Tag Archives: media

Cose della ‘famiglia’

Lo si reclama, con molta frequenza, alla stampa cubana, ma nessuno dei media pubblici stranieri, che di solito sono unanimi e danno un solo punto di vista nel parlare di quest’isola, ha raccolto le denunce dei giornalisti cubani sulla più recente aggressione contro di loro

Iroel Sanchez

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Cubainformacion: oligarchi informativi

Musk, Bezos, Zuckerberg e la libertà di informazione

 

La persona più ricca del mondo, Elon Musk, sta per acquistare la rete sociale Twitter.

Il secondo più ricco, Jeff Bezos, è proprietario de The Washington Post, uno dei due giornali più influenti nell’élite politica ed economica USA.

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Cubainformacio: astensione ed uteri

Astensione e uteri inventati contro il femminismo cubano

José Manzaneda, coordinatore di Cubainformacion.

Che livello di partecipazione avrebbe, in un altro Paese, un referendum su un Codice delle Famiglie, come quello recentemente approvato a Cuba? Sicuramente molto basso. Nel 2021, in Svizzera, Paese con una lunga tradizione di consultazione diretta, è stato approvato il matrimonio egualitario con un’affluenza del 52% (1). In Italia, l’ultimo referendum, che prevedeva cinque consultazioni, ha richiamato alle urne solo il 20% della popolazione (2).

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Cubainformacion: prevalga il silenzio

Che prevalga il silenzio davanti al piano dell’impero contro Cuba?

 

Sì, i media internazionali vogliono che prevalga il silenzio di fronte al piano dell’impero di piegare Cuba per fame, insalubrità, carenza energetica e mancanza di rifornimenti.

Il piano dell’impero è soffocare la sua economia e provocare enormi sofferenze alla sua popolazione. Con un obiettivo: che, sull’Isola, da alcune occasionali proteste per i blackout, si passi ad uno scenario insurrezionale contro il Governo Rivoluzionario.

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Le reti sociali digitali e le sfide all’unità dei media digitali rivoluzionari cubani

di Jose Ernesto Novaez Guerrero, Cubadebate
Traduzione a cura di Centro Studi Italia Cuba

La crescente presenza dei social network digitali nelle società contemporanee genera un’ampia varietà di fenomeni che meritano di essere studiati e trattati con attenzione per il loro impatto sulle relazioni sociali e sugli assetti sociopolitici di qualsiasi nazione.

Tra il serio e il faceto, cercherò di descrivere tre degli atteggiamenti diventati molto comuni nell’ambiente digitale cubano. Mi interessano in particolare i più ricorrenti su quelli che potremmo definire come media digitale rivoluzionario cubano, poiché queste attitudini hanno un impatto significativo sul sentimento di unità e sull’articolazione dei diversi settori che lo compongono.

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Propaganda e censura su entrambe le sponde dell’Atlantico

Pascual Serrano www.cubadebate.cu

Qualcosa si sta muovendo su entrambe le sponde dell’Atlantico in materia di misure governative sull’informazione.

Il capo del Dipartimento per la Sicurezza Nazionale USA, Alejandro Mayorkas, ha rivelato durante un’audizione al Congresso, il 27 aprile, che il governo Joe Biden porrà in marcia il cosiddetto Disinformation Governing Board. Alla domanda di un membro del Congresso, ha dichiarato: “Abbiamo appena istituito un consiglio governativo sulla disinformazione nel Dipartimento per la Sicurezza Nazionale per combattere in modo più efficace questa minaccia, non solo per la sicurezza elettorale bensì anche per la nostra sicurezza nazionale”, ha risposto Mayorkas e ha segnalato che il nuovo consiglio si concentrerà anche nel fermare la diffusione della disinformazione nelle comunità minoritarie.

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L’ultimo capitolo della mercificazione: il grande business degli “influencer”

Geraldina Colotti

Nell’universo del capitalismo digitale, basato sulla centralità dell’eccedenza di informazione sottratta agli utenti, i cosiddetti influencer muovono fette di mercato sempre più consistenti a livello mondiale per scopi di profitto. Si tratta di figure che costituiscono il punto di congiunzione tra il marchio, ossia il produttore, e il consumatore, ovvero il follower che mette il “like” e che segue le indicazioni di un determinato personaggio.

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Tic, tac

Michel E Torres Corona www.granma.cu

A tarda notte mi dicono che a Pinar del Río “è successo qualcosa”. Controllo i media ufficiali e non c’è nulla. Il link che mi mandano è di un “influencer” controrivoluzionario, molto attivo a quell’ora, che replica una diretta. “Cominciamo male” mi dico, e vedo il video: un buon numero di persone sta gridando e sbattendo pentole e padelle. A causa del buio non si definisce quanti siano ma si sentono parolacce e qualche altro “slogan” contro il Governo. C’è un blackout nel comune pinareño di Los Palacios e alcuni dei suoi abitanti sono in strada.

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Alcune verità sulle falsità

Fernando Buen Abad www.cubadebate.cu

Contro il “nuovismo” professato da alcuni marsupi accademici, va ripetuto che le fake news, e la sua placenta la “post-verità”, non hanno nulla di “novità” nella vecchia storia di ingannare i popoli con premeditazione, tradimento e vantaggio. E bisogna ripeterlto mille volte, non sia che qualcuno già accarezzi l’idea di ricevere premi per “risultati scientifici” equivalenti a cambiare di nome allo stesso carnefice ideologico che vive nelle viscere del capitalismo. Benché i sapientoni pubblichino libri, giornali o articoli molto acclamati tra di loro.

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Caso Prensa Latina: gli USA contro il libero esercizio del giornalismo

Gli USA, che si sono eretti a paladini della libertà di stampa, della libertà d’espressione e del libero esercizio del giornalismo, dimostrano ancora una volta la loro falsità negando ai corrispondenti cubani i visti per svolgere il loro nobile compito di cronisti.

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Due pesi due misure

La politica dei due pesi e delle due misure è una pratica oramai consolidata a livello internazionale ma su Cuba questa pratica è diventata davvero scandalosa.

La politica dei due pesi e delle due misure ovvero come un avvenimento ha un peso maggiore se avviene in una data nazione mentre assume una rilevanza minima o nulla se avviene da un’altra parte del mondo è diventata il mezzo privilegiato per giustificare o condannare gli avvenimenti che accadono nel mondo.

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La televisione cubana: un’altra arma indiscussa della Rivoluzione

Dal trionfo della Rivoluzione Cubana il 1 gennaio 1959, la televisione ha dimostrato il suo potere comunicativo per informare e accompagnare un processo storico popolare, degli umili e per gli umili, abbandonando completamente il carattere commerciale e propagandistico del potente mezzo.

Jordanis Guzmán Rodríguez www.tvcubana.icrt.cu

Traduzione e aggiunte: GFJ

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Come opera la guerra mediatica?

Patrizia Villegas   www.cubadebate.cu

Convertiti in esperti di una cosa e dell’altra, a causa del sovraccarico di informazioni, che ci dà quella sensazione di sazietà, ma che in pratica costituisce un meccanismo efficace per farci avere la posizione che l’egemone ha costruito per essere consumata da milioni di persone.

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Cuba: lezioni da una guerra incompiuta

A Cuba, la transizione socialista, contro quell’egemonia capitalista, affronta grandi sfide e svantaggi molto particolari, rispetto ad altri paesi che, come noi, non condividono il permissivismo verso il dominio USA e/o sviluppano progetti socialisti

Iroel Sanchez  www.granma.cu

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Un secolo di luce per la Radio cubana

Il prossimo 22 agosto la Radio compie un secolo d’esistenza. In un giorno così, nel 1922, si diffusero nell’aria le prime emissioni di 2LC, appartenenti a Luis Casas Romero.

Da allora la radiodiffusione è diventata il pilastro fondamentale della comunicazione ed ha raccolto il più significativo di non pochi momenti storici, e come ha scritto Carpentier, si tratta del «crogiolo in cui si forgiano gli aspetti più diversi della vita quotidiana».

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