì, i media internazionali vogliono che prevalga il silenzio di fronte al piano dell’impero di piegare Cuba per fame, insalubrità, carenza energetica e mancanza di rifornimenti.

Il piano dell’impero è soffocare la sua economia e provocare enormi sofferenze alla sua popolazione. Con un obiettivo: che, sull’Isola, da alcune occasionali proteste per i blackout, si passi ad uno scenario insurrezionale contro il Governo Rivoluzionario.

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Chi è il giovane “protetto” della Casa Bianca che attacca Cuba dalla Bolivia?

Helena Paz www.cubadebate.cu

Lunedì scorso, 11 luglio, il giornalista Gustavo Veiga ha pubblicato sul quotidiano argentino Pagina 12 l’articolo: “La campagna 2.0 per l’11 luglio raggiungerà le strade di Cuba?” Lì ha fatto una rassegna delle ultime aggressioni USA contro Cuba, dedicando un buon spazio al ruolo preminente giocato dalle reti sociali in quella strategia destabilizzante e sovversiva. E qualcosa di importante: ha scritto i nomi di alcune persone che sono pagate – immagino non poco – per un lavoro così triste.

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Gli USA e le proteste dell’11 luglio a Cuba

Testo pubblicato nel libro: ¿Qué ha pasado en Cuba? Jóvenes de la Isla opinan a partir de los sucesos del 11 y 12 de julio de 2021, (Cosa è successo a Cuba? Giovani dell’isola esprimono la loro opinione a partire dagli eventi dell’11 e 12 luglio 2021), Ocean Sur, 2021.

www.cubadebate.cu

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#ConFilo100

Michel E Torres Corona

C’è un detto che dice: “La carta supporta tutto ciò che ci metti sopra”. È un detto analogico, naturalmente, perché nel mondo moderno la carta è stata di gran lunga superata. Oggi le reti digitali sono il luogo ideale per dire qualsiasi cosa, senza apparenti conseguenze. Questa condizione, estremamente libera, propizia negli utenti una sensazione di impunità che, a sua volta, determina, in gran parte, che si esasperino i peggiori istinti e comportamenti degli esseri umani.

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Cubainformacion: reportage e labirinto

Reportage di viaggi e il labirinto di una Cuba indecifrabile

José Manzaneda, coordinatore di Cubainformacion

Vada alla sezione viaggi di un giornale. Di “El País”, per esempio (1). Scoprirà le “spiagge caraibiche, gastronomia e patrimonio” dello Yucatan (2). Il “Porto Rico più musicale” (3). La “fucina culturale ed etnica” di Trebisonda, Turchia (4). Le “otto ragioni per cui Chicago merita un viaggio”, tra esse vedere “la prigione più curiosa”, perché ha “le finestre così strette che non hanno bisogno di sbarre” (5). Prigione “curiosa” tranne per i detenuti che la abitano, immaginiamo. E sulla Colombia, scopriremo Cali, “la capitale della salsa”, tra molti altri materiali (6).

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La guerra delle fake news non è cambiata

Ci provarono allora e ci provano oggi!

 

Una simultanea e infruttuosa crociata mediatica fu lanciata dalla CIA contro il paese, che, dopo aver sconfitto l’invasione mercenaria in sole 66 ore, tornò alla normalità e, senza abbassare la guardia, si mise a celebrare un Primo Maggio socialista.

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Munizione semiotica

Nella società dello spettacolo, come l’avrebbe chiamata Guy Debord, le relazioni sociali sono mediatizzate da un insieme infinito di immagini e percezioni spesso manipolate o falsificate.

Michel E. Torres Corona  www.granma.cu

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Come opera la guerra mediatica?

Patrizia Villegas   www.cubadebate.cu

Convertiti in esperti di una cosa e dell’altra, a causa del sovraccarico di informazioni, che ci dà quella sensazione di sazietà, ma che in pratica costituisce un meccanismo efficace per farci avere la posizione che l’egemone ha costruito per essere consumata da milioni di persone.

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Cuba: lezioni da una guerra incompiuta

A Cuba, la transizione socialista, contro quell’egemonia capitalista, affronta grandi sfide e svantaggi molto particolari, rispetto ad altri paesi che, come noi, non condividono il permissivismo verso il dominio USA e/o sviluppano progetti socialisti

Iroel Sanchez  www.granma.cu

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Cubainformacion: donne e dignità

Donna e dignità con bandiera cubana

 

Se la stampa corporativa ha utilizzato, sistematicamente, dagli eventi dell’11 luglio a Cuba, un trucco di manipolazione, è quello del furto d’identità.

Abbiamo visto numerose notizie sulle proteste, illustrate cinicamente con immagini di persone scese in strada per difendere il governo cubano.

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La battaglia della comunicazione

Un messaggio mira a produrre determinati effetti, ma può scontrarsi con situazioni locali, con diverse disposizioni psicologiche e desideri, e produrre un effetto boomerang, si chiude sempre sul ricevente ed è lì dove si decide la battaglia

Ernesto Estevez Rams  www.granma.cu

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Cambiare l’opinione pubblica verso Cuba, vecchio scopo yankee

Arthur Gonzalez https://heraldocubano.wordpress.com

Le azioni che oggi il governo USA sviluppa contro Cuba sono riciclaggi di altre avviate dal 1959 e, pur non ottenendo i risultati ambiti, insistono perché l’odio della Rivoluzione li acceca.

Uno sguardo a vecchi documenti del Dipartimento di Stato e della CIA  permettono affermarlo, come il memorandum presentato l’8 maggio 1961 da Arthur Schlesinger, assistente speciale del presidente J.F. Kennedy, al sottocomitato di azione politica della task force cubana, archiviato nella biblioteca Kennedy, Cuba 1961, cassa 31, in cui si afferma: “La nostra missione è ridefinire il conflitto a Cuba, in modo che faccia cambiare l’opinione pubblica, non solo in questo emisfero, bensì anche in Europa, Africa e Asia”.

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Venezuela “capitalismo da bottega”

Un nuovo “racconto” tossico contro il processo bolivariano

Geraldina Colotti

Non lasciarsi sviare dagli eventi, né dai venti che, complici le reti sociali, ne nascondono l’origine e le cause. È questo il primo compito dell’analista internazionale, sempreché attinga agli strumenti di lettura forniti dal marxismo, tuttora assai efficaci per “decriptare” sia i meccanismi delle società complesse, sia i meccanismi di quelle avviate ad esserlo. La rivoluzione digitale, analizzata puntualmente dal presidente Maduro nelle “3 R.net” come cruciale passaggio d’epoca, amplifica, infatti, anche la diffusione di “racconti” tossici di stampo postmoderno, che la guerra mediatica si incarica di posizionare.

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Il silenzio e la censura come ricompensa per coloro che difendono Cuba

Chiunque si scontri con gli eserciti mediatici dell’impero riceve come “premio” all’insubordinazione, la censura e il silenzio

 

Raul Antonio Capote  www.granma.cu

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