LA POLITICA USA DELLA DOPPIA MORALE...
 

Muri "buoni" e

 

 Muri "cattivi"

 

 

 12 ottobre 2006 - N.Diaz www.granma.cu

 

 

 

Con l’infame approvazione della legge che permette la costruzione di un muro di più di 1.000 Km lungo la frontiera sud degli USA, l’amministrazione repubblicana di George W. Bush ha pagato con uno schiaffo il presidente Vicente Fox per i 6 anni di docile servilismo del suo governo, che ha tradito perfino i principi che hanno storicamente retto la politica estera del Messico.

 


Il muro si estenderà lungo il 40% della frontiera tra Messico ed USA, fortemente custodito con l’utilizzo di radar, camere a raggi infrarossi, aerei senza equipaggio e pattugliamento militare. Le zone più inospitali non verranno fortificate. Lì la morte sarà sicura e inevitabile.

 

Questo senza contare il fatto che lascia all’appena eletto Felipe Calderón un agenda di conflitti, l’ultima cosa che vorrebbe il fiammante presidente dato il suo precario arrivo al potere per mezzo di una criticata – ma ratificata – vittoria nelle urne.

 

Gli immigranti messicani sono stati utilizzati dal Campidoglio e dalla Casa Bianca come moneta di scambio con un elettorato repubblicano, conservatore e razzista, che potrebbe far perdere al suo partito (nelle elezioni del 7 novembre prossimo) la maggioranza di cui gode nel legislativo, se questo e la presidenza non imporranno la chiusura delle frontiere con il Messico, perdendo così la possibilità di ordinare integralmente il flusso migratorio tra i due paesi e dimostrando ancora una volta la doppia morale della loro politica egemonica, che distingue i muri e gli immigrati clandestini in "buoni" e "cattivi".

 

Non è ozioso ricordare che, per più di 40 anni, il Muro di Berlino costituì l’argomento preferito delle campagne tese a screditare il socialismo in Europa dell’Est, nonché il sostegno mediatico alla Guerra Fredda.

 

Oggi però, Washington e Tel Aviv innalzano barriere contro messicani e palestinesi, che superano di molte centinaia i 144 km. che separavano Berlino Ovest da Berlino Est, senza che i leader occidentali si scandalizzino o che le multinazionali dell’informazione considerino il fatto una priorità delle loro politiche editoriali.

 

Resiste ad ancor meno analisi il fatto che gli immigranti messicani giunti illegalmente attraverso la frontiera vengano criminalizzati, mentre ai cubani, arrivati non poche volte per la stessa via o per mare e condotti da trafficanti di esseri umani, viene applicata la Ley de Ajuste che li legalizza e dà loro la possibilità di ottenere la residenza per il semplice fatto che vengono utilizzati dall’impero nella sua guerra contro la Rivoluzione Cubana.

 

La situazione domestica è divenuta una volta di più la ragione dell’ingiustizia della politica USA. Né impegni né alleati, solo voti per continuare a soddisfare gli interessi di quanto di peggio e retrogrado esprime la società nordamericana.

 

Il fanfarone George W. Bush ha dovuto cedere a questi interessi e incassare per sempre il proprio programma migratorio, che non cesserà di complicargli lo scenario politico interno. Domenica 8 settembre immigranti messicani – in rappresentanza di un totale di 12 milioni – sono scesi in strada per protestare contro la costruzione del Muro dell’infamia, in un’azione che si potrebbe ripetere e crescere come una palla di neve.

 

Sia da una parte che dall’altra si alzano voci contro la decisione del Congresso e dell’Esecutivo nordamericano, tra queste quella del legislativo messicano, dove all’unanimità – fatto quasi eccezionale – gli 8 gruppi parlamentari che lo compongono hanno criticato fortemente il via libera dato all’estensione della costruzione del muro, definendola sfortunata e sbagliata e argomentando che questo non impedirà le emigrazioni illegali, bensì stimolerà l’utilizzo di vie più complicate e letali da parte di coloro che sono determinati a valicare la frontiera.

 

Lo stesso governo messicano ha manifestato la sua contrarietà perchè la misura "ferisce" i rapporti bilaterali.

 

Intanto il capo dei democratici nel Senato, Harry Reid, ha espresso il suo disaccordo avvertendo saggiamente: "Possiamo costruire il muro più alto del mondo, ma questo non metterà in ordine il nostro fallimentare sistema d’immigrazione".

 

La Commissione messicana dei Diritti Umani ha sottolineato che tale misura stimola l’aumento del "crimine organizzato lungo le frontiere, più insicurezza, più violenza sordida, più morti di immigranti".

 

Solo nei sei anni della presidenza Fox 3,5 milioni di messicani hanno valicato illegalmente la frontiera e 2.000 di questi hanno perso la vita, senza contare le morti non registrate ufficialmente.

 

Il muro è stato approvato. L’Imperatore ha firmato la decisione dei legislatori. Il 40% della frontiera Messico - USA verrà fortemente custodito anche con l’utilizzo di tecnologie come i radar di terra, le telecamere a raggi infrarossi, gli aerei senza equipaggio e un pattugliamento militare che non avrà compassione.

 

Si stanno rafforzando i settori di California, Arizona, Nuovo Messico e Texas. 1,2 miliardi di dollari verranno utilizzati in un primo momento per la sua costruzione, il cui prezzo è valutato in più di 6 miliardi di dollari. Solo le zone spopolate e inospitali non verranno fortificate. Lì la morte sarà sicura e inevitabile.

 

Pochi parlano del nocciolo della questione. Gli illegali messicani verranno trattati come criminali e terroristi perchè la costruzione del muro continuerà (sono già stati eretti 120 km), con la giustificazione della sicurezza nazionale nordamericana, quella che dall’11 settembre serve da patente di corsaro a Washington per le sue peggiori fellonie planetarie.

 

Quello che l’impero e i suoi governi della regione, come quello di Fox, tacciono è che questi immigranti sono l’espressione concreta delle disuguaglianze economiche tra gli Stati Uniti e i loro vicini, conseguenza dell’imposizione di un modello che ha impoverito ed escluso storicamente i latinoamericani nella loro stessa terra e per i quali, come qualcuno ha anticipato, il Nord del Rio Bravo è diventato l’unica opzione possibile.