L’incredibile storia di cinque uomini

detenuti negli USA per aver lottato contro

il terrorismo di stampo mafioso

 

 

1.01.13 - www.giustiziapericinque.org/testi/storia.html  www.granma.cu

 

 

La storia

 

 

Dal 1959 Cuba ha subito nel proprio territorio attentati terroristici che hanno provocato 3500 morti. Il terrorismo aveva la sua centrale nella mafia di origine cubana, ostile a Castro, con sede a Miami.

 

Durante il governo Clinton ci fu un accordo fra USA e Cuba per infiltrare i cinque poliziotti (agenti antiterrorismo) nella mafia di Miami per controllare ed impedire l’attività dei gruppi terroristici di stampo mafioso che nel territorio degli Stati Uniti progettavano ed attuavano attentati, non solo contro Cuba.

 

I cinque entrano nella mafia di Miami per sconfiggerla d’accordo con l’FBI. Viene loro affidato un compito istituzionale per mettere a nudo le reti di criminali. I cinque agenti si fanno passare come terroristi per cui vengono in contatto con i terroristi veri finanziati dalla mafia cubana. Alcuni attentati vengono sventati grazie alle loro segnalazioni. Accusati di spionaggio vengono arrestati nel 1998.

 

 

I reati contestati

 

 

Gerardo Hernandez è stato accusato di assassinio per aver procurato la caduta (il 24 febbraio 1996) di due aerei da turismo dell’organizzazione terroristica con 73 morti. L’accusa, pur non essendo riuscita a provare nulla, lo ha ugualmente dichiarato colpevole.

 

Gerardo Hernandez, Ramon Labanino e Antonio Guerrero sono stati accusati di attività di spionaggio contro gli Stati Uniti. Le testimonianze a loro favore di vari esperti ed autorità statunitensi, come l’ex direttore dell’agenzia di Intelligence del Pentagono(teste della Procura) hanno riconosciuto che gli accusati non avevano realizzato spionaggio contro gli Stati Uniti; ma nonostante questo sono stati condannati.

 

Tutti e cinque gli agenti (i tre citati + Fernando Gonzales e Renè Gonzales) sono stati denunciati e condannati perché “agenti non registrati di un governo straniero”. Ma se teniamo conto del lavoro cui erano stati chiamati, non era possibile che i Cinque si qualificassero come agenti del governo cubano.

 

 

Violazioni del giusto processo

 

 

I Cinque sono stati sottoposti ad un giudizio manipolato nella città di Miami, città completamente ostile e fortemente influenzata dalla mafia di origine cubana, per cui è stato impossibile realizzare un processo giusto ed imparziale nel rispetto delle leggi degli stati Uniti e del Diritto Internazionale. I settori anticubani si sono scatenati in una intensa e falsa campagna propagandistica per impressionare l’opinione pubblica di Miami oltre che la giuria. Questa situazione è stata reiteratamente denunciata dagli avvocati della Difesa i quali hanno presentato varie istanze di richiesta per un cambio di sede processuale che sono state respinte. Durante tutto il processo le autorità hanno ostacolato il lavoro della difesa ritardando e limitando l’accesso al solo 20% della documentazione sospettosamente classificata come segreta. Ancora cinque anni più tardi si impedisce alla difesa di accedere a queste migliaia di documenti per sostenere il processo di appello.

 

 

Condanne sproporzionate ed ingiuste

 

 

Ledendo l’art. 14 del Patto Internazionale dei Diritti Civili e Politici delle Nazioni Unite il giudice, dopo un processo illegittimo, che non ha accettato nessuna delle attenuanti della difesa ed ha per contro applicato tutte le aggravanti della Procura, ha emesso le seguenti sentenze:

 

Gerardo Hernandez: 2 ergastoli per cospirazione allo scopo di commettere assassinio di 1° grado e spionaggio + 15 anni per documentazione falsa ed agente straniero senza previa dichiarazione alla Procura degli stati Uniti.

 

Ramon Labanino: ergastolo per l’accusa di cospirazione allo scopo di compiere spionaggio + 18 anni per le accuse di cospirazione allo scopo di compiere attività delittuosa contro gli Stati Uniti e per documentazione falsa ed agente straniero senza previa dichiarazione alla Procura degli stati Uniti.

 

Antonio Guerrero: ergastolo per l’accusa di cospirazione allo scopo di compiere spionaggio + 10 anni per le accuse di cospirazione allo scopo di compiere attività delittuosa contro gli Stati Uniti e agente straniero senza previa dichiarazione alla Procura degli stati Uniti

 

Fernando Gonzalez: 19 anni di carcere per le accuse di cospirazione allo scopo di compiere attività delittuosa contro gli Stati Uniti , per documentazione falsa ed agente straniero senza previa dichiarazione alla Procura degli stati Uniti.

 

Renè Gonzalez: 15 anni di carcere per le accuse di cospirazione allo scopo di compiere attività delittuosa contro gli Stati Uniti ed agente straniero senza previa dichiarazione alla Procura degli stati Uniti.

 

 

Violazione dei diritti umani

 

 

Il Governo degli Stati Uniti ha ostacolato sistematicamente le visite delle madri, delle mogli e dei figli dei prigionieri, la qual cosa costituisce una sanzione addizionale per loro e per i loro cari.

 

Confinati in celle di isolamento per un periodo di 17 mesi senza aver commesso alcuna colpa, i cinque agenti chiamati per combattere il terrorismo hanno ricevuto, nel periodo di detenzione, un trattamento da delinquenti comuni.

 

 

Quali gli argomenti della Difesa

davanti alla corte d’Appello

 

 

La Difesa sollecita che si annulli il giudizio e se ne celebri un altro in una nuova sede, fuori dalla città di Miami. Se la corte d’Appello di Atlanta annulla il giudizio precedente e se ne celebra uno nuovo fuori di Miami, rispettando le regole del giusto processo, si potrà contare su una giuria imparziale, che non sarà stata appesantita da pregiudizi politici e soggetta a pressioni di tutti i generi, la qual cosa permetterebbe di provare la innocenza dei cinque agenti cubani dai gravi capi d’accusa di cui sono imputati.

 

 

Deve prevalere la verità e la giustizia

 

 

Il “Comitato Italiano Giustizia per i Cinque” lancia un appello alle persone di buona volontà affinchè si aggiungano al crescente movimento di solidarietà con i cinque poliziotti cubani avviato dal corrispondente comitato internazionale cui aderiscono molti paesi dell’America Latina.

 

Il gruppo di lavoro delle Nazioni Unite, dopo aver valutato gli argomenti sottoposti dai famigliari e dal Governo degli Stati Uniti, ha emesso il seguente parere: La privazione della libertà dei cinque patrioti cubani è arbitraria ed in contrasto con l’art. 14 della Convenzione Internazionale dei Diritti Civili e Politici, convenzione della quale fanno parte Gli Stati Uniti.

 

…” tenuto conto dei fatti e delle circostanze in cui si è celebrato il processo e il tipo di accuse e le sentenze severe comminate agli accusati/il gruppo di lavoro/ deduce che il giudizio non ha avuto luogo nel clima di obbiettività ed imparzialità che necessitano per portarlo a termine e che si compie con le norme del processo giusto…” e “…. sollecita il governo degli Stati Uniti a adottare i mezzi necessari per porre rimedio a questa situazione”.