LE ELEZIONI NORDAMERICANE


 

J.G. ALLARD - speciale per Granma Internacional- 20 ott.2004

 

Una notizia riportata dall’agenzia Reuters ha confermato che, in violazione di tutte le norme internazionali, 5 milioni di cittadini nordamericani continuano a venir privati del loro diritto di voto nelle elezioni presidenziali perché hanno la fedina sporca. Uno studio scientifico calcola che i voti di 4/6 milioni di persone non sono stati registrati nelle ultime elezioni. Un altro sondaggio riferisce le svariate tecniche di intimidazione che allontanano dalle urne un numero incalcolabile di votanti.

 

Il paese che tanto “osserva” gli altri adesso è in procinto di scegliere il suo  presidente.

 

Stando a un servizio di Alan Elsner dell’agenzia britannica Reuters, 5 milioni di ex reclusi verranno nuovamente privati del loro diritto di voto “d’accordo con le leggi che risalgono all’epoca alla Guerra Civile del XIX° secolo e che avevanoloscopo di impedire agli afroamericani di votare”.

 

 

 

 

 

Jeb e George Bush insieme al congressista repubblicano Lincoln Díaz-Balart, rappresentante della mafia cubano-americana a Miami.

 

“Ci sono individui e ufficiali che si dedicano attivamente a impedire la partecipazione alle elezioni a quelli che voteranno contro il loro partito. Questo quasi sempre significa impedire ai neri di votare a favore dei democratici”, ha affermato Mary Frances Berry, direttrice della Commissione nordamericana dei Diritti Umani.

 

Un’indagine realizzata dagli esperti dell’lstituto della Tecnologia della California (Caltech) e dell’lstituto della Tecnologia del Massachusetts (MIT) segnala che quasi 6 milioni di persone non hanno potuto votare nel 2000 perché c’erano schede annullate, difficoltà nel seggio elettorale, elenchi dei votanti incompleti, “errori” degli ufficiali di voto e per un sacco di problemi nei centri di votazione. Questo però non è tutto.

 

I TRUCCHI E LE TRAPPOLE NEL MODELLO UNIVERSALE DELLA DEMOCRAZIA

 

Un’inchiesta realizzata dalla National Association for the Advancement of Coloured People (NAACP) sulle numerose tecniche di intimidazione per ostacolare il voto degli afroamericani, presenta un vero catalogo di trucchi e trappole utilizzate nel paese che con tanta prepotenza tenta di imporre il proprio modello di democrazia al resto del mondo.

 

A Detroit, John Pappageorge, membro repubblicano del Congresso, ha apertamente dichiarato che si doveva “sopprimere” il voto di questa città dove l’83% della popolazione è di colore. A Filadelfia, in una votazione locale realizzata nel 2003, centinaia di uomini che utilizzavano circa 300 macchine con credenziali in apparenza di “agenzie federali” sono entrati nei rioni negri. Chiedevano illegalmente  ai votanti di identificarsi per impaurirli.

 

In Louisiana, volantini distribuiti in migliaia di case hanno annunciato che se pioveva il giorno delle elezioni si poteva votare il giorno seguente. Nel Maryland altri volantini annunciavano un giorno di elezione con la data sbagliata.

 

Son Kinon, repubblicano della Carolina del Sud, ha pubblicato un documento dove affermava che lo stesso FBI avrebbe interrogato ogni votante per identificare eventuali antecedenti criminali.

 

In alcune circoscrizioni i responsabili del voto “aiutano” a votare, sempre stando alla ricerca della NAACP.

 

Le storie di “orrori elettorali” si trovano ovunque e provengono da altre fonti. La Florida è sempre in prima fila nelle frodi, cominciando dal più alto ufficiale elettorale Jeb Bush, il fratello di uno dei candidati.

 

In un piccolo libro di 66 pagine distribuito alcuni giorni fa dai democratici si spiega che si possono ingannare i membri delle minoranze dicendo loro che non possono votare se si sono trasferiti di recente, se hanno ritardi nel pagamento all’ex coniuge per il mantenimento dei bambini, se non presentano il permesso per guidare o il contratto di affitto della casa.

 

UN TASSO DI PARTECIPAZIONE DEL 900%

 

Tutti sanno che la nota contea di Palm Beach - la capitale mondiale della burla elettorale - ha speso milioni per comprare un sistema di votazione elettronico touchscreen che non funziona. La responsabile del così “democratico” acquisto è la repubblicana Theresa LePore, l’autrice “intellettuale” delle indimenticabili schede farfalla che hanno trasformato in un circo il conteggio del 2000.

 

Nelle elezioni locali di Boca Ratón del marzo 2002 l’ex sindaco Emil  Danciu, che capeggiava i sondaggi con un vantaggio di 17 punti, alla fine dei suffragi ha occupato il terzo posto. Gli specialisti hanno poi dimostrato che quando i sostenitori di Danciu votavano i voti si davano a un altro candidato. I dischetti con i risultati della votazione sono misteriosamente spariti. Danciu ha presentato una richiesta giudiziaria per ottenere la chiave elettronica delle macchine di votazione. Tuttavia un giudice repubblicano ha deciso che quell’informazione era “segreta”, quindi inaccessibile.

 

Due settimane dopo, un’elezione nella città  di Wellington è stata decisa per 4 voti. 78 non sono mai stati registrati dalla macchina di votazione automatizzata. Il colmo: proprio a Palm Beach l’elezione di gennaio del 2004 è stata decisa per 12 voti. 137 non c’erano nel conteggio finale.

 

Il “miracolo” della tecnologia elettorale moderna a Miami-Dade, un altro sistema elettronico di votazione creato da una ditta legata ai repubblicani, ha registrato un tasso di partecipazione del 900% in una sessione di voto.

 

Le schede di votazione per posta sono state apertamente vendute nella comunità cubano-americana. I moduli di registrazione dei votanti neri sono stati trovati nella spazzatura.

 

Stando alla testimonianza presentata alcuni giorni fa da Courtenay Strickland, dell’American Civil Liberties Unionb (ACLU) presso la Commissione dei Diritti Civili, a molti votanti è stato impedito di votare nelle elezioni primarie di agosto, quando non hanno potuto presentare le carte d’identità.

 

La stessa Commissione ha rivelato in un resoconto recente che nella Florida gli afroamericani sono 10 volte di più vittime di questi atti illegali e che a loro viene negato con maggiore frequenza il diritto di votare perché i loro nomi sono registrati in modo sbagliato o perché vengono falsamente registrati come delinquenti negli elenchi degli esclusi...

 

In realtà, che te ne frega! Se  un solo voto nel mezzo di simile tormenta di frode serve solo per inviare a Washington dei membri eletti di un seggio elettorale che, d’accordo con la Convenzione Costituzionale del 1787 e nonostante i più di 700 tentativi di abolire questo sistema anarchico e totalmente contrario a tutte le norme universali, possono perfettamente finire per scegliere come Presidente colui che non ha avuto la maggioranza dei voti dell’Unione.