Gli USA incrementano

l’aggressione radio-elettronica

 


• 2.267 ore e 10 minuti di trasmissioni settimanali sono state diffuse nel settembre scorso dalle mal chiamate Radio e TV Martí

• Utilizzato un aereo militare EC-130J (velivolo che ha partecipato alle azioni di guerra in Vietnam, Afghanistan e Iraq), per interferire con questi segnali nelle frequenze e canali utilizzati dall’Isola

 

 

L.RIERA – GI – 28 ottobre

 

 

"In flagrante violazione del regolamento dell’Unione Internazionale delle Telecomunicazioni (UIT) e di altri accordi internazionali, gli USA non solo hanno continuato, bensì hanno incrementato l’emissione verso Cuba d’informazione sovversiva attraverso segnali radiotelevisivi che interferiscono nelle frequenze e nei canali utilizzati dall’Isola per le sue trasmissioni", ha denunciato Carlos Martínez Albuerne, direttore generale dell’Agenzia di Controllo e Supervisione del Ministero dell’Informatica e delle Comunicazioni (MIC).

 

Albuerne ha reso noto che nel settembre scorso sono state trasmesse 2.267 ore e 10 minuti la settimana di programmi radiofonici tramite onde corte, medie, modulazione di frequenza (FM) e televisivi dalla mal chiamata TV Martí.

 

Il dirigente del MIC ha segnalato che questa "aggressione" fa parte della politica utilizzata da tutte le amministrazioni USA, democratiche e repubblicane, per abbattere la Rivoluzione Cubana e che le diverse amministrazioni che hanno occupato la Casa Bianca, sia democratiche che repubblicane, l’hanno continuata.

 

Ha ricordato che le origini di questa politica risalgono ai primi anni del trionfo rivoluzionario, quando Radio Swan (maggio 1960 – settembre 1961) venne utilizzata per appoggiare l’invasione mercenaria per la Baia dei Porci in aprile 1961, tentativo sconfitto in meno di 72 ore dai cubani. Nel suo libro Guerra psicologica su Cuba, Jon Elliston riconosce che questa stazione radio portò a termine una guerra psicologica contro la popolazione cubana.

 

 

L’AMMINISTRAZIONE BUSH: "LA PIÙ AGGRESSIVA"

 

 

Il dirigente non ha esitato a definire l’attuale amministrazione repubblicana di Bush "la più aggressiva" in questo senso, in quanto non ha esitato ad utilizzare un aereo delle Forze Armate statunitensi (EC-130J) per inviare segnali della radio e TV anticubane da un’altezza tra i 6.000 e i 7.000 metri, utilizzando un potente trasmettitore del peso di 10 kg.

 

È significativo che l’EC-130J, appartenente al Comando della Guardia per la Guerra Psicologica con base in Pennsylvania (USA), abbia compiuto la sua prima missione di questo tipo il 20 maggio 2003, in concomitanza con il 101º anniversario della nascita della repubblica neocoloniale sotto l’egida di Washington.

 

Nel suo discorso del 26 luglio di quest’anno all’Avana, il presidente Fidel Castro ha fatto riferimento a queste trasmissioni che interferiscono nelle frequenze cubane e ha messo in guardia sul pericolo rappresentato dalla provocazione, visto il carattere militare dell’aereo utilizzato, già impiegato nelle azioni di guerra nordamericane in Vietnam, Afghanistan e Iraq.

 

Fidel ha segnalato in quell’occasione che i legislatori della Camera dei Rappresentanti sostenitori della politica dell’Amministrazione Bush hanno presentato quest’anno al Congresso un disegno di Legge che prevede il finanziamento delle trasmissioni contro Cuba con 37.931.000 dollari per l’anno fiscale 2006 e con 29.931.000 dollari per l’anno fiscale 2007 col proposito, secondo il testo, "di acquistare, affittare, costruire e migliorare le attrezzature di ricezione e trasmissione di radio e TV e per l’acquisto, noleggio e installazione dell’equipaggiamento necessario, compresi aerei, per la ricezione e trasmissione radiotelevisiva".

 

Il funzionario ha detto che è prevista la possibilità di acquistare aerei Boeing con tecnologia simile a quella del EC-130J per realizzare le trasmissioni future contro Cuba, nonché l’erogazione di risorse finanziarie per acquistare tempi di trasmissione in stazioni radio di paesi vicini a Cuba.

 

L’Isola ha denunciato queste aggressioni radio elettroniche pubblicamente e di fronte all’ONU.

 

 

L’INCITAMENTO ALL’IMMIGRAZIONE ILLEGALE E

ALLA DISOBBEDIENZA CIVILE

 

 

Il 14 ottobre scorso Rodrigo Malmierca, rappresentante di Cuba presso le Nazioni Unite, ha sottolineato che queste trasmissioni hanno il proposito di "incitare all’immigrazione illegale, alla disubbidienza civile e di alterare la realtà cubana in modo deliberato e grossolano".

 

Albuerne ha riferito che tale denuncia è stata presentata più volte all’UIT (1989, 1990, 1991, 1992, 1994, 1997 e 2003). Inoltre l’Ufficio delle Radiocomunicazioni di quest’organismo internazionale è stato informato su ogni volo effettuato dal EC-130J.

 

Il dirigente del MIC ha spiegato che l’Isola basa la sua protesta sulla Costituzione dell’UIT dove, fondamentalmente nell’articolo 23.3, viene indicato che la radiodiffusione non dev’essere indirizzata verso un altro territorio, ma deve garantire un servizio nazionale dentro i confini del paese.

 

Sulla base delle disposizioni dell’UIT, il tema dell’aggressione radio elettronica contro Cuba è stato trattato dalla Giunta del Regolamento delle Radiocomunicazioni nelle conferenze 34, 35, 36, 37 e 38 degli anni 2004 e 2005.

 

Nell’ultima conferenza è stato segnalato all’Amministrazione USA che deve porre fine alle interferenze nelle frequenze cubane compiute dai voli del EC-130J.

 

Gli USA hanno ignorato tale deliberazione e si sono dedicati a mentire.

 

Secondo Albuerne le autorità nordamericane non hanno esitato ad affermare che ignoravano l’interferenza che stavano provocando (fatto che è stato loro notificato non solo da Cuba ma anche dalla Giunta dell’UIT) e che le stazioni radio cubane non sono in servizio quando sono operanti il dirigibile e l’aereo, il che è falso.

 

Per il dirigente del MIC si tratta senza dubbio di un’altra dimostrazione della politica muscolare di quest’Amministrazione, che disprezza totalmente le norme degli organismi internazionali e ignora che l’utilizzo di tecnologie radio elettroniche ha fini pacifici e di cooperazione tra gli stati e non obiettivi di guerra.

 


 

 

Cuba denuncia l'aggressione

radiale e televisiva USA

 


 

14 ottobre 2005 (PL) - Cuba ha denunciato gli Stati Uniti per la realizzazione di trasmissioni radiali e televisive illegali allo scopo di rafforzare la sua politica di blocco, ostile e genocida,  contro l'Isola.

Durante un intervento al dibattito, svoltosi alle Nazioni Unite, sul tema dell'informazione, il rappresentante cubano Rodrigo Malmierca ha affermato che queste trasmissioni hanno come proposito d'incoraggiare l'emigrazione illegale, incitare alla disubbidienza civile e rappresentare la realtà cubana in maniera falsa e grossolana.

"Nella pratica è un rinforzo alla politica ostile e genocida di blocco economico, finanziario e commerciale che per più di quattro decadi il governo degli Stati Uniti ha imposto  contro Cuba" ha aggiunto.

Malmierca ha osservato che si tratta di una grossolana aggressione contro il suo paese per la quale Washington profonde annualmente milioni di dollari  senza alcun riguardo per le risoluzioni dell'Assemblea Generale dell'ONU su questo tema né per le norme dell'Unione Internazionale di Telecomunicazioni e per il Diritto Internazionale.

L'ambasciatore cubano ha segnalato che l'amministrazione repubblicana del presidente George W. Bush ricorre a diversi mezzi in questa guerra radio-elettronica come parte della sua politica ossessiva e malata per distruggere la Rivoluzione in Cuba.

"Ma la cosa più vistosa e pericolosa è stato l'utilizzo di un aeroplano militare EC-130 delle forze armate nordamericane, dal quale si dirigono i segnali televisivi contro il mio paese".

In termini energici, Malmierca ha denunciato che questa condotta delle autorità nordamericane è illegale e lesiva della sovranità nazionale e costituisce una flagrante interferenza nei temi interni di Cuba.

"Non permetteremo che si calpesti la nostra sovranità, specialmente per le ridicole ambizioni annessioniste che spingono il governo degli Stati Uniti".

Malmierca ha osservato che dal territorio statunitense si dirigono settimanalmente verso Cuba 2300 ore di trasmissioni radio e televisive da 24 frequenze differenti a partire da 16 stazioni radio, 14 delle quali appartengono ad organizzazioni vincolate con elementi terroristici che agiscono, con ogni impunità, in questo paese.

In questa campagna di diffamazione contro Cuba si segnalano le mal chiamate Radio e Televisione Martí; proprietà del governo degli Stati Uniti che operano con un preventivo annuale di 35 milioni di dollari.

L'ambasciatore cubano, in un'altra parte del suo intervento, si é rammaricato che l'informazione si sia trasformata in una merce utilizzata e manipolata da coloro che hanno il denaro e controllano i mezzi di informazione.