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Dichiarazione dell’Assemblea

Nazionale del Poder Popular

 

13 settembre 2010 - www.granma.cu

 

Ai Parlamenti ed ai popoli del mondo:

 

Questo 12 settembre del 2010, si compiono 12 anni d’ingiusta reclusione, nelle prigioni nordamericane, di Gerardo Hernández Nordelo, Ramón Labañino Salazar, Antonio Guerrero Rodríguez, Fernando González Llort e René González Sehwerert.

 

Dal loro arresto e durante tutto il lungo e manipolato processo giudiziario, nel quale si stabilirono smisurate condanne, includendo l’ergastolo  per due di loro e due ergastoli per un terzo, questi Cinque cubani hanno affrontato i maggiori ostacoli per ottenere i propri diritti e sono stati sottoposti a crudeli castighi, includendo lunghi periodi in isolamento e la proibizione di ricevere le visite delle mogli, nei casi di Gerardo e di René.

 

Durante questi anni il nostro popolo, assieme ai loro familiari, abbiamo denunciato questa ingiustizia e lottato per la loro liberazione, convinti della loro innocenza, perchè la loro sola, ma importante missione in questo paese, era controllare i gruppi terroristici che per più di cinquantanni hanno agito impunemente contro Cuba. Niente di quello che hanno fatto ha mai posto a rischio la sicurezza degli Stati Uniti. Questo lo sanno molto bene le autorità nordamericane ed è anche stato riconosciuto durante il processo dallo stesso Pubblico Ministero e da alti capi militari del paese.

 

Se ci volesse una sola ragione per dimostrare tutta l’ingiustizia ed il revanscismo contenuti in questo caso, al di là della loro provata innocenza, basterebbe ricordare che negli ultimi decenni nessun’altra persona in questo paese, accusata con prove, della pratica di spionaggio, ed anche vincolata ad azioni armate violente contro gli Stati Uniti, ha ricevuto così forti condanne, ed in nessun caso l’ergastolo, e molti dei conddanati sono già stati liberati.

 

Dopo 12 anni, quando dopo il rifiuto della Corte Suprema di rivedere i casi, sono finite tutte le possibilità nell’ordine legale, la situazione di questi Cinque nostri fratelli rimane estremamente difficile, e mentre a tre di loro sono state leggermente modificate le condanne, Gerardo Hernández continua ad essere recluso in condizioni di massima sicurezza con due ergastoli e quindici anni di condanna.

 

Riferendosi alla necessità della solidarietà per ottenere giustizia, il noto avvocato nordamericano Leonard Weinglass, uno degli avvocati difensori dei Cinque, ha affermato: “Il peggio che può passare ad uno dentro il sistema di giustizia nordamericano è l’essere solo. La solidarietà è necessaria non per intimidire la Corte, ma per indicare che il mondo sta vigilando e che si devono rispettare le leggi”.

 

Siamo sicuri che la lotta per la loro liberazione, alla quale si sono sommati popoli, organizzazioni sociali, politiche, di professionisti, governi e parlamenti di tutto il mondo, è un gesto singolare di solidarietà con questa giusta causa e continuerà a crescere. Oggi è più che mai necessario esigere all’amministrazione degli Stati Uniti che ponga fine a questa ingiustizia e liberi già questi Cinque Cubani.

 

Assemblea Nazionale del Poder Popular