Tag Archives: José Martí

“Martí con me, con noi”

Miguel Díaz-Canel Bermúdez www.presidencia.gob.cu

Ho letto con piacere decine di messaggi scritti sul sito della Presidenza, a riguardo della convocazione, di gennaio, per rendere giusto omaggio al più universale dei cubani. Alcuni sono così belli che danno voglia di riprodurli come graffiti.

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Cuba, Martí, Cuba

Ogni 24 febbraio Juan Gualberto Gómez, figlio e nipote di schiavi, alzava la bandiera cubana a Villa Manuela, la sua residenza nel quartiere Mantilla, a L’Avana, dopo la fine del colonialismo spagnolo. La stella solitaria in questa data così significativa sembrava il suo modo di dire che la sovranità di Cuba era un desiderio che non stato dimenticato.

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Profanazione e riparazione di José Martí

Rosa Miriam Elizalde  www.cubadebate.cu

L’Avana albeggiò il primo giorno dell’anno con diverse sculture di José Martí macchiate di sangue di maiale. Pagati dall’affare “anti-castrista” che si nutre dei programmi federali di “cambio di regime a Cuba”, due delinquenti di bassa caratura si ripartirono il lavoro di profanare i busti dell’Eroe Nazionale di Cuba e filmare le scene per caricarle sulle reti sociali. Le prove di come l’operazione si gestì e finanziò dagli USA sono schiaccianti.

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Di fronte agli oltraggi a Martí, una risposta dignitosa

A proposito dei vandalismi realizzati alcuni giorni fa contro i busti di José Martí, non è stata la prima volta che il nostro Apostolo è stato vilipeso.

È stato reiterato molte volte -e non smetteremo mai di farlo– quello che accadde l’11 marzo 1940, quando un marine yankee nel Parco Centrale si arrampicò sulla statua dell’Apostolo, si sedette a cavalcioni sulle sue spalle e le orinò sopra. La risposta del popolo fu immediata.  Gli studenti ai quali si unì una massa di popolo infuriato, arrivarono al monumento e lì, in una manifestazione improvvisata, condannarono quel gesto disprezzabile.

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Uno sguardo alla “cubanità”: perché è tanto imprescindibile Josè Martì?

Chi desidera capire a fondo la nozione dell’essere cubano, sarà inevitabilmente obbligato ad addentrarsi nelle profondità del pensiero di Josè Martì (1853-1895), figura che oggi continua a distinguere con la sua impronta i cammini della nostra identità nazionale.

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Martí: l’anima viva della nostra risoluzione di resistenza

René González Barrios  www.granma.cu

Sono uno di quelli che pensano molto spesso a José Martí. Soprattutto lo venero il 28 gennaio ed 19 maggio, date sacre. Sarà che la mia generazione, nata sotto l’impatto del trionfo della Rivoluzione, che crebbe mambisa e ribelle, martiana, guevarista e fidelista, porta nelle vene la nobiltà e la fortezza dell’ideale martiano.

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Discorso Fidel (27.01.1960)

Discorso pronunciato dal Comandante in Capo Fidel Castro Ruz, nella cena martiana offerta dall’Istituto Nazionale di Risparmio e Casa, effettuata in Piazza della Rivoluzione, il 27 gennaio del 1960

Molti sono morti nella lotta, altri hanno dovuto affrontare più di una volta l’amaro sapore delle avversità .Erano molto lontani quelli che forse si sollevarono in armi con l’idea che finita la guerra, sempre dura e sempre amara, un giorno avrebbero potuto vedere realizzati nella patria libera i postulati che diedero forza alle braccia dei nostri primi mambì! (…)

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Non tocchino il mio Martì

Non tocchino Martì, il mio Josè Martì, non lo tocchino. Chiamatemi illuso, sognatore o fatto all’antica, ma su questo non transigo. Ho le mie ragioni. Ho imparato il mio primo poema quando avevo sei anni. Erano alcuni versi di Josè Martì che parlavano di una rosa bianca e di amare tutti, perfino i nostri nemici. Ricordo come se stessi vedendo un film in bianco e nero, l’immagine di mia madre vicino a me, quel pomeriggio. Eravamo ad una fermata dell’autobus nel capolinea de La Lisa, a L’Avana.

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Martí ci accompagna sempre

Un anno duro e bello è rimasto indietro; un anno pieno di sfide ci sta davanti.   Nel  transito da uno all’altro, nelle giornate di resistenza e vittoria di ieri, oggi e domani, insieme a noi l’immagine, l’esempio e l’opera di José Martí si prodigano e  stimolano.

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I popoli vivono del fermento eroico

Frammenti del discorso ‘I pini nuovi’, pronunciato da José Martí il 27 novembre 1891

 

Altri lamentano la morte necessaria: io credo in lei come al guanciale, al fermento e al trionfo della vita. La mattina dopo la tormenta, nel cavo dell’ albero sradicato, la terra emana una fonte di fresco ed è più allegro il verde degli alberi, l’aria sembra piena di bandiere e il cielo è un baldacchino di gloria azzurra.

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Cuba e la “geografia maledetta”

Ricardo Ronquillo   www.cubadebate.cu

Sarà molto difficile, per la nazione cubana, sbarazzarsi del segno perenne -magari maledizione- del cosiddetto fatalismo geografico. La storia dell’arcipelago è immancabilmente quella dell’indipendenza contro l’annessione o la sottomissione.

Non avendo nulla a cui fare appello contro una così dura certezza, la grande domanda che ci attende è come innalzare un paese, oltre che libero, prospero -come si è ripromessa la maggioranza nel recente consenso popolare-, contro le malsane acrobazie politiche dei Governi USA.

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Bolívar vive in quest’ora dell’America

José Martì

«Si dica Bolívar, e già si vede davanti il monte al quale più che la neve serve da corona l’imbottito cavaliere, già il pantano nel quale si mescolano con tre repubbliche nel tascapane i liberatori che vanno a completare la redenzione di un comando. Oh, no! Con calma non si può parlare di colui che non visse mai con lei : di Bolívar si può parlate con una montagna per tribuna o tra fulmini e saette, o con un gruppo di popoli liberi nel pugno e la tirannia decapitata ai piedi …!

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Tempo di Cambiamenti, Tempi di Rivoluzione

Piano contro Piano, come ci ha insegnato Martì e come ha messo poi in pratica Fidel, magistralmente. Quello loro, cioè il loro Piano, asfissiarci, dividerci, darci fuoco. Il nostro, unirci, fortificarci, rivoluzionarci.

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Martí, questa presenza che illumina

Santiago di Cuba– Come riconoscimento della sua presenza eterna, sono state offerte corone di fiori all’Eroe nel 124º anniversario della sua morte in combattimento, dal Primo Segretario del Comitato  Centrale del Partito, Generale d’Esercito Raúl Castro Ruz, e dal Presidente dei Consigli di Stato e dei Ministri, Miguel Díaz-Canel Bermúdez.

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Lo yankee ed il moderno

José Martí mostrò nelle sue cronache il volto reale degli USA e lottò contro la tendenza semplicistica di confondere «lo yankee» e «il moderno». L’idea martiana del «progresso» non si riduceva al pragmatismo statunitense:includeva la ricchezza spirituale, la pienezza dell’essere umano, la sua  libertà.

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