L'UNESCO rivela che Cuba è tra i paesi

che ha investito di più nell’educazione

 

 

19 ottobre 2012 - www.granma.cu

 

 

Cuba si colloca al 16º posto nella lista elaborata dalla UNESCO, nella quale si valutano gli investimenti nell’educazione a livello globale e l’indice di sviluppo del settore. L’Isola si colloca al di sopra degli Stati Uniti, che occupano il 25º posto.

 

Herman van Hooff, direttore dell’ufficio di Educazione della UNESCO per l’America Latina ed i Caraibi, nel presentare il suo Rapporto sull’Educazione per Tutti, ha evidenziato che Cuba guida la classifica della regione su questo tema.

 

Il documento, citato da Prensa Latina, rivela che nella regione Cuba è seguita da Aruba, al 40º posto, e dall’Argentina, al 43º, mentre Venezuela e Bolivia, paesi che hanno ricevuto la collaborazione cubana nel settore, si collocano rispettivamente al 58º e 74º posto.

 

Il rapporto riferisce che la media della spesa pubblica nell’educazione in America Latina e nei Caraibi è del 4,1% del Prodotto Interno Lordo (PIL), tuttavia tale valore oscilla tra il 3% in Uruguay ed il 9,3% a Cuba, cifra che rispecchia i differenti livelli di sviluppo economico e i diversi gradi d’impegno con i programmi educativi.

 

La UNESCO denuncia l’esistenza di 61 milioni di bambini nel mondo senza educazione primaria, il 47% dei quali non la riceverà mai, assicura, ed espone la situazione estrema delle regioni dell’Africa Sub sahariana e dell’Asia Meridionale.

 

Assicura che la povertà è la principale causa del deterioramento dell’educazione nel mondo, ed in tal senso segnala l’inadempimento dell’impegno di finanziamento assunto dai paesi sviluppati del mondo durante il Vertice del G-8 nel 2005, in Scozia, Regno Unito.

 

Questa decima edizione del rapporto della UNESCO enfatizza il bisogno di fornire alle nuove generazioni una formazione di base, trasferibile e tecnico-professionale, per poter affrontare il futuro.

 

Tale diritto assicurerebbe ai giovani la preparazione indispensabile per ottenere un impiego dignitoso e partecipare pienamente nella società del futuro, ha indicato van Hooff.