Nuove prove della

 

colpevolezza di

 

Posada Carriles

 

 

Caracas, 30 set. (PL). - Nuove prove della responsabilità del terrorista Luis Posada Carriles nell’esplosione di un aereo civile cubano nel 1976 stanno circolando da oggi in Venezuela, quasi 29 anni dopo il crimine.

 

La quarta edizione (ampliata) del libro Pusimos la bomba... ¿Y qué?, della venezuelana Alicia Herrera, include parti del dossier della polizia sul caso che vennero rubate per proteggere il terrorista.

 

La Herrera ha anticipato a Prensa Latina che l’opera raccoglie anche documenti declassificati del FBI, il Burò Federale d’Investigazione nordamericano, che confermano la colpevolezza di Posada  nel sabotaggio avvenuto il 6 ottobre 1976.

 

Il libro, la cui presentazione è stata programmata per oggi a mezzogiorno, ha un prologo del vicepresidente venezuelano José Vicente Rangel, il quale ha denunciato ripetutamente il fatto che le autorità statunitensi hanno dato rifugio al criminale.

 

Da pochi giorni un tribunale nordamericano ha deciso la non estradizione del criminale, nonostante le prove che dimostrano la sua responsabilità nell’attentato nel quale morirono 76 persone e la richiesta d’estradizione presentata dal Venezuela.

 

La richiesta ufficiale si basa sul fatto che Posada è un profugo della giustizia, che nel 1985 fuggì da un carcere venezuelano per eludere il processo aperto contro di lui per quell’attentato.

 

Gli annessi di questa 4ª edizione includono documenti che facevano parte del dossier sul terrorista, nascosti per proteggerlo.

 

Mani anonime hanno consegnato questi fogli del dossier al giornalista venezuelano Ernesto Villegas, che li ha presentati nel suo programma En confianza, di Venezolana de Television, e poi li ha consegnati alla Herrera affinché arricchisse la sua indagine.

 

La giornalista venezuelana, che ha elaborato l’opera sulla base delle interviste realizzate nel carcere a Posada e ai suoi complici, ha indicato che questi documenti e quelli del FBI, confermano la sua colpevolezza, fatto che ella espone nel suo libro.

 

Il titolo Pusimos la bomba... ¿Y qué?, ripete la frase pronunciata da uno degli autori materiali del crimine in dichiarazioni alla giornalista, che li visitava fequentemente nel carcere fino a ottenerne la confessione.

 

La 4ª edizione del libro è stata a carico di Vadell y Hermanos, gli stessi editori che hanno realizzato la prima, dimostrando molto coraggio, ha sottolineato la Herrera.

 

L’autrice si vide costretta ad abbandonare il Venezuela dopo la pubblicazione della denuncia, a causa delle minacce contro la sua vita fatte da elementi legati alle attività terroristiche di Posada, di origine cubana e naturalizzato venezuelano.