Tag Archives: reti sociali

Maggiori informazioni sull’attualità cubana

Fabian Escalante Font https://lapupilainsomne.wordpress.com

Il vertice CELAC appena concluso ci ha portato una ventata di principi, decisioni e misure adottate dall’insieme dei paesi dell’America latina e dei Caraibi. Accordi che prevedono l’esecuzione di importanti azioni su diversi fronti: la lotta alla pandemia, l’integrazione di un’agenzia spaziale regionale e la creazione di un organismo finanziario, con un modesto fondo monetario, per aiutare le piccole nazioni caraibiche colpite da periodici e terribili disastri naturali.

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Cuba su due pianeti

di José Ramón Cabañas https://lapupilainsomne.wordpress.com

Internet nacque alla fine degli anni ’60 del XX secolo come progetto militare USA, rispondendo alla necessità di trasferire grandi quantità di informazioni da un punto ad un altro distante in breve tempo, in caso si producesse un conflitto armato.

Come è avvenuto con molte altre creazioni di quell’origine, poco dopo Internet è passato ad avere un uso commerciale pubblico ed ha iniziato a riempirsi di informazioni e soluzioni pratiche per vari problemi, nonostante che ben presto si siano replicate in essa le stesse disuguaglianze del mondo reale.

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Joe Biden, il liberatore di Internet?

Venerdì 16 luglio, nei giardini della Casa Bianca e prima di salire a bordo dell’elicottero per recarsi alla residenza di riposo, a Camp David, Joe Biden ha detto alla CNN che “la disinformazione nelle reti ci uccide”. In particolare, il Presidente USA si riferiva alle pubblicazioni nella rete digitale Facebook sulla vaccinazione contro il COVID-19 e accusava quella società di non fare nulla per evitarle.

Iroel Sánchez www.granma.cu

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Influencer o agente politico degli USA?

L’inserimento di Yotuel nella lista degli ospiti della Casa Bianca risponde alla strategia di comunicazione concepita per avvicinare il discorso di Washington al popolo cubano, in particolare alle generazioni più giovani

Daily Pérez Guillén  www.granma.cu

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L’Avana e Managua due tentati ‘golpe’ gemelli

www.itanica.org

#SOSCuba, come #SOSNicaragua, #SOSVenezuela e #SOSBolivia

Managua, 22 luglio (di Jorge Capelan | Tortilla con Sal / LINyM) -.

Domenica 11 luglio, in una dozzina di punti sparsi per l’isola, si sono registrate proteste, in alcuni casi violente, a cui hanno participato tra le 100 e le 500 persone, presumibilmente a causa dell’allarme per la ripresa dei casi di coronavirus, la mancanza di cibo e problemi con il servizio elettrico.

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Cuba vs terrorismo mediatico

Carlos Fazio www.cubadebate.cu

L’11 luglio scorso Cuba è stata il bersaglio di una rinnovata e sofisticata operazione di guerra cibernetica, che, insieme alla campagna di intossicazione (dis)informativa dei mass media cartellizzati, di notizie false (fake news) di utilizzo di  account “influenzatori” e di ONG come strumenti di infiltrazione nella società, è volta a destabilizzare in modo caotico e violento l’isola, e il cui obiettivo principale è giustificare l’ingerenza militare USA sotto lo schermo di un “intervento umanitario”.

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Cuba è il ground zero delle operazioni criminali USA per il cambio di regime.

La politica USA di cambio di regime non è solo distruttiva per il resto del mondo, ma viola anche i diritti fondamentali degli stessi cittadini statunitensi.

Non c’è dubbio che i disordini civili che hanno attanagliato Cuba questa settimana sono stati istigati dagli USA attraverso la tattica della “rivoluzione colorata” del cambio di regime.

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Prima demonizzare, poi uccidere

una nota sul ruolo dei media e delle reti  sociali nella dominazione imperialista

(Atilio A. Boron)

“La propaganda è per la democrazia ciò che la violenza è per la dittatura”

(Noam Chomsky)

La frase del grande linguista USA offre un buon punto di partenza per queste riflessioni che intendiamo proporre come spunti per una discussione tanto cruciale quanto avvincente. Ciò è dovuto al fatto che, come sottolineano gli esperti di “Guerre Ibride” o di “Quinta Generazione”, la capacità di controllare coscienze e cuori -o “menti e anime”, per dirla poeticamente – ha ormai raggiunto livelli impensabili fino ad un decennio fa.

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Didattica della comunicazione: testa e croce della guerra contro Cuba

José Manzaneda, coordinatore di Cubainformacion

Cuba è un paese in guerra, oggi come 60 anni fa. L’ambiente del potere nemico continua a cercare di affondare la nave della Rivoluzione, aprendo due grandi vie d’acqua: quella della guerra economica e quella della guerra psicologica. Blocca il commercio e le finanze mentre, davanti all’opinione pubblica -cubana e planetaria- addossa le carenze generate alla natura dell’attuale sistema sull’Isola. Sono le due facce della stessa moneta: la guerra alla sovranità cubana.

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Quando bruciano le regole di base del giornalismo e della comunicazione

È tragico che un grande incendio si verifichi nelle aree del Parco Nazionale Alejandro de Humboldt, un sito naturale dichiarato Patrimonio dell’Umanità, e che, insieme ai suoi valori endemici, lasciamo ardere i principi e le regole di base della comunicazione pubblica di cui abbiamo tanto discusso negli ultimi tempi nel paese.

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Ignacio Ramonet: “La verità è sempre più emotiva e non reale”.

La rivoluzione cubana deve difendere e diffondere i suoi principi anche sulle reti sociali

 

Cosa succedeva nel mondo prima della comparsa del COVID-19? Le proteste sociali erano in corso a diverse latitudini: Beirut, Hong Kong, Catalogna, Porto Rico, Cile, Colombia, Costa Rica. Le richieste di tutti loro erano adattate all’anticonformismo di ciascuna geografia, tuttavia, avevano il comune denominatore di svolgersi in società democratiche e sviluppate, attraverso reti sociali.

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Social network, nuovo mezzo dominante

di Ignacio Ramonet* https://amicuba.altervista.org

L’Internet moderna, il Web, è stato inventato nel 1989, trentadue anni fa. Voglio dire, stiamo vivendo i  primi minuti di un fenomeno che durerà secoli. Pensiamo che la stampa sia stata inventata nel 1440, e che tre decenni dopo non avesse quasi cambiato nulla, ma finì per sconvolgere il mondo: cambiò cultura, politica, economia, scienza, storia. È evidente che molti dei parametri che conosciamo vengono modificati in profondità, non tanto dall’attuale pandemia di Covid-19, ma, soprattutto, dall’irruzione diffusa dei cambiamenti tecnologici e dei social network. Inoltre, non solo in termini di comunicazione – sta morendo la verità? – ma anche in finanza, commercio, trasporti, turismo, conoscenza, cultura … Tutto questo senza dimenticare i nuovi pericoli in termini di sorveglianza e perdita della privacy.

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Le parole campanella e un dovere dei rivoluzionari ai tempi di Internet

Iroel Sánchez https://lapupilainsomne.wordpress.com

Nelle lezioni di Biologia, non ricordo bene se nella Secondaria di Base o nel Pre-universitario, insegnavano i riflessi condizionati sulla base del lavoro dello scienziato russo e  Premio Nobel per la Medicina Ivan Pavlov. Penso che il suo esperimento sia abbastanza noto: faceva suonare un metronomo prima di alimentare un cane e osservava che al sentire lo stesso suono, quando il cane non si era nutrito da un pò, questi iniziava a salivare. In seguito è rimasta nella leggenda che Pavlov usasse una campanella e non un metronomo, ma il principio è lo stesso: l’associazione indotta tra certi stimoli e le risposte emesse. Sulla base di ciò, si è applicata la psicologia comportamentale nell’educazione, nella pubblicità e in molte altre aree negli USA.

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Imparare, imparare e imparare sulle reti sociali di Internet

Iroel Sánchez  www.cubadebate.cu

Il primo capitolo della prima stagione della distopica serie britannica Black Mirror, trasmessa dalla televisione cubana più di un anno fa in un orario prossimo all’alba, racconta come il primo ministro del Regno Unito sia costretto dalle pressioni sulle reti sociali di Internet a fare sesso con un maiale, in cambio della libertà della principessa del Galles che è stata rapita.

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Terrorismo contro Cuba

Frustrati dal fatto che i loro voti non siano serviti a mantenere al potere il “peggior governo” della storia USA per altri quattro anni, e che durante il loro mandato non siano riusciti a far crollare la Rivoluzione cubana, le forze estremiste anticubane di Miami scommettono ancora una volta sul terrorismo contro Cuba.

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