Tag Archives: Jeanine Áñez

Nonostante gli sporchi trucchi USA, la Bolivia rimane indipendente

Vijay Prashad, Independent Media Institute, Pressenza 30.03.2021

I sentimenti in Bolivia a favore e contro il colpo di Stato del novembre 2019 sono prevedibilmente di classe. Le sezioni più ricche ritenevano che le politiche socialiste del governo del Presidente Evo Morales (che era al potere dal 2006 al 2019) intaccavano la loro autorità. Ma queste sezioni non potevano estromettere Morales alle urne perché le sue politiche di ridistribuzione erano molto popolari tra la popolazione. Morales ha vinto tre elezioni, sempre con un mandato decisivo: ebbe il 53,74% nel 2005, il 64,08% nel 2009 e il 61,36% nel 2014.

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Bolivia: ingerenza USA

36 ore fa il segretario di Stato statunitense Antony Blinken ha chiesto al governo boliviano di far uscire di prigione la ex presidente golpista autoproclamata della Bolivia, Jeanine Áñez, arrestata il 13 marzo per “sedizione”, “terrorismo” e “cospirazione” relative al colpo di Stato del 2019.

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Tre indizi sul golpe morbido che si concepisce in Bolivia

https://misionverdad.com

Alla fine del 2019, dopo la schiacciante vittoria elettorale di Evo Morales, si è consumato il colpo di stato militare e di polizia in Bolivia, con risorse golpistiche chiaramente concentrate in Santa Cruz (sotto operazioni civili e armate). Diverse fazioni sia nazionali che internazionali hanno partecipato a queste azioni illegali e violente, ma il volto visibile che ha finito per presiedere il nuovo governo de facto è stato Jeanine Áñez.

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Premio Sakharov

Las Damas de Blanco cubane ed il dissidente anche lui cubano Gugliermo Farinas hanno chiesto al Parlamento Europeo di conferire il Premio Sakharov alla golpista boliviana Jeanine Anez che si trova agli arresti nel suo paese per la partecipazione nel golpe di stato dell’ottobre 2019 e l’ex deputata venezuelana Maria Corina Machado.

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Da golpista a vittima

Arthur González https://heraldocubano.wordpress.com

In termini di disinformazione e creazione di correnti di opinione a loro favore, gli yankee sono i primi al mondo. La loro macchina di propaganda è solida e sperimentata, fabbricano una stella dalla sera alla mattina ed il caso di Jeanine Áñez, ex presidentessa golpista boliviana, ne è un buon esempio.

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La dittatrice spedita in prigione

Ángel Guerra Cabrera  https://lapupilainsomne.wordpress.com

L’indagine aperta e la detenzione preventiva contro Jeanine Áñez, ex presidentessa de facto della Bolivia, ex dittatrice per maggiore precisione, e due ex membri del suo gabinetto accusati di sedizione, cospirazione e terrorismo per gli eventi che hanno portato al colpo di stato nel 2019 contro di lui Presidente Evo Morales segna una tappa fondamentale nel ripristino del regime costituzionale e della giustizia in Bolivia.

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Human Rights Watch protegge gli amici boliviani degli USA

Alan Macleod, Orinoco Tribune

Fin dalla sua istituzione, HRW è stata costantemente criticata in quanto agente della politica estera USA, impiegando ex-funzionari del governo USA in posizioni chiave e mostrando pregiudizi contro i governi ostili agli USA.

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L’arresto di Añez e l’intromissione dell’OSA in Bolivia

Venerdì scorso sono stati emessi dalla procura boliviana i mandati di arresto per Jeanine Áñez, cinque dei suoi ex ministri e sei capi militari, per il colpo di stato e la conseguente rottura costituzionale prodotta nel novembre 2019. In particolare, Áñez è accusata di sedizione, cospirazione e terrorismo.

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Jeanine Áñez se escondió bajo la cama para no ir a la cárcel

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Golpe boliviano: né perdono, né oblio, né riconciliazione

Revista Crisis, Internationalist 360°,

Il 12 marzo, l’ex-dittatore boliviana Jeanine Áñez fu arrestata a casa a Trinidad. L’arresto è avvenuto in risposta a un processo giudiziario avviato dall’ufficio del procuratore generale per il ruolo nell’ultimo episodio antidemocratico nella regione. Oltre alle stragi seguite al colpo di Stato. l’ex- dittatore deve affrontare accuse di sedizione e terrorismo, che porterebbero a una condanna totale a 30 anni di carcere.

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Il Regno Unito ha sostenuto il golpe in Bolivia per arraffarne l’”oro bianco”

Matt Kennard, Declassified UK

Dopo il colpo di Stato in Bolivia nel novembre 2019, il presidente democraticamente eletto Evo Morales fu costretto all’esilio. I documenti del Foreign Office ottenuti da Declassified mostrano che la Gran Bretagna vide il nuovo regime sostenuto dai militari, che uccisero 18 manifestanti, come un’opportunità per aprire i giacimenti di litio della Bolivia alle aziende britanniche.

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Bolivia: mandato d’arresto per l’autoproclamata Áñez

www.lantidiplomatico.it

In Bolivia siamo alla resa dei conti. Alcuni dei principali esponenti del governo nato dopo il golpe contro Evo Morales realizzato con il sostegno determinante dell’Organizzazione degli Stati Americani sono chiamati a rispondere in tribunale della loro condotta.

La Procura ha emesso un mandato d’arresto nei confronti dell’ex presidente transitoria Jeanine Áñez e dei suoi ex ministri Arturo Murillo, Yerko Núñez, Álvaro Coímbra, Fernando López e Rodrigo Guzmán, quest’ultimo arrestato a Beni, nell’ambito delle indagini sul golpe del 2019.

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Il ruolo di Londra nel golpe in Bolivia per lo sfruttamento del litio

www.lantidiplomatico.it

Una nuova ricerca giornalistica di Declassified UK dimostra come il governo del Regno Unito abbia attivamente agevolato il golpe contro Evo Morales nel novembre del 2019 in Bolivia e collaborato con la giunta di estrema destra guidata da Jeanine Añez per garantirsi lo sfruttamento dell””oro bianco” (litio) per le imprese britanniche e il London Metals Exchange. Lo riporta oggi Telesur.

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Il difficile cammino per recuperare Bolivia

Il Movimento al Socialismo ed il suo candidato, Luis Arce, hanno ottenuto il risultato di cui avevano bisogno per sfuggire alla tempesta che minacciava il loro trionfo. I sondaggi hanno sempre riflesso il loro netto vantaggio sul resto degli avversari, ma la possibilità di un secondo turno o di una vittoria finale di pochi punti sarebbero stati sufficienti per l’estrema destra per attuare i suoi piani, che includevano, dalla frode elettorale allo scoppio della violenza. Circa 21 punti percentuali di vittoria hanno ostacolato l’ordine del giorno. Al di là della gioia della sinistra boliviana, rimarrà nella storia anche il twitter di Jeanine Añez, che accetta la pillola amara o le lacrime di Camacho; entrambe, i volti del golpe di stato.

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Piccolo soldato boliviano con un fucile nordamericano

Rosa Miriam Elizalde  www.cubadebate.cu

L’impresentabile “presidentessa” della Bolivia ha celebrato la morte di Ernesto Che Guevara rendendo omaggio l’8 ottobre a coloro che, il 9 ottobre 1967, lo assassinarono per decisione della Centrale di Intelligence USA.

L’intervento della CIA in Bolivia è un fatto ed il monitoraggio interessato che Lyndon Johnson fece ai guerriglieri anche. Il presidente USA riceveva, regolarmente, informazioni sulle tracce del Che da quando, nel 1965, smise di essere visto pubblicamente a Cuba. Uno dei 29 documenti declassificati, datati 22 aprile 1967, pubblicato la scorsa settimana dal National Security Archive della George Washington University, registra che il dittatore boliviano René Barrientos informò il generale USA, William Tope, sulla situazione della guerriglia. nel paese.

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