28 novembre '08 - www.radiocittaperta.it (Misna)

 

WASHINGTON ‘PUNISCE’ LA PAZ?

TARIFFE RIDOTTE PER ESPORTAZIONI

 

     

 

Il governo di La Paz ha avviato contatti con Venezuela e Brasile alla ricerca di mercati alternativi, dopo la decisione della Casa Bianca di sospendere le preferenze doganali accordate ai prodotti boliviani esportati negli Stati Uniti.

 

Il Dipartimento di stato americano ha comunicato ufficialmente che a partire dal 15 dicembre la Bolivia resterà esclusa dalla cosiddetta ‘Legge di preferenza doganale andina e sradicamento delle droghe’ (ATPDEA), di cui continueranno invece a beneficiare Perù, Colombia ed Ecuador; secondo le prime stime, le perdite per l’economia più povera dell’America Latina potrebbero raggiungere i 67 milioni di dollari.

 

La decisione di Washington, annunciata già alcune settimane fa e ora formalizzata, è stata ufficialmente motivata dalla “mancanza di cooperazione della Bolivia con gli Stati Uniti nella lotta al narcotraffico”: il governo di La Paz l’ha definita invece in più occasioni “del tutto politica” e una “rappresaglia” per la recente espulsione dell’ambasciatore USA Philip Golberg, seguita da quella del programma di aiuti americano USAID e dell’agenzia anti-droga ‘DEA’, accusati di ripetute ingerenze nella vita politica boliviana e di sostegno all’opposizione conservatrice.

 

Il governo ha anche contestato la presunta mancanza di efficacia dei suoi programmi anti-droga presentando un suo rapporto che certifica la diminuzione delle piantagioni illegali, mentre le forze speciali di lotta al narcotraffico (FELCN) hanno annunciato un ‘record storico’ di sequestri di cocaina che ha superato dall’inizio dell’anno le 27 tonnellate.

 

L’Organizzazione degli stati americani (OSA), di cui fanno parte anche gli USA, aveva sollecitato la Casa Bianca a non privare la Bolivia dei benefici doganali, avvertendo che in caso contrario avrebbe messo a rischio molte piccole industrie e almeno 50000 posti di lavoro.