L'Operazione Miracolo  ha stabilito

 

la sua prima base fuori Cuba

 

 


La Paz 17 novembre 2005 (PL) - L’Operazione Miracolo ha stabilito la sua prima base fuori dall’Isola, nell’Istituto Oftalmologico della Bolivia, che disporrà di specialisti e tecnologia cubani per operare pazienti poveri.

 

La solidarietà cubana è stata ringraziata da Fanny Aguedas, moglie del presidente Eduardo Rodríguez, dal ministro della Sanità Álvaro Muñoz e dal sindaco di La Paz, Juan del Granado, in una cerimonia svoltasi nell’istituto.

 

L’ambasciatore cubano Luis Felipe Vázquez ha sottolineato che il centro è in grado di operare pazienti poveri di tutta la Bolivia che soffrono di cecità per cateratta  e altri mali senza la necessità di recarsi a Cuba.

 

Il diplomatico ha sottolineato che il programma fa parte dell’Operazione Miracolo, in virtù della quale sono stati operati alla vista circa 1.000 boliviani.

 

Muñoz ha segnalato la qualità della tecnologia trasferita da Cuba, al cui utilizzo i 10 specialisti cubani prepareranno i loro colleghi boliviani e che ci sarà uno scambio utile e solidale tra i professionisti dei due paesi.

 

Fanny Aguedas ha ringraziato l’Isola per il suo aiuto affinché in Bolivia la salute sia un servizio accessibile per tutti invece di un privilegio, come purtroppo si verifica.

 

“Adesso stiamo installando l’Operazione Miracolo qui”, ha detto il sindaco Del Granado, segnalando che questo non è il primo gesto solidale di Cuba e ha ringraziato il popolo cubano e il suo presidente Fidel Castro.

 

Ha ricordato l’assistenza cubana per l’aggiornamento della tecnologia del reparto di terapia intensiva donata da Cuba 20 anni fa all’ospedale infantile di La Paz. Il ministro Muñoz ha rivelato che un contributo simile verrà dato a Santa Cruz.

 

Il direttore dell’Istituto Oftalmologico, Ricardo Flores, ha espresso il suo riconoscimento all’appoggio cubano, grazie al quale il centro è adesso in condizioni di operare gratuitamente pazienti con cecità per cateratta.

 

A nome dei medici cubani, Pamy Stolik ha detto che per lei e per i suoi compagni è un sogno realizzato poter lavorare professionalmente per il popolo boliviano e ha espresso la sua profonda emozione.

 

 

 

 

L’Operazione Miracolo si

 

 svilupperà anche in Bolivia

 

 


9 novembre 2005 - L’Operazione Miracolo si estese al territorio boliviano, con i primi interventi oftalmologici gratuiti a pazienti poveri, a carico di specialisti cubani, ha annunciato il ministro della Sanità, Álvaro Muñoz.

Ha precisato che le operazioni si realizzano con tecnologia cubana di ultima generazione, nel Centro Nazionale di Oftalmologia, ed indipendentemente che continueranno i viaggi di pazienti all’isola caraibica.

Fino ad ora, l’Operazione Miracolo si eseguiva solamente con il viaggio senza costo a Cuba di pazienti che erano alloggiati ed operati in forma gratuita nell’isola, dove si appresta a viaggiare un nuovo gruppo di 100 malati, per totalizzare circa 800.

Le cifre sono stati precisate dall’ambasciatore di Cuba, Luis Felipe Vázquez, che ha accompagnato Muñoz nell’annuncio della seconda fase dell’Operazione Miracolo, un programma nel quale partecipa anche il Venezuela e che favorisce vari paesi della regione.

Ha spiegato Muñoz, che sono arrivati in Bolivia gli specialisti cubani per abilitare professionisti boliviani con nuove tecniche di interventi oftalmologici e contemporaneamente medici boliviani si specializzeranno a L’Avana.

 

 

 

 

Dichiarazione della Delegazione della Bolivia al

Primo Incontro dei

 

 Comuni Cuba-Bolivia

  

 

 

Noi, popoli dell’America Nostra e del mondo, stiamo affrontando

Fidel ha partecipato alla firma dell’

Accordo di Cooperazione tra i comuni boliviani e cubani

 

Il Presidente Fidel Castro Ruz ha presenziato venerdì sera alla firma di un importante Accordo di Cooperazione tra comuni boliviani e cubani, scaturito dal Primo Incontro dei Comuni Cuba-Bolivia, iniziato il 4 settembre a Città de L’Avana.

L’accordo, siglato dal Presidente dell’Assemblea Nazionale del Potere Popolare, Ricardo Alarcón de Quesada; dal Presidente dell’Assemblea Provinciale della Capitale, Juan Contino e dai 71 sindaci che fanno parte della delegazione boliviana, ha lo scopo di rafforzare l’amicizia e la cooperazione tra i popoli delle due nazioni e stabilisce la concessione di borse di studio gratuite ai giovani boliviani dei settori umili per studiare medicina a Cuba, così come l’assistenza nel nostro paese di cittadini boliviani con problemi alla vista, la maggior parte dei quali dalle scarse risorse economiche.

E’ stato inoltre stabilito lo sviluppo di programmi congiunti in aree come l’educazione, lo sport, l’agricoltura, l’attenzione all’infanzia, alla gioventù ed agli anziani.

L’accordo inizierà subito a concretizzarsi e potrà essere esteso ad altri dipartimenti e comuni boliviani che non hanno partecipato all’incontro.

Durante la cerimonia di firma, è stata resa nota una dichiarazione della delegazione boliviana, nella quale si mette in risalto la volontà unitaria contro l’aggressione a Cuba, per la liberazione immediata dei nostri Cinque Eroi, per la difesa ed il recupero delle risorse naturali e del territorio boliviano e per il diritto dei popoli latinoamericani a scrivere la loro storia.

I sindaci, consiglieri comunali e funzionari boliviani presenti all’atto hanno effettuato un fraterno scambio con il leader della Rivoluzione Fidel Castro.

La delegazione del paese andino è rimasta nel nostro paese fino a domenica.
 

 le più aggressive forme di sfruttamento da parte di una potenza che non solo pretende di impadronirsi delle risorse naturali, ma che sta cercando anche di sottomettere i paesi del mondo al suo dominio, anche se per fare ciò deve attuare vergognose, criminali e immorali forme d’intervento, violando e disconoscendo le più elementari norme che reggono la convivenza tra paesi diversi.

 

Questa potenza, che dimostra tutta la sua capacità di intervenire ed aggredire nazioni, non può tuttavia proteggere ed assistere la sua stessa popolazione di fronte ad un disastro naturale. Questo dimostra una volta di più che per l’imperialismo ed il suo modello neoliberista la vita è all’ultimo posto nella scala dei valori.

 

Ma non si può essere poderosi impunemente. Siamo entrati in una fase in cui l’imperialismo sta retrocedendo; è ferito a morte e la forza dei popoli, che è la forza della storia, vincerà implacabile.

 

Noi partecipanti a questo Primo Incontro, che abbiamo firmato questo documento, siamo convinti che l’unità dei popoli non solo è possibile, ma anche necessaria e imprescindibile per ottenere che uomini, donne e bambini possano vivere bene.

 

L’aggressione ad un fratello è un’aggressione a noi stessi, l’offesa al nostro fratello è un’offesa a noi stessi. Per questo oggi i nostri popoli si sono nuovamente incontrati come fratelli in un abbraccio di unità strategica irremovibile, un abbraccio di solidarietà e costruzione di un nuovo destino.

 

Stiamo costruendo l’unità affinché cessi l’aggressione contro Cuba, perchè vengano liberati immediatamente i Cinque Eroi cubani sequestrati a Miami, per difendere e recuperare le nostre risorse naturali, per riconquistare il nostro territorio, per recuperare e difendere la nostra sovranità e costruire una nuova America dal volto Quechua, Aymara, Guaraní, meticcio, una Nuova America con il suo vero volto, per recuperare il diritto a scrivere la nostra storia.

 

Motivati dall’insegnamento di Bolívar e Martí, guidati dall’esempio del Che e di Fidel, seguendo le orme di Tupaj Katari e Bartolina Sisa, ribadiamo la nostra convinzione che UN ALTRO MONDO E’ POSSIBILE.

 

L’Avana, 9 settembre 2005