Tag Archives: Mike Pence

L’incontro tra due vergogne politiche, Temer e Pence

Luiz Inácio Lula da Silva http://www.cubadebate.cu

Il governo Trump non ci sorprende più con le sue misure autoritarie e sfortunate, né per le rettifiche che è costretto a fare a causa del clamore delle proteste.

Allo stesso modo, neppure siamo sorpresi dal grado di servilismo a cui si prestano le autorità che hanno occupato il potere, a Brasilia, cercando di sopravvivere ai pochi mesi che gli rimangono.

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Gli USA pianificavano un golpe in Venezuela

Mision Verdad – http://aurorasito.altervista.org

Bloomberg pubblicava un articolo su un presunto rapporto giudiziario in cui svelava un’operazione militare coordinata da Stati Uniti e Colombia che doveva essere eseguita da un gruppo di ufficiali venezuelani. Le connessioni del piano fallito, che mirava a rovesciare e perseguire il Presidente Maduro, puntano a María Corina Machado e alla dirigenza di Washington e della Colombia.

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Pence: un altro tour monroista

Ángel Guerra Cabrera  https://lapupilainsomne.wordpress.com

Il terzo tour latinoamericano di Mike Pence, vice presidente USA, è principalmente finalizzato a porre fine al governo costituzionale del Venezuela. Non è un segreto. I portavoce ufficiali USA hanno ribadito che uno degli scopi del periplo è rafforzare l’isolamento di Caracas e già sappiamo come tradurlo. Per la cronaca, il presidente Nicolas Maduro è stato eletto con una percentuale di voti superiore rispetto alla maggior parte dei presidenti del Gruppo di Lima, abominevole coalizione imperialista anti-venezuelana. Un altro obiettivo del viaggio è il tentativo di calmare gli animi nella regione di fronte alla crudele separazione dei figli dei migranti dai loro genitori ed, in generale, alla politica di tolleranza zero, ripudiata a livello internazionale. Ciò che spiega il suo incontro con i presidenti di Honduras, El Salvador e Guatemala, paesi più colpiti dalla misura.

Ma a parte questo tema, l’inviato di Trump ha viaggiato per qualcosa di più che monitorare e rafforzare la cospirazione contro la patria di Bolivar. Non è un caso che la sua prima visita sia stata al governo golpista del Brasile. Lì c’è il massimo interesse di Washington nel mantenere Lula in prigione per impedire, a tutti i costi, che vinca la presidenza nelle elezioni del prossimo anno il candidato di punta. Immaginiamo il contrario: che significherebbe per l’impero un nuovo governo di Lula in Brasile, il prossimo anno, insieme con l’elezione imminente di Andrés Manuel López Obrador in Messico, due giganti geoeconomici e geopolitici, che con con governi popolari, possono inclinare molto i rapporti di forza in America Latina e nei Caraibi verso gli interessi dei popoli.

Questo risultato costituirebbe un vero incubo per Washington dopo l’enorme sforzo che ha realizzato per distruggere, per diverse vie, i governi progressisti e rivoluzionari della regione. Sia mediante colpi di stato contro i presidenti Manuel Zelaya (Honduras), Fernando Lugo (Paraguay) e Dilma Rousseff (Brasile). Più i tentativi falliti di rovesciare Hugo Chavez e Nicolas Maduro in Venezuela dove, in vista del loro fallimenti, il Comando Sud e la CIA sperimentano il golpe “continuo” preludio dell’invasione militare che ha minacciato il presidente Donald Trump. Inoltre, i golpi falliti e la sovversione permanente contro i presidenti Evo Morales e Rafael Correa (questo fino ad adempiere il suo mandato). Senza dimenticare la feroce campagna mediatica e i tentativi sovversivi contro Cristina Fernández de Kirchner, che hanno notevolmente ostacolato il suo esercizio del governo. Il pacchetto, ovviamente, include il rafforzamento del blocco e della sovversione contro Cuba.

Uniamo questo alla decomposizione dei regimi neoliberali, come si apprezza nella gigantesca impopolarità di Temer e quella crescente di Macri, o lo storico progresso della sinistra in Colombia con Gustavo Petro. Ciò, aggiunto alla crescente resistenza in quei paesi ed, in generale, in Nostra America, contro l’espropriazione, la criminalizzazione delle proteste sociali ed il degrado ambientale causati dal neoliberismo.

E’ facile comprendere perché Pence va, ora, al suo terzo tour cospirativo, in aggiunta a quelli che hanno fatto altri funzionari, tra cui l’ex Segretario di Stato Rex Tillerson, che ha confessato la devozione dell’amministrazione Trump per la espansionista dottrina Monroe. Va inoltre sottolineata la febbrile attività golpista ed interventista contro il Venezuela dei legislatori cubano-americani, in particolare Marco Rubio, specie di scudiero anti-latinoamericano di Trump. Allo stesso modo le tattiche della guerra di IV generazione che preparano in Nicaragua, da anni, questo e altri legislatori della stessa mafia. La legge nota come Nica Act, per privare di crediti la patria di Sandino, è principalmente opera della legislatrice di Miami di origine cubana, Ileana Ross-Lehtinen.

In breve, il viaggio del vicepresidente Pence conferma la tenace volontà di Washington di liquidare i governi popolari, attuali e futuri, nella nostra regione. Ancor più quando l’egemonia USA crolla di fronte all’emergere di Cina e Russia e gli sforzi coronati da successo, di queste, per creare una vasta area di cooperazione asiatica e un’unione di paesi opposti all’egemonismo ed alla guerra.

In Nostra America continua la lotta per la democrazia, l’indipendenza e la giustizia sociale, anche se soffriamo retrocessioni, e gli eventi che stiamo vedendo ci indicano che la vittoria sarà dei nostri popoli. Mettitelo in testa, signor Pence.


Pence: otra gira monroísta

Por Ángel Guerra Cabrera

La tercera gira latinoamericana de Mike Pence, vicepresidente de Estados Unidos, está dirigida principalmente a acabar con el gobierno constitucional de Venezuela. No es ningún secreto. Los voceros oficiales estadounidenses han reiterado que uno de los propósitos del periplo es fortalecer el aislamiento de Caracas y ya sabemos cómo traducirlo. Por cierto, el presidente, Nicolás Maduro ha sido electo por un por ciento superior de votos que la mayoría de los mandatarios del Grupo de Lima, deleznable coalición imperialista antivenezolana. Otro objetivo del viaje es el intento de apaciguar los ánimos en la región ante la cruel separación de los niños migrantes de sus padres, y, en general, la política de tolerancia cero, repudiada internacionalmente. Lo que explica su reunión con los presidentes de Honduras, El Salvador y Guatemala, países más afectados por la medida.

Pero aparte de ese tema, el enviado de Trump ha viajado a algo más que supervisar y fortalecer la conspiración contra la patria de Bolívar. No es casual que su primera visita fuera al gobierno golpista de Brasil. Allí existe el máximo interés de Washington en mantener a Lula en la cárcel para impedir a toda costa que gane la presidencia en las elecciones del año próximo el candidato de lejos puntero. Imaginemos el revés que significaría para el imperio un nuevo gobierno de Lula en Brasil el año próximo, unido a la inminente elección de Andrés Manuel López Obrador en México, dos gigantes geoeconómicos y geopolíticos, que con gobiernos populares, pueden inclinar mucho la balanza de poder en América Latina y el Caribe hacia los intereses de los pueblos.

Ese desenlace constituiría una verdadera pesadilla para Washington después del enorme esfuerzo que ha realizado para arrasar por distintas formas con los gobiernos progresistas y revolucionarios de la región. Sea mediante golpes de Estado contra los presidentes Manuel Zelaya(Honduras), Fernando Lugo(Paraguay) y Dilma Rousseff(Brasil). Más los intentos frustrados de derrocar a Hugo Chávez y Nicolás Maduro en Venezuela donde, en vista de sus fracasos, el Comando Sur y la CIA experimentan el golpe “continuado”, preludio de la invasión militar con la que ha amenazado el presidente Donald Trump. Asimismo, los golpes frustrados y la subversión permanente contra los presidentes Evo Morales y Rafael Correa (este hasta cumplir su mandato). Sin olvidar la feroz campaña mediática e intentos subversivos contra Cristina Fernández de Kirchner, que mucho dificultaron su ejercicio del gobierno. El paquete, claro, incluye el reforzamiento del bloqueo y la subversión contra Cuba.

Unamos esto a la descomposición de los regímenes neoliberales, como se aprecia en la gigantesca impopularidad de Temer y la ascendente de Macri, o el histórico avance de la izquierda en Colombia con Gustavo Petro. Ello, sumado a la resistencia cada día mayor en esos países y, en general, nuestra América, contra el despojo, la criminalización de la protesta social y la degradación ambiental ocasionados por el neoliberalismo.

Es fácil comprender por qué Pence va ya por su tercera gira conspirativa, además de las que han hecho otros funcionarios, como el ex secretario de Estado Rex Tillerson, quien confesó la devoción de la administración de Trump por la expansionista Doctrina Monroe. Debe subrayarse también la febril actividad golpista e intervencionista contra Venezuela de los legisladores cubanoestadunidenses, muy especialmente Marco Rubio, especie de escudero antilatinoamericano de Trump. Igualmente, las tácticas de guerra de cuarta generación que prepararon en Nicaragua desde hace años, este y otros legisladores de la misma mafia. La ley conocida como Nica Act, para privar de créditos a la patria de Sandino, es obra principalmente de la legisladora miamense de origen cubano Ileana Ross-Lehtinen.

En resumidas cuentas, el viaje del vicepresidente Pence confirma la tenaz voluntad de Washington de liquidar los actuales y futuros gobiernos populares en nuestra región. Mucho más cuando la hegemonía yanqui se resquebraja ante la emergencia de China y Rusia y los exitosos esfuerzos de estas por crear una gran zona de cooperación asiática y una unión de países opuestos al hegemonismo y a la guerra.

En nuestra América continúa la lucha por la democracia, la independencia y la justicia social, aunque suframos retrocesos, y los acontecimientos que estamos viendo nos indican que la victoria será de nuestros pueblos. Métaselo en la cabeza Mr. Pence.

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Nuovo tour cospirativo USA contro Nostra America

Patricio Montesinos http://www.cubadebate.cu

Il vice presidente USA, Mike Pence, è atterrato, questo martedì, in Brasile prima tappa del suo terzo giro cospirativo contro Nostra America, che includerà anche Ecuador e Guatemala, e che ha il chiarissimo scopo di restaurare il dominio di Washington nella regione che sempre ha considerato il suo cortile.

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Brasile: unire le forze contro la visita di Pence

A. Barreto, Presidente cebrapaz.org.br–  http://www.marx21.it

La visita del vicepresidente americano Mike Pence in Brasile ed Ecuador a fine mese è sintomatica del nostro storico contesto di lotte nel paese e nella regione. Descritta dai media brasiliani come una visita strategica che include questioni commerciali e di sicurezza, l’agenda di Pence rafforza le interferenze in Venezuela e la partecipazione del Brasile a questo penoso episodio, oltre a toccare i punti strategici della sovranità nazionale.

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Mike Pence chiama a sospendere il Venezuela dall’OSA

Il vice presidente statunitense, Mike Pence, ha chiamato a sospendere il Venezuela dall’Organizzazione degli Stati Americani (OSA), organismo che ha realizzato ieri la sua  Assemblea Generale nel mezzo delle  pressioni di Washington contro questa nazione, ha segnalato  Prensa Latina.

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Come Maduro risponde alla nuova offensiva imperialista

Venezuela Infos– https://aurorasito.wordpress.com

Roger Noriega, ex-assistente del Segretario di Stato per gli affari dell’emisfero occidentale, noto “falco” alleato diretto dei golpista e terroristi della destra latinoamericana, pubblicava sul New York Times un articolo intitolato: “Le opzioni sono esaurite per il Venezuela” dove ribadiva la richiesta di altre politiche repubblicane a favore del colpo di Stato militare per rovesciare il Presidente Nicolas Maduro.

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La cospirazione contro il Venezuela

Adán Chávez Frías, Internationalist 360° 

Siamo nella settimana decisiva del processo elettorale del 20 maggio, in cui riaffermeremo il carattere profondamente democratico della rivoluzione bolivariana.

Osserviamo nella fase finale di questa intensa campagna, l’indiscussa disposizione del popolo venezuelano ad esercitare il diritto di voto come strumento per la ricerca di soluzioni nell’attuale congiuntura. La maggior parte della popolazione è consapevole dell’importanza del ruolo che svolgiamo in queste elezioni in cui sarà deciso il futuro della Patria, la possibilità di sviluppo economico nei prossimi decenni e la stabilità politica della nazione.

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Condanna internazionale degli attacchi di Pence

Le aggressioni, nell’Organizzazione degli Stati Americani (OSA), del vicepresidente degli Stati Uniti, Mike Pence, contro Cuba, Venezuela e Nicaragua hanno ricevuto una forte condanna.

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Cuba respinge gli attacchi di Mike Pence nella OSA

ll Ministero delle Relazioni Estere di Cuba ha condannato, lunedì 7, le dichiarazioni del vicepresidente degli Stati Uniti Mike Pence, a Washington, che ha definito false e aggressive.

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Cubainformacion: l’asino col paraorecchie


L’asino con paraorecchie: quando l’opposizione venezuelana chiede un intervento USA

 

Ore prima che Donald Trump annunciasse il recente bombardamento della Siria, si riunivano con il vicepresidente USA, Mike Pence, quattro dirigenti oppositori venezuelani. Uno di loro, il latitante Antonio Ledezma, sollecitava -direttamente- un intervento nel suo paese.

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Cuba non negozierà i suoi principi

Il ministro delle Relazioni Estere  di Cuba, ha assicurato sabato 14 aprile a Lima che l’Isola è disposta a mantenere relazioni cordiali con gli Stati Uniti ma non per questo è disposta a negoziare nemmeno uno solo dei suoi principi.

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Vertice di Lima, la forza dei popoli contro la “voce del padrone”

di Geraldina Colotti

Quis custodiet custodes? Chi sorveglierà i sorveglianti? Impossibile non ricordare Giovenale a proposito del Vertice di Lima, che si è chiuso il 14 aprile. Il tema centrale del confronto fra i 34 capi di stati e di governo invitati all’ottavo appuntamento di questo tipo (che si celebra dal 1994), è stato infatti “governabilità democratica di fronte alla corruzione”. Peccato che in Perù, paese anfitrione, il presidente Pedro Pablo Kuczynski sia stato deposto per il grande scandalo di corruzione legato all’impresa Odebrecht. Accuse da cui, in precedenza, è passato per il rotto della cuffia anche il vicepresidente Martin Vizcarra, che ora ha preso il suo posto.

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Réplica de Bruno Rodríguez Parrilla

Réplica de Bruno Rodríguez Parrilla, ministro de Relaciones Exteriores de Cuba a Mike Pence, vicepresidente de Estados Unidos, en la VIII Cumbre de las Américas, en Lima.

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L’ora dell’America Latina e dei Caraibi prima di tutto

La politica  «Gli Stati Uniti per primi»,  difesa dall’attuale amministrazione repubblicana costituisce una dichiarazione di principio.

Se Washington fantasticava sino a poco tempo fa con un mondo a sua immagine e somiglianza in cui  il progresso si sarebbe sparso allo stesso modo tra le nazioni che non discutevano  la sua egemonia, ora riconosce che nella cuspide c’e spazio solo per un paese: quello delle stelle e strisce. E chiunque tenti di cambiarlo dovrà affrontare «fuoco e furia».

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