Tag Archives: media

Venezuela, la lunga marcia dei media alternativi

Intervista a Simon Arrechider

di Geraldina Colotti

Simon Arrechider è molto giovane, ma ha al suo attivo già vari incarichi di rilievo nella rivoluzione bolivariana. Attualmente è direttore sia dei Media comunitari e alternativi e sia del canale informativo Radio Nacional de Venezuela (RNV). Lo abbiamo incontrato al Congresso internazionale della comunicazione che si è appena chiuso a Caracas, al termine di una intensa giornata di incontri e dibattiti.

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Cubainformacion: golpe, eserciti e media

Di fronte a colpi di stato: ripulire gli eserciti o ripulire i media?

In Bolivia, la dittatura ha mandato in esilio un presidente neoeletto ed assassinava 33 persone, ferito più di 800 ed arrestato 1500.

I media spagnoli sono, ancora una volta, i complici necessari di un nuovo colpo di stato in America Latina. Come hanno fatto con quello del Venezuela, quello dell’Honduras, quello del Paraguay e quello del Brasile.

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Cubainformacion: Agenzia Bolivia in Resistenza

L’Agenzia Bolivia in Resistenza ed altre forme di lotta

E’ nata dalla clandestinità l’Agenzia Bolivia in Resistenza: strumento giornalistico contro un golpe che è stato appoggiato, in modo sincronizzato, da media aziendali, agenzie di intelligence e laboratori delle reti sociali.

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Cuba, Cina, internet

Cuba è stata la prima nazione latinoamericana a stabilire relazioni diplomatiche con la Cina, nel 1960. Cinquantanove anni dopo quell’unione i vincoli si stringono ulteriormente, questa volta nell’area della ciber-sicurezza e l’uso delle nuove tecnologie.

Alejandra García

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Perché sulla Bolivia è calato il silenzio

di Gennaro Carotenuto

Il golpe in Bolivia, con l’appoggio del sistema mediatico, ha abbattuto una dittatura che esisteva solo nelle fake news, ed è stato costruito per rappresentarsi come istituzionale e democratico, anche se “golpe democratico”, tanto più con i morti in strada e l’UNHCR che accoglie i rifugiati, è un ossimoro irricevibile.

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Il ruolo complice dei media nel golpe in Bolivia

Verónica Zapata www.infodiez.com

Il colpo di stato civile, militare, poliziesco e clericale che si è concretato lo scorso 10 novembre in Bolivia, ha un’altra componente importante che è il mediatico, che si configura nel ruolo di media nella preparazione del terreno che ha portato al golpe e che oggi lavora per rendere invisibili e legittimare la persecuzione di dirigenti, sequestri, torture, sparizioni di persone, massacri, la sistematica violazione dei diritti umani ed il genocidio nei confronti dei popoli originari. Ciò che converte la stampa in un pezzo chiave nella trama golpista con l’obiettivo di costruire una realtà per dirimere il golpe, come è accaduto nelle dittature militari della decade del ’70 in America Latina nel quadro del Piano Condor.

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Attenzione, ci invadono gli stereotipi!

“Le immagini dei mass media audiovisivi sono macchine insistenti fatte affinché prosperino e trionfino, stupidi e superbi, gli stereotipi: figure importanti” -diceva Roland Barthes- dell’ideologia”

Raúl Antonio Capote

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Dai mezzi di comunicazione del consenso a quelli del conflitto

Le reti digitali spostano la notizia dei grandi media verso computer e telefoni intelligenti. Hanno il merito di democratizzare l’informazione rompendo la barriera ideologica che evitava le opinioni contrarie alla linea editoriale del media. Tuttavia, polverizzano la notizia

Frei Betto www.granma.cu

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Venezuela, la guerra sporca dei media europei

di Geraldina Colotti

La guerra sporca contro il Venezuela ha come bersaglio anche i lettori e gli elettori europei. Donne e uomini dei settori popolari e della classe media impoverita, strangolati dalla crisi strutturale in cui si dibatte il capitalismo e disorientati da una propaganda interessata a foderargli gli occhi di prosciutto: affinché non vedano che in altre parti del mondo esiste una speranza concreta chiamata socialismo.

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Internet, il suburbio che ignora la sinistra

Rosa Miriam Elizalde

Poco più di un anno fa, l’Università di Scienza Informatica (UCI), de L’Avana, ha condotto uno studio delle interazioni in Twitter di 105 organizzazioni politiche d’America Latina e Caraibi e dei 139 dirigenti della regione, vincolati al Forum di San Paolo Con un diagramma di grafici ha mostrato che le relazioni tra loro a malapena esistono o sono molto deboli, là dove esistono.

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Cubainformacion: internet cresce


Internet cresce a Cuba: l’avete letto?

Continuiamo a leggere su presunti “divieti” di Internet a Cuba.

Curioso, perché il Rapporto Digital Global 2019, dell’agenzia britannica “We Are Social”, dice un’altra cosa.

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I danni sociali della disinformazione

I danni che produce la disinformazione, e che sono sempre molto severi contro il tessuto sociale intero, dovunque accadano, non si tipificano né penalizzano mai, con i rigori etici giuridici più ovvi. Non ci sono attenuanti. In questa epoca storica l’agenda tematica per qualsiasi società non è un mistero né un enigma indecifrabile. Non c’è territorio del pianeta che non abbia urgenza di sapere cosa succede (davvero) con l’economia, non come trama di negoziati procaci colpevoli della miseria, ma come la realtà cruda e dura di dove vanno a finire le ricchezze prodotte dai lavoratori. E su questo regna l’inanizione informativa.

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Totalitarismo digitale?

Iroel Sánchez

Pensa di viaggiare negli USA in un dato momento? Allora deve pensare meglio al momento di esprimersi su Internet, non solo pubblicare, condividere o dare “Mi piace” sulle reti sociali, ma persino nell’inviare una email od un messaggio WhatsApp.

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Paura e disgusto del giornalismo antichavista

 la miseria contro-attacca

Augusto Márquez http://misionverdad.com

Quando si pensa che l’opposizione venezuelana non possa raggiungere nuovi picchi di miseria, riesce a mettere una nuova ciliegina su tutto ciò che è stato fatto negli ultimi anni.

La negazione del blocco imposto dagli USA si adatta come un mantra nei suoi portavoce e nei media di comunicazione e propaganda che fanno eco alle false notizie con un solo ed unico obiettivo: la consegna del paese al capitale USA, avido di mantenere il suo posto di privilegio in America Latina e nel mondo a fronte alla “minaccia cinese”.

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Cubainformacion: urge intervento mediatico


Venezuela: urge un intervento in questo modello di stampa menzognero e selettivo

José Manzaneda, coordinatore di Cubainformacion

Siamo colpiti dalle notizie sulla mancanza di medicine in Venezuela, per colpa -ci dicono- del governo di Maduro (1). Ma sul rapporto del Centro di Ricerca Politica ed Economica, prestigiosa fondazione indipendente USA, che indica le sanzioni come causa della morte di 40 mila persone in Venezuela, la censura è totale (2).

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