Tag Archives: MAS

Cubainformacion: dittatura, censura e furto

Dittatura, censura e furto elettorale in Bolivia: le chiavi di un altro golpe mediatico

José Manzaneda, coordinatore di Cubainformacion

Il furto della vittoria elettorale ottenuta dal Movimento al Socialismo (MAS) e la dittatura imposta in Bolivia non sarebbero stati  possibile senza i media internazionali (1).

Che, come il quotidiano spagnolo El País, convertono un golpe militare in una “crisi politica” (2). Che, come l’agenzia AP, qualificano Evo Morales, minacciato e perseguitato (3), come “ex presidente auto-esiliato” (4). O che, come la rivista Forbes, dedicano copertine ad esaltare una presidentessa golpista che ci racconta “come si è pacificata la Bolivia” (5).

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Cubainformacion: Agenzia Bolivia in Resistenza

L’Agenzia Bolivia in Resistenza ed altre forme di lotta

E’ nata dalla clandestinità l’Agenzia Bolivia in Resistenza: strumento giornalistico contro un golpe che è stato appoggiato, in modo sincronizzato, da media aziendali, agenzie di intelligence e laboratori delle reti sociali.

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Cubainformacion: elezioni, OSA e golpe

Rapporto OSA sulla Bolivia: il cavallo di Troia ed il voto rurale

Un mese dopo che una missione dell’Organizzazione degli Stati Americani abbia annunciato “gravi irregolarità” nelle elezioni in Bolivia, il suo rapporto finale è stato appena pubblicato. E continua a non provarsi la presunta “frode”.

È denunciato da vari centri internazionali.

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Perché sulla Bolivia è calato il silenzio

di Gennaro Carotenuto

Il golpe in Bolivia, con l’appoggio del sistema mediatico, ha abbattuto una dittatura che esisteva solo nelle fake news, ed è stato costruito per rappresentarsi come istituzionale e democratico, anche se “golpe democratico”, tanto più con i morti in strada e l’UNHCR che accoglie i rifugiati, è un ossimoro irricevibile.

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America Latina, la lezione di Ho Chi Minh

di Geraldina Colotti  www.sinistrainrete.info

Il colpo di stato in Bolivia mobilita e fa discutere. Come mai si è verificato proprio nel paese latinoamericano più lodato per la sua stabilità economica e per la crescita del Pil? E perché ha potuto spiazzare e obbligare all’esilio un presidente di provata esperienza sindacale e un vicepresidente le cui analisi hanno ottenuto l’ammirazione dei marxisti latinoamericani e non solo? Che fase sta attraversando l’America Latina? Che riflessioni possiamo trarne?

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Bolivia, Paese governato da USA, neonazisti e narcos

Mision Verdad, http://aurorasito.altervista.org

Gli ultimi giorni del colpo di Stato in Bolivia dimostrano, in gran parte grazie alla mediocrità dei loro esecutori, chi cuce la tuta che copre gli interessi degli attori stranieri. Il piano suggerisce che il cambio di regime fu ispirato da schemi politici dei decenni precedenti. Sarebbe necessario risalire agli anni ’70-’80, quando i militari si addestrarono secondo la dottrina nordamericana, attaccando il potere e dedicandosi a svolgere le loro particolari attività sotto la facciata delle istituzioni statali.

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Basta menzogne! Incontro con Evo e Álvaro

Ángel Guerra Cabrera https://lapupilainsomne.wordpress.com

I mezzi di diffusione dominanti, guidati dagli USA, cercano di imporre un resoconto assolutamente falso del colpo di stato in Bolivia. Per quanto riguarda questo pericolo e l’urgente necessità di contrastarlo, martedì 10, ci siamo trovati d’accordo un gruppo di compagni/e in un indimenticabile e produttivo incontro con Evo Morales e Álvaro García Linera, presidente e vicepresidente dello stato plurinazionale della Bolivia, a cui ha partecipato anche il sempre propositivo Rafael Correa, ex presidente dell’Ecuador. Siamo accolti dall’amabile ospitalità dell’ambasciatore venezuelano in Messico, Francisco Árias Cárdenas e sua moglie, nonché dall’ambasciatore boliviano José Crespo.

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Bolivia: governo de facto promulga legge per nuove elezioni

Il governo de facto della Bolivia ha promulgato la legge di emergenza per per indire al più presto nuove elezioni nel paese sudamericano, con l’impegno che saranno elezioni “pulite, eque e trasparenti”.

La legge è stata approvata dopo una trattativa che ha coinvolto la Chiesa cattolica locale, le Nazioni Unite e l’Unione Europea. La nuova normativa annulla le ultime elezioni del 20 ottobre.

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Elezioni tra persecuzioni, il piano del golpe in Bolivia

Marco Teruggi  www.cubadebate.cu/opinion

Mi scrive una compagna che ha dovuto lasciare la Bolivia. E’ perseguita insieme al suo partner a cui, le hanno detto, lo stanno cercando per “liquidarlo”. Da prima che Evo Morales fosse costretto a dimettersi, è cominciata a circolare una lista di nomi; la sua applicazione si è accelerata a partire da quel momento.

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Perché il golpe in Bolivia e non in Venezuela

Pino Arlacchi – www.lantidiplomatico.it

E’ appena avvenuto in Bolivia un colpo di stato che ha messo temporaneamente da parte un presidente molto popolare, che lungo 13 anni di governo ha guidato la fuoriuscita del paese dalla marginalità politica e dalla povertà.

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El Alto in piedi, mai in ginocchio

Evo Morales ha denunciato alla comunità internazionale che, nel vecchio stile delle dittature, la Plaza Murillo è accerchiata da veicoli armati militari

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Bolivia: ambasciata USA massima responsabile destabilizzazione

L’ambasciata USA a La Paz è stata la maggior responsabile e promotrice della destabilizzazione dello Stato Plurinazionale della Bolivia, ha dichiarato il presidente Evo Morales in un tuit pubblicato lo scorso 13 novembre.

Il suo messaggio dice: «Condanniamo la decisione di Trump di riconoscere il governo di fatto, autoproclamato dalla destra. Dopo l’imposizione di (Juan) Guaidó, ora proclama (Jeanine) la Añez. Il colpo di Stato che provoca la morte de miei fratelli boliviani è una cospirazione politica ed economica che viene dagli Stati Uniti».

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7 giorni di Jeanine Áñez portano la Bolivia più di 10 anni indietro

La presidente de facto della Bolivia, Jeanine Áñez, da una settimana ha assunto la conduzione il governo boliviano. Tra le proteste, Áñez ha preso una serie di misure che abbattono alcuni dei pilastri della politica del deposto Evo Morales e dei suoi 13 anni alla presidenza del paese

Fonte Articolo –  www.lantidiplomatico.it

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Benvenuti nella dittatura

Marco Teruggi  www.cubadebate.cu

“Benvenuti nella dittatura”, ha detto una signora mentre correva dai lacrimogeni, moto, camionette con giovani detenuti, moto e blindati militari. La scena è avvenuta nel centro della città di La Paz, nel pomeriggio, dopo che avevano represso la presidentessa del Senato, Adriana Salvatierra, e l’autoproclamata presidentessa Jeanine Añez aveva nominato un nuovo comando militare.

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Evo, il golpe ed il Messico

Angel Guerra Cabrera www.cubadebate.cu

L’accoglienza di Evo Morales come rifugiato politico da parte del governo AMLO fa risplendere la politica estera messicana di sovranità, autodeterminazione ed asilo per i perseguitati politici nel processo di riscatto da parte del tabasqueño (AMLO è nato nel Tabasco).

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