Cuba tra Lincoln ed Obama

 

 

 

4.02.2013  - Iroel Sanchez Pubblicato in CubAhora

 

 

"Il Congresso ha tre missioni. Una, approvare leggi. Un' altra, impedire che passino. Ma la più importante consiste nell'assicurare che i problemi si prolunghino indefinitamente, che nulla si risolva completamente, che l'agenda sia piena di pendenze ... Se no, mio ​​caro amico, che facciamo qui tu ed io? Come giustifichiamo  il posto, se non tirando "in lungo" tutte le questioni". Così dice una deputata ad un collega nel romanzo 'Il trono dell'Aquila' di Carlos Fuentes, per illustrare come funziona la democrazia in Messico, qualcosa di estensibile, per altro, a molti luoghi di questo mondo che si sentono in grado di dare lezioni di democrazia.

Fuentes chiama il legislativo messicano del 2020 - data in cui si sviluppa il suo libro  - "Congresso confetti" per la divisione partitica. Ma chiunque, al leggere il pezzo della sua opera che inizia questo articolo, potrebbe pensare alla situazione che il bipartitismo USA provoca in questioni come il precipizio fiscale o la riforma migratoria e della salute.

Imporre al mondo che la democrazia é il multipartitismo, dove i politici si ricordano dei cittadini quando ci sono le elezioni e tra un periodo elettorale e l'altro servono solo coloro che hanno finanziato la loro campagna elettorale, è causa dell'esercizio di blocchi, invasioni e bombardamenti ordinati da Washington. Ma in un paese come gli Stati Uniti, dove solo l'11,7% dei lavoratori é sindacalizzato, è impossibile che come chiese Abramo Lincoln il mondo del lavoro preceda il capitale. Ancor più quando il mondo del capitale è sovra rappresentato nei poteri legislativo, esecutivo e giudiziario.

"Il capitale è il frutto del lavoro, e non sarebbe esistito senza il mondo del lavoro, che lo ha generato. Il mondo del lavoro è superiore al mondo del capitale e merita maggior considerazione" disse il liberatore di schiavi sulla cui bibbia Barak Obama ha giurato il suo secondo mandato elettorale, vinto grazie ai notevoli contributi realizzati dal "mondo del capitale".

Tuttavia Obama dopo aver evocato Lincoln -  assassinato quasi un secolo e mezzo fa -  ha accusato i leader di Cuba, dove il mondo del lavoro ancora prevale su quello del capitale, che la loro "ideologia politica ha 50 o 60 anni".

A Cuba, dove le commissioni delle candidature le presiedono i sindacati in ciascun municipio, si
eleggono questo 3 febbraio i deputati all'Assemblea Nazionale. Coloro che oggi risultano eletti avranno la responsabilità, tra l'altro, di approvare un nuovo codice del lavoro, che sarà precedentemente discusso dai lavoratori in tutto il paese, come prima è successo  con i Lineamenti Economici e Sociali che guidano i cambiamenti che si stanno producendo nell'isola

La democrazia di Cuba è perfettibile, ma non funziona solo una volta ogni quattro anni, e sarà migliore nella misura in cui ottiene rappresentare, in modo più efficace, nelle sue organizzazioni politiche, dei  lavoratori, degli studenti e sociali, e anche nelle sue legislature, le diversità presenti nella società cubana, per realizzare quell'ideale di Lincoln di
Democracy for the people, of the people and by the people (democrazia per il popolo, del popolo e dal popolo) che sembra ogni volta più lontano da coloro che pretendono darci lezioni.

 

Cuba entre Lincoln y Obama

“El Congreso tiene tres misiones. Una, pasar leyes. Otra, impedir que pasen. Pero la más importante consiste en asegurar que los asuntos se alarguen indefinidamente, que nada se resuelva por completo, que la agenda esté llena de pendientes… Si no, mi querido amigo, ¿qué hacemos aquí tú y yo? ¿Cómo justificamos la chamba, sino dándole “largas” a todos los asuntos?” Así dice una diputada a un colega en la novela La silla del águila de Carlos Fuentes, para ilustrar cómo funciona la democracia en México, algo extensible por demás a muchos lugares de este mundo que se sienten en condiciones de dar lecciones de democracia.
Fuentes denomina al legislativo mexicano del año 2020 -fecha en que se desarrolla su libro- “Congreso confeti” por la división partidista. Pero cualquiera, al leer el fragmento de su obra que encabeza este artículo, pudiera pensar en la situación que el bipartidismo estadounidense provoca con temas como el precipicio fiscal o las reformas migratoria y de salud.
Imponer al mundo que democracia es pluripartidismo, donde los políticos se acuerdan de los ciudadanos cuando hay elecciones y entre un período electoral y otro sólo sirven a aquellos que le financiaron la campaña, es motivo para el ejercicio de bloqueos, invasiones y bombardeos ordenados desde Washington. Pero en un país como Estados Unidos, donde sólo el 11,7% de los trabajadores está sindicalizado, es imposible que como pidió Abraham Lincoln el mundo del trabajo anteceda al capital. Más cuando el mundo del capital está sobrerepresentado en los poderes legislativo, ejecutivo y judicial.
“El capital es el fruto del trabajo, y no hubiera existido sin el mundo del trabajo, que lo creó. El mundo del trabajo es superior al mundo del capital y merece la mayor consideración”, planteó el libertador de esclavos sobre cuya biblia Barack Obama ha jurado su segundo período electoral, ganado gracias a las jugosas aportaciones realizadas por “el mundo del capital”.
Sin embargo, Obama luego de evocar a Lincoln -asesinado hace casi siglo y medio- ha acusado a los dirigentes de Cuba, donde el mundo del trabajo aun prevalece sobre el del capital, de que su “ideología política tenga 50 o 60 años”.
En Cuba, donde las comisiones de candidatura las presiden los sindicatos en cada municipio, se eligen este 3 de febrero los diputados a la Asamblea Nacional. Quienes hoy resulten electos tendrán a su cargo, entre otras tareas, aprobar un nuevo Código del trabajo que previamente será debatido por los trabajadores en todo el país, como antes sucedió con los Lineamientos Económicos y Sociales que guían los cambios que se están produciendo en la Isla.
La democracia de Cuba es perfectible, pero no funciona sólo una vez cada cuatro años, y será mejor en la medida en que logre representar más efectivamente en sus organizaciones políticas, de trabajadores, estudiantiles y sociales, y también en sus legislaturas, la diversidad presente en la sociedad cubana, para realizar ese ideal de Lincoln de Democracy for the people, of the people and by the people que cada vez parece estar más lejos de quienes pretenden darnos lecciones. (Publicado en CubAhora)