23 ottobre 2007 - Percy Francisco Alvarado Godoy* www.prensa-latina.it

 

 

 

 

Che, l'uomo nuovo

 

ed i Cinque Eroi 

 

 

Uno dei grandi meriti del Che è che fu il creatore di un insieme di idee, scientificamente basate sull'uomo del secolo XXI, cioè, l'uomo nuovo. Per lui, questo uomo sarebbe il risultato della formazione di abitudini che l'eleverebbero ad un piano superiore come rivoluzionario e lo trasformerebbero nel  centro

e nel principale protagonista della costruzione del socialismo ed il comunismo. Tutto, ovviamente, sulla base del ruolo dell'uomo dentro le relazioni sociali di esistenza ed il miglioramento delle stesse sul piano materiale e spirituale.

Per il Che, questo uomo deve manifestare in ogni momento un alto livello di patriottismo la cui espressione più pura ed elevata è l'amore profondo all'umanità stessa, la patria grande; deve, inoltre, avere una piena vocazione intellettuale che lo porti ad investigare permanentemente la realtà che lo circonda; mostrare in ogni momento una genuina volontà e predisposizione al sacrificio a beneficio degli altri, spogliandosi di ogni individualismo e fare sfoggio di una profonda sensibilità ed umanesimo senza macchia; deve essere un infaticabile difensore della giustizia e sentire in carne propria il dolore degli altri uomini; deve essere un esempio da imitare, mostrando eroismo davanti all'avversità e fare sfoggio di una volontà di acciaio e di un carattere forte e deciso; deve mostrare in qualsiasi momento il dissenso e la disposizione a trasformare tutto quello che meriti essere invertito a beneficio degli altri; deve essere un solidale incondizionato col dolore e con le aspirazioni degli altri uomini, allo stesso modo deve essere disposto ad offrirsi incondizionatamente per rendere possibili i suoi sogni di libertà; e deve, infine, mostrarsi tenero e delicato coi suoi cari, mostrando un'ammirabile cavalleria ed un amore senza limiti.

Nel testo inviato a Carlos Quijano, Direttore del settimanale "Marcha", di Montevideo, il Che espone alcuni di questi concetti:

.il rivoluzionario vero è guidato da grandi sentimenti di amore. È impossibile pensare ad un rivoluzionario autentico senza questa qualità...

.bisogna avere una gran dose di umanità, una gran dose di senso della giustizia e della verità.

.tutti i giorni bisogna lottare perché questo amore per l'umanità vivente si trasformi in fatti concreti, in atti che servano da esempio, da mobilitazione...

.l'internazionalismo proletario è un dovere ma è anche una necessità rivoluzionaria. Così educhiamo il nostro popolo...

.la rivoluzione si fa attraverso l'uomo, ma l'uomo deve forgiare giorno per giorno il suo spirito rivoluzionario...

.il nostro sacrificio è cosciente; è una quota per pagare la libertà che costruiamo...

Della concezione del Che sull'uomo nuovo si evidenziano due verità essenziali:

1) non c'è rivoluzione vera se non si realizza in lei la creazione e la formazione di questo uomo nuovo e

 

2) se il prodotto di questa trasformazione non arriva ad essere un uomo il cui simbolo distintivo sia la solidarietà, l'umanesimo, la dedicazione totale alle sue idee e la predisposizione al sacrificio.

Hanno fatto molto la Rivoluzione Cubana ed i suoi dirigenti per creare questo uomo nuovo del quale parlò il Che. La prova più eloquente di questo impegno la costituiscono, non si può negarlo, i nostri Cinque Eroi prigionieri dell'Impero. In loro si materializza pienamente la concezione guevariana dell'uomo nuovo e superiore.

Quando il Che fu assassinato in Bolivia, i nostri eroi erano appena bambini o adolescenti: Gerardo Hernandez nacque il 4 giugno 1965, due anni prima della morte fisica del Che; René Gonzalez è nato il 13 agosto 1956, ed aveva appena 11 anni di età quando è accaduto il crimine de La Higuera; Ramon Labañino nacque il 9 giugno 1963, quattro anni prima; Fernando Gonzalez il 18 agosto 1963, quattro anni prima; ed Antonio Guerrero nacque 16 ottobre 1958, contando con nove anni di età quando è accaduto questo triste avvenimento.

Che cosa rese possibile, allora, che questi Cinque uomini meravigliosi potessero incarnare in maniera speciale il modello di uomo desiderato dal Che? Sicuramente, senza dubbio, il fatto di essere stati formati da una rivoluzione vera e che loro, in se stessi, fossero genuini artefici di questa elevata condizione di rivoluzionario.

Oggi si vede in loro, mostrando un'ammirabile solidità di convinzioni rivoluzionarie, un'invidiabile predisposizione al sacrificio e, soprattutto, una tenace forza di principi davanti alla più ingiusta avversità.

E allora cercatemi, dunque, un modello di umanesimo da imitare, di dedicazione disinteressata alla causa degli altri, di sensibilità senza indugi e di ottimismo, e non ci sarà maniera migliore di trovarlo che conoscendo meglio questi uomini!

Né  le condanne  ingiuste che  stanno soffrendo,  né l'isolamento  né la

crudele prigione, né la separazione assurda dai loro cari, potranno vincere questi uomini nuovi coi quali sognò più di una volta il nostro indimenticabile Che.

 

* l'autore è uno scrittore guatemalteco residente a Cuba, conosciuto come l'agente Fraile della Sicurezza Cubana - traduzione Ida Garberi