2 giugno 2007 ľ J.G.Allard www.granma.cubaweb.cu

 

Il MÚnard di Caracas Ú lo

stesso di Baghdad?

 



 


Il segretario generale di Reporter Senza Frontiere (RSF), Robert MÚnard, che Ú sbarcato a Caracas per offendere le autoritÓ bolivariane, Ŕ lo stesso individuo che non titubava nel riunirsi, giorni addietro, col Presidente del governo burattino dell'Iraq, in un incontro ameno dove non ha espresso la minima critica verso le forze di occupazione nordamericane.

A Caracas, il ben conosciuto impiegato dell'Agenzia degli Stati Uniti per lo Sviluppo Internazionale (USAID) e della Fondazione Nazionale per la Democrazia (NED) che mantiene la sua contabilitÓ segreta all'ombra della CIA, ha qualificato come una "mascherata" la decisione del Tribunale Superiore di Giustizia del Venezuela (TSJ) sul caso della televisione oppositrice RCTV.

A Baghdad, lo stesso segretario perpetuo di RSF, si Ú limitato ad informare il presidente Jalal Talaban che 170 giornalisti hanno perso la vita "dall'inizio della guerra in Iraq".

L'assenza di attacchi verso il governo iracheno e di denunce dell'occupazione statunitense caratterizzano i comunicati emessi da RSF dalla sua sede parigina.



DUE ANTECEDENTI UMILIANTI
 


Robert MÚnard e la sua macchina propagandistica hanno due antecedenti abbastanza schifosi per ci˛ che riguarda il dossier iracheno.

Nel novembre 2005, la pseudo ONG francese era stata denunciata, a Parigi, per negare qualunque aiuto ad un rispettato giornalista iracheno, selvaggiamente sequestrato, a Baghdad, per ordine di John Negroponte.

Abdul Jabbar Al Koubeissi fece rientro nel suo paese dopo l'intervento USA, quando le nuove autoritÓ proclamarono che c'era spazio per una stampa "libera."

Al Koubeissi creˇ, allora, un giornale, il Grido della Nazione, ed incominci˛ a pubblicare articoli per esigere l'uscita delle truppe di occupazione e la liberazione definitiva del paese.

Il 4 settembre 2004, la sua casa fu circondata da blindati, elicotteri ed alcuni centinaia di soldati nordamericani, che perquisirono la sua abitazione e lo sequestrarono. Per mesi, la sua famiglia visse nell'angoscia di non sapere che sorte gli fosse occorsa.

In seguito si Ú saputo che l'ordine dell'arresto veniva direttamente dall'ufficio di John Negroponte, il boia dell'Honduras, allora ambasciatore degli Stati Uniti ed oggi sottosegretario di Stato.

Al Koubeissi fu finalmente liberato nel 2006, grazie a vari interventi, nessuno di RSF, e ora vive  a Parigi.

Non era la prima volta che Robert MÚnard era denunciato per la sua compiacenza con le autoritÓ militari e polizieschi statunitensi.

Nel 2004, la famiglia del cameraman spagnolo JosÚ Couso, denunci˛ che RSF aveva grossolanamente truccato una relazione sulla morte del giovane reporter nel hotel Palestina di Baghdad, col proposito evidente di coprire l'esercito statunitense. Couso morý vittima di un sparo assassino di un carro armato del Pentagono.
 


DA HAITI A TAIWAN,

PASSANDO PER MIAMI



RSF non perde un'opportunitÓ di aiutare gli Stati Uniti. Si ricorda come RSF ha appoggiato il suo padrone al Vertice sull'informazione di Tunisi, nel suo rifiuto di una proposta per consegnare all'ONU il controllo sul funzionamento della rete delle reti, Internet.

Il segretario a vita dell'organizzazione, Robert MÚnard, ha riconosciuto, anni fa, di ricevere fondi dal governo nordamericano attraverso l'USAID e la NED, due strumenti di propaganda dell'apparato di ingerenza imperiale.

La sua implicazione nel golpe nordamericano contro il presidente ArÝstide, di Haiti, rimane come uno degli allori della sua traiettoria di sottomissione a Washington.

Tra le sue ultime imprese che non si pubblicano a Parigi, MÚnard ha accettato, alcune settimane fa, un premio di 100000 dollari dalle mani del presidente taiwanese, Chen Shui-bian. Taiwan Ŕ, notoriamente, un modello di democrazia e di libertÓ di espressione.

Gli attacchi di MÚnard contro Cuba sono giÓ un'abitudine dell'organizzazione milionaria, con un bilancio di circa cinque milioni di euro.

Consociata alla mafia cubano americana di Miami, RSF sta, da anni, accoppiata alla SocietÓ Interamericana della Stampa (SIP), il cartello continentale dei padroni della stampa commerciale.