Fame a Cuba?

 

 

 

29.12.2012 - Antonio Raul Capote http://eladversariocubano.wordpress.com/

 

 

Contrariamente a ciò che dice la propaganda contro Cuba dove si raffigura un paese morto di fame, con la sua gente sull'orlo della miseria, la relazione dell' Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Alimentazione e l'Agricoltura (FAO), "Lo stato dell'insicurezza alimentare nel mondo del 2012", presentato a Santiago del Cile dal funzionario capo regionale della FAO, Adoniram Sanchez. Gli unici paesi che hanno sradicato la fame in America Latina sono Cuba, Uruguay, Cile e Venezuela.

Secondo il rapporto 49 milioni di persone soffrono la fame in America Latina e nei Caraibi  non per mancanza di cibo ma perché non hanno i soldi per comprarlo.

La crescita economica nei 33 paesi della regione non ha ridotto la vulnerabilità che interessa una parte significativa della popolazione latinoamericana, tra cui 174 milioni di poveri, secondo la Commissione Economica per l'America Latina e i Caraibi (CEPAL).

La FAO ha ricordato che l'America Latina ha registrato, tra il 2011 e quest'anno, tassi di crescita superiori a quelli dell'Unione Europea e Stati Uniti, mentre si é registrato un aumento dei prezzi dei generi alimentari e delle materie prime. Ma nonostante ciò solo nove dei 33 paesi della regione hanno un tasso di prevalenza della fame al di sotto del 5% ed in 16 paesi il tasso è di oltre il 10%.

A nord del continente cattura l'attenzione la situazione della fame a Miami, una città nel sud della Florida, dove vi é una grande comunità cubana. Questa comunità è presentata a Cuba come paradisiaca nelle campagne propagandistiche contro la Rivoluzione. Il "trionfo" di Miami e il "fallimento" di Cuba.
 

http://www.elnuevoherald.com/noticias/sur-de-la-florida/story/24 ...;
28/07/2008 17:20 UTC pubblicato il 29-07-2008 02:55 UTC

 

Fame nel sud della Florida? La risposta sta nelle lunghe file ai banchi alimentari e mense per i poveri, che hanno visto il numero di clienti raddoppiato e anche triplicato quest'anno. Ma la situazione non potrebbe essere peggiore. I banchi alimentari affrontare diversi problemi: l'alto prezzo degli alimenti ha favorito un mercato secondario, dove si vendono prodotti difettosi o in prossimità della data di scadenza che precedentemente si donavano; il contributo privato si è ridotto; il costo della benzina rende difficile la raccolta e distribuzione.

Da allora, la situazione è peggiorata, a Miami il numero di persone senza fissa dimora e affamata è aumentato del 15%, dal 2007 al 2008, pari al 3% in più rispetto alla media nazionale e del 22% fino al 2012.

'Circle of Life' Resource Center (Centro di Risorse 'Circolo della Vita'), un'organizzazione no-profit, senza scopo di lucro, riferisce che a Miami-Dade County, circa 400000 persone vivono nella miseria, tra cui 140000 bambini, ossia la quarta parte della popolazione.

Come é possibile che si abbia tanta miseria nel sud della Florida, dove si spendono milioni di dollari per promuovere un'immagine cosmopolita di fronte al mondo, "Stato turistico per eccellenza", e si trova il codice postale con la più alta concentrazione di ricchezza del paese .

Il banco alimentare "Daily Bread" stima che ci sono circa 800000 persone che hanno bisogno di cibo nelle quattro contee (sudorientali della Florida da West Palm Beach a Key West)

In un sondaggio di Share
Our Strength (Condividiamo Nostra Forza), il 65% dei maestri USA dice che nelle loro aule ci sono molti bambini che arrivano così affamati che non possono imparare, aggiungendo che il problema è aumentato nel corso dello scorso anno.

Ma nel paese demonizzato dai media, al servizio dell'estrema destra yankee e dei loro lacchè, avviene tutto l'opposto. Un alto dirigente FAO ha detto il 27 novembre scorso "Le misure adottate da Cuba nell'aggiornamento del suo modello economico al fine di raggiungere la sovranità alimentare possono diventare un esempio per l'umanità".

In un'intervista con Prensa Latina, la Responsabile Principale delle Politiche dell'Ufficio Regionale dell'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Agricoltura e l'Alimentazione (FAO), Adoniram Sanchez, ha richiamato l'attenzione sul processo di distribuzione della terra nell'isola per la produzione alimentare.

 

La "strategia cubana è molto interessante, con  misure per decentralizzare la terra, collegate ad una prospettiva di sicurezza alimentare, in particolare nella parte nutrizionale, per avere la sovranità, l'autonomia sugli alimenti che produce", ha detto.

L'esperto dell'ufficio per l'America Latina e i Caraibi  ha riconosciuto che nella regione ci sono diversi modelli politici ed economici, ma mentre nel XXI secolo si sta discutendo la questione della povertà estrema, la denutrizione e la malnutrizione, Cuba ha già battuto questi mali.

"Da molto tempo, tra i 33 paesi della regione, Cuba ha sradicato la denutrizione, con indicatori impressionanti" Sanchez, che fu segretario di Agricoltura Famigliare del  Ministero dello Sviluppo Agrario del Brasile, che ha riflettuto sui risultati del paese caraibico, nonostante la politica di
blocco economico, commerciale e finanziario decretato contro di lei dagli Stati Uniti da più di mezzo secolo.

"E' un caso di estremo successo, perché Cuba ha un insieme di isole vicine che non hanno potuto arrivare a dove é arrivata Cuba, sottoposta a un blocco ingiusto, duro, ma è arrivata dove é arrivata al punto che ora la strategia di Cuba si dirige ad un altro livello: la qualità degli alimenti". (1)

Dal punto di vista della FAO, ha detto, oggi Cuba per i Caraibi è un esempio, ed è interessante che nell'area non solo metta in moto i suoi medici e il suo sostegno, ma anche i suoi nutrizionisti e la sua agricoltura.
 

 


(1) In un rapporto declassificato del Dipartimento di Stato, ID Mallory, in data 6 aprile 1960 si legge: "L'unico mezzo prevedibile per alienare il sostegno interno [alla Rivoluzione]
é attraverso il disinganno e la frustrazione basati sull’insoddisfazione e le difficoltà economiche (...) al fine di provocare la fame, la disperazione e la caduta del governo”.

 

 

Hambre en Cuba?

Por: Raúl Antonio Capote

Contrario a lo que dice la propaganda contra Cuba, donde se pinta a un país muerto de hambre, con sus ciudadanos al borde la inopia, el informe de la Organización de las Naciones Unidas para la Alimentación y la Agricultura (FAO), “El estado de la inseguridad alimentaria en el mundo 2012”, presentado en Santiago de Chile por el oficial jefe regional de la FAO, Adoniram Sánchez. Los únicos países que han erradicado el hambre en América Latina son Cuba, Uruguay Chile y Venezuela.
Según el informe cuarenta y nueve millones de personas padecen hambre en América Latina y el Caribe, pero no por falta de alimentos sino porque carecen de dinero para comprarlos.
El crecimiento económico en los 33 países de la región no ha reducido la vulnerabilidad que afecta a una parte importante de la población latinoamericana, que incluye a 174 millones de pobres, según la Comisión Económica para América Latina y el Caribe, (CEPAL).
La FAO recordó que América Latina registró entre el 2011 y este año tasas de crecimiento superiores a las de la Unión Europea y Estados Unidos, cuando se registró un alza en los precios de los alimentos y materias primas. Pero a pesar de eso sólo nueve de los 33 países de la región tienen una tasa de prevalencia del hambre menor al 5 por ciento y en 16 naciones la tasa supera el 10 por ciento.
Al norte del continente llama poderosamente la atención la situación del hambre en Miami, ciudad del sur de la Florida, donde hay una comunidad cubana numerosa. Dicha comunidad es presentada en Cuba como paradisíaca en las campañas propagandísticas contra la Revolución. El “triunfo” de Miami y el “fracaso” de Cuba.

http://www.elnuevoherald.com/noticias/sur-de-la-florida/story/24…;
28-07-2008 17:20 UTC publicado el 29-07-2008 02:55 UTC

¿Hambre en el sur de la Florida? La respuesta está en las largas filas de los bancos de comida y los comedores populares, que han visto el número de clientes duplicarse y hasta triplicarse este año. Pero la coyuntura no podría ser peor. Los bancos de comida encaran varios problemas: el alto precio de los alimentos ha fomentado un mercado secundario, donde se venden productos defectuosos o con fecha cercana a la expiración que antes se solían donar; el aporte privado se ha contraído; el costo de la gasolina dificulta la recogida y distribución.
Desde entonces, la situación ha empeorado, en Miami el número de personas desamparadas y con hambre aumentó en un 15%, del 2007 al 2008, o sea un 3% más que el promedio nacional y en un 22% hasta el 2012.
Circle of Life Resource Center (Centro de Recursos ‘Círculo de Vida’), una organización no-lucrativa –non-profit organization—informa que en el condado Miami-Dade unas 400,000 personas viven en la miseria, entre ellas 140,000 niños, o sea la cuarta parte de la población.
Cómo es posible que haya tanta miseria en el sur de la Florida, donde se gastan millones de dólares para promover una imagen cosmopolita ante el mundo, el “Estado turístico por excelencia”, y radica el código postal con la mayor concentración de riqueza del país.
El banco de comida “Daily Bread” estima que hay unas 800,000 personas con necesidades de alimentos en los cuatro condados (del sureste de la Florida, desde West Palm Beach a Key West)
En una encuesta de Share Our Strength (Compartamos Nuestra Fuerza), el 65% de los maestros de Estados Unidos dijo que en sus aulas hay muchos niños que llegan con tanta hambre que no pueden aprender”, agrega que el problema se ha incrementado durante el año pasado.
Sin embargo en el país demonizado por los medios de prensa, al servicio de la ultraderecha yanqui y sus lacayos ocurre todo lo contrario. Un alto directivo de la FAO dijo el 27 de noviembre pasado “Las medidas aplicadas por Cuba en la actualización de su modelo económico con vista a lograr la soberanía alimentaria pueden convertirse en un ejemplo para la humanidad”
En entrevista con Prensa Latina, el Oficial Principal de Políticas de la Oficina Regional de la Organización de las Naciones Unidas para la Agricultura y la Alimentación (FAO), Adoniram Sánchez, llamó la atención sobre el proceso de entrega de tierras en la isla para la producción de alimentos.
La “estrategia cubana es muy interesante, con medidas para descentralizar las tierras, vinculadas a una perspectiva de seguridad alimentaria, sobre todo en la parte nutricional, para tener la soberanía, la autonomía sobre los alimentos que produce”, expresó.
El experto de la oficina para América Latina y el Caribe reconoció que en la región existen modelos económicos y políticos diferentes, pero mientras en pleno siglo XXI se está discutiendo el tema de la pobreza extrema, la subnutrición y la desnutrición; Cuba ya venció esos males.
“Desde hace mucho tiempo, entre los 33 países de la región, Cuba erradicó la subnutrición, con indicadores impresionantes” Sánchez, quien fuera secretario de Agricultura Familiar del Ministerio de Desarrollo Agrario de Brasil, reflexionó sobre los logros del país caribeño, pese a la política de bloqueo económico, comercial y financiero decretada en su contra por Estados Unidos desde hace más de medio siglo.
“Es un caso de extremo éxito, porque Cuba tiene un conjunto de islas vecinas que no pudieron llegar a donde llegó Cuba, bajo un bloqueo injusto, duro, pero llegó donde llegó al punto que ahora la estrategia de Cuba se dirige a otro nivel: la calidad de los alimentos” 1
Desde la perspectiva de la FAO, precisó, Cuba hoy para el Caribe es un ejemplo, y resulta de interés que en el área no solo ponga en movimiento sus médicos y su asistencia, sino también sus nutricionistas y su agricultura.

1-En un informe desclasificado del funcionario del Departamento de Estado, I.D. Mallory, fechado el 6 de abril de 1960 se lee: “El único medio previsible para enajenar el apoyo interno [a la Revolución] es a través del desencanto y el desaliento basados en la insatisfacción y las dificultades económicas […] a fin de causar hambre, desesperación y el derrocamiento del gobierno”.