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L’entrata di Fidel a l’Avana

 

10 gennaio 2011 - Pausides Cabrera Balbi www.granma.cu

 

L’arrivo del Comandante in Capo Fidel Castro nella capitale, al fronte della Carovana della Libertà è stata replicata simbolicamente nel municipio del Cotorro, nei punti in cui i liberatori fecero brevi soste.

 

Veterani della carovana e attuali combattenti, pionieri e studenti, assieme alla popolazione locale, si sono riuniti nella  Empresa de la Goma “Julio Antonio Mella”, e nel fabbrica di birra “Guido Pérez”, per ricordare lo storico evento che appassionò l’Avana 52 anni fa.

 

I Generali di Brigata Delsa Esther Puebla, e Rolando Kindelán Bles, direttrice dell’Ufficio d’Attenzione al Combattente, e presidente della Associazione dei Combattenti nella capitale, rispettivamente, hanno guidato la colonna, sino al suo arrivo all’antica fabbrica di birra Hatuey.

 

Gli studenti hanno dedicato un momento culturale agli otto  partecipanti alla carovana presenti alla cerimonia ed una corona di fiori ai martiri  caduti nello sciopero del 9 aprile.

 

Juan Nuiry, attuale presidente della Cattedra Universitaria José Antonio Echeverría, ha scambiato ricordi di quella giornata indimenticabile ed ha riferito aneddoti avvenuti lungo il percorso con Fidel ed i suoi accompagnatori, da Santiago di Cuba a L’Avana.

Rafael Tejí, nato a Bayamo, aveva  18 anni e ricorda chiaramente il passaggio per il Cotorro, ed afferma che nonostante il passare del tempo non dimenticherà mai l’allegria della popolazione nè il calore ricevuto in quella fredda mattina.

 

Roger Peña Hernández, con i suoi genitori, faceva parte della carovana ed aveva solo cinque anni, ma ricorda che chiese a suo papà perchè alcuni piangevano, e sua mamma gli disse: “Perchè sono quelli che provano più felicità”.

 

Una Carovana eternamente

verde olivo

 

 

8 gennaio 2011 - H.Arturo www.granma.cu

 

 

Foto: Burt GlinnL’alba di giovedì 8 gennaio del 1959. L’Avana, come tutta Cuba, da una settimana è verde olivo e barbe, fucili e capelli lunghi, berretti e cappelli , bracciali e bandiere, migliaia di bandiere cubane nelle piazze e nei parchi, sui balconi, sui veicoli e nelle mani di uomini e  donne, giovani e anziani, bambini, bianchi, neri, mulatti...

 

La Patria è libera finalmente, dopo quasi 400 anni di dominio straniero e di governanti locali che avevano  imparato a memoria la parola “yes”.

 

Dall’indomita Santiago di Cuba sino alla Capitale, milioni di cubani gridano viva ai vincitori e gridano viva a Fidel, il cui nome significava già combattimenti e vittorie.

 

Più tardi, nella più grande fortezza militare del paese, l’antica caserma Colombia, Fidel parla al popolo che è il suo popolo. Alcune colombe, simbolo universale della pace, si posano sulle sue spalle dove brilla la stella di Comandante in Capo. 

 

Chiede al leggendario Camilo se va bene, e in mezzo all’enorme allegria di tutti per la libertà conquistata, afferma una frase profetica: “Non crediamo che d’ora in avanti tutto sarà più facile. D’ora in avanti tutto sarà più difficile!”

 

Sapeva che di fronte c’era il poderoso nemico di tutto e di tutti, le cui bombe criminali erano già cadute nel 1957 sull’umile casa del contadino  della Sierra, Mario, quando ancora era sconosciuto il termine così attuale di “danno collaterale”.

 

Immediatamente si svilupparono i piani yankee per distruggere la Rivoluzione trionfante, piani che in questo mezzo secolo hanno toccato tutta la gamma dei possibili e degli impossibili, senza altri risultati che fallimenti dopo fallimenti.

 

Così tra pericoli costanti e reali, celebriamo oggi il 52º anniversario dell’entrata della Carovana della Vittoria a L’Avana!

 

E lo facciamo con la stessa unità e fiducia nel futuro di quel giorno di gennaio del 1959, analizzando e discutendo il Progetto delle Linee di Politica Economica e Sociale che sarà definitivamente approvato dal VI Congresso del nostro Partito.

 

Questo Congresso che, come ha detto Raúl, è già cominciato con questi dibattiti che mostrano ancora una volta al mondo che la nostra democrazia si può toccare con le mani.

 

Migliaia di sogni sono diventati una realtà e ancora sogniamo con più cose, cose migliori con tutti e per il bene di tutti, sempre e quando tutti andiamo avanti insieme e otteniamo, come sino ad oggi, che il  nostro socialismo, difeso con le armi in mano dal popolo nell’aprile del 1961, a poche ore dall’essere proclamato, sia eternamente irrevocabile e irreversibile,  perché così lo vogliamo la maggioranza di questo popolo che, come ha detto il poeta, è disposto a dare tutto per la libertà.

 

 

Rivelazioni: fotografie dei primi

 

giorni della Rivoluzione Cubana

 

 

8 gennaio 2011 - Osviel Castro Medel www.granma.cu

 

Una trentina di fotografie vincolate a Fidel, Camilo, e al Che nei primi giorni della Rivoluzione, con diverse inedite, sono esposte sino al 15 gennaio nell’Accademia delle Belle Arti Oswaldo Guayasamín, a Bayamo.

 

Le immagini sono state scattate dal noto fotografo Ibrahim Jacas (1930) e riflettono  momenti di trascendenza storica, come l’entrata nella Città Monumento della Carovana della Vittoria, con il Comandante in Capo al fronte, il 2  gennaio del 1959.

 

Alcune riguardano il soggiorno  di Fidel Castro a Bayamo, quando parlò ad una folla euforica riunita nei dintorni dell’ex Municipio, oggi sede dell’Assemblea del Governo Municipale.

 

La mostra, intitolata Rivelazioni, presenta anche immagini di Camilo e del Che, quando visitarono la detta Città Fiaccola, nel marzo del 1959.

 

E ancora le foto dei processi ai sicari della tirannia di Batista con le foto dell’esumazione dei resti del rivoluzionario bayamese Abigail González, assassinato da coloro. 

 

Jacas cominciò a fare il fotografo nel 1948 ed oltre a riprendere vari leader storici della Rivoluzione, ha avuto il privilegio di rivelare di recente un’istantanea in cui si vede il Che nella Sierra Maestra, che scrive appunti in  un notes.

 

All’inaugurazione di Rivelazioni,  ha partecipato Víctor Montero, noto pedagogo, che fu il presentatore di Fidel al popolo di Bayamo, 52 anni fa.

 

 

La Carovana della Vittoria

 

a Las Tunas e Camagüey

 

6 gennaio 2011 - Juan Morales Agüero - Yahily Hernández Porto www.granma.cu

 

La Carovana della Vittoria è stata ricordata nelle province di Las Tunas e Camagüey da pionieri e studenti esemplari,  che hanno commemorato il passaggio in questi territorio 52 anni fa il passaggio di Fidel e dei suoi coraggiosi barbudos in cammino verso la capitale portando bandiere e cartelloni.

 

A  Las Tunas i giovani hanno iniziato un simbolico itinerari nell’insediamento di  Cañada Honda, limitrofo con Holguín.

 

Nel paese  Calixto, del municipio di Majibacoa, si è svolta una cerimonia davanti all’obelisco dedicato all’Eroe locale, il Generale Francisco Vega.

 

La cerimonia provinciale si e svolta nella Piazza Martiana di Las Tunas  dove a nome dei suoi compagni di studi ha parlato la pioniera  Limay Betancourt con tre ex combattenti che parteciparono allora alla carovana : José Espinosa, Rafael Jorge e Olegario Barrero ed è stato confermato l’appoggio incondizionato al processo rivoluzionario con la più forte volontà di continuarlo.

 

Il tenente colonnello Roger Batista Chapman, presidente dell’Associazione dei Combattenti della Rivoluzione Cubana (ACRC) a Las Tunas, è intervenuto, citando l’indimenticabile passaggio della carovana della libertà nella città e per riaffermare che questo processo  è irreversibile e si perfeziona sempre più.

 

La cerimonia è stata chiusa da Ismael Cruz, primo segretario dell’Unione dei Giovani  Comunisti a Las Tunas, che ha parlato anche delle molteplici ed importanti missioni svolte dai giovani in appoggio alla loro rivoluzione.

 

Centinaia di giovani hanno ripercorso il passaggio dell’esercito ribelle nel territorio di Agramonte e dopo l’arrivo della carovana La giornata è terminata con una cerimonia politico culturale che ha riunito centinaia di giovani combattenti, studenti e lavoratori  e cittadini in Piazza della Libertà a Camagüey.

 

Millannis Torres Rodríguez, presidentessa dell’Organizzazione dei Pionieri José Martí in questo territorio, ha commentato che il compito maggiore di questa organizzazione è fomentare nei bambini adolescenti e giovani una cultura economica sostentata dal risparmio e la razionalità nell’uso delle risorse siamo responsabili nel mantenere la rivoluzione cubana, ha detto.

 

Nella cerimonia sono state consegnate a 52 giovani le tessere della UJC questo  onore lo ha svolto Julio César García Rodríguez, membro del Comitato Centrale e primo segretario del Partito a Camagüey.