La cecità di una rinnegata

 

 

9.01.2013 - Arthur Gonzalez http://heraldocubano.wordpress.com

 

 

Lo scorso 01/01/13 la multi-premiata blogger ufficiosa di Washington, Yoani Sánchez Cordero, ha pubblicato un articolo intitolato "In questo 2013: ragioni per fermarsi".  E' un peccato che questa presunta donna di successo abbia una tanto scarsa conoscenza della storia, dell'economia e della politica, qualcosa che ha già dimostrato durante la sua intervista con il noto giornalista francese Salim Lamrani.

Come se descrivesse un'apocalisse della situazione dell'emigrazione cubana attuale la signora Sanchez sembra non sapere o ricordare che la popolazione dell'isola di Cuba si formò attraverso l'immigrazione spagnola, africana, cinese, libanese, siriana e polacco-ebraica e di molte altre nazionalità. Forse a causa della sua origine sociale e dove ha vissuto fino alla sua giovinezza, in un quartiere quasi marginale, non ha avuto alcun contatto con la reale società cubana.

Non sono un segreto per nessuno le ondate di spagnoli, aumentate a partire dagli anni venti, che sono arrivate a Cuba alla ricerca di un miglioramento economico, come fanno oggi molti europei, tra cui giovani spagnoli verso altri paesi d'Europa e anche Asia e America Latina, poiché la gravissima crisi economica in cui vivono li fa cercar sollievo lontano da casa, cosa che Yoani non è obbligata a fare per i
forti finanziamenti ricevuti attraverso premi immeritati che cercano nascondere i suoi servizi alla CIA e al governo degli Stati Uniti nel suo lavoro sovversivo contro il
proprio paese, e anche l'illegale lavoro di corrispondente che le ha dato il quotidiano "El País", mentre fa forti i tagli di personale, professionale e veramente qualificato.

Ciò che non dice la blogger
ufficiosa USA é che Cuba, da 50 anni, subisce una guerra economica stabilita nel Programma Cuba, del governo degli Stati Uniti in collaborazione con la CIA, per evitare che il governo  rivoluzionario cubano possa soddisfare le necessità economiche del suo popolo, qualcosa che si trova nei documenti declassificati USA; né del programma di sabotaggi di tutta l'economia cubana che ha progettato il governo USA, dal 1962, dove contemplò la distruzione dell'industria elettrica, del petrolio, del cemento, nichel, dello zucchero, manifatturiera e delle scarpe, più altre di minor grandezza che producevano per il popolo, qualcosa anch'esso oggi declassificato.

Penosa professione ha scelto la signora Sanchez di essere il portavoce dell'impero yankee, che uccide persone innocenti durante i bombardamenti indiscriminati nelle sue guerre ingiustificate e cariche di menzogne al fine di occupare paesi, nel migliore stile napoleonico.

Non una parola di solidarietà con il popolo spagnolo o greco che patiscono da anni di una insormontabile crisi economica che lascerà senza sogni giovani e adolescenti, in mancanza di risorse per raggiungere un livello professionale pari a quello che hanno oggi i cubani che viaggiano per cercare altri orizzonti e che in pochi, purtroppo, possono esercitare, in altri paesi, la professione raggiunta nell'isola. Sarebbe bello se lei potesse vedere come medici, ingegneri, avvocati, economisti lavorano in bar e ristoranti negli Stati Uniti, assistono anziani o tagliano erba nei giardini di persone che non avranno mai la possibilità di avere il loro livello di istruzione, perché non hanno potuto pagare una facoltà universitaria, mentre a Cuba non costa un centesimo arrivare ad una classe di un centro di istruzione superiore.

Ciò che non dice la blogger ufficiosa USA è che a Cuba si vive con limitazioni economiche ma con una sicurezza medica e sociale che mai avranno quelli che otterranno un visto per recarsi in un altro paese, qualcosa di molto difficile per i cittadini normali che non contano sull'appoggio della CIA o  governo yankee.

Oggi in qualsiasi città USA gli emigranti sono l'ultima carta del mazzo ed inoltre hanno sempre la possibilità di morire sotto i colpi di una mente squilibrata che acquista liberamente un arsenale di armi per assassinare a sangue freddo giovani studenti.

Forse è per questo che lei non è di quelle che si raccomandano agli dei sulla scala dell'aereo, perché è di  quelle persone che dicono "fai come io dico e non come io  faccio".

 

 

La ceguera de una renegada

Arthur González http://heraldocubano.wordpress.com

El pasado 01.01.2013 la multipremiada bloguera oficialista de Washington Yoani Sánchez Cordero, publico un artículo titulado “En este 2013: Razones para quedarse”. Lamentable resulta que esta supuesta mujer de éxitos tenga tan poco conocimientos de historia, de economía y de política, algo ya demostrado durante su entrevista con el destacado periodista francés Salim Lamrani.
Como si describiera un apocalipsis de la situación de la emigración cubana actual, la señora Sánchez parece que no sabe o recuerda que la población de la Isla de Cuba se conformó con la inmigración española, africana, china, libanesa, siria, polaca-judía y de muchas nacionalidades más. Quizás por su procedencia social y el lugar donde vivió hasta su juventud en un barrio cuasi marginal, no tuvo contacto con la verdadera sociedad cubana.
Para nadie es un secreto las oleadas de españoles, incrementada a partir de los años veinte, que llegaban a Cuba buscando mejoras económicas, como hacen hoy muchos europeos, incluidos jóvenes españoles hacia otros países de Europa e incluso de Asia y América latina, pues la gravísima crisis económica en que viven los hace buscar respiro fuera de casa, algo a lo que ella no está obligada por el fuerte financiamiento que recibe a través de premios inmerecidos que buscan escamotear sus servicios a la CIA y al gobierno norteamericano en su labor subversiva contra su propio país, e incluso la corresponsalía ilegal que le otorgó el diario “El País”, mientras hacer fuertes recortes de personal profesional y verdaderamente calificado.
Lo que no dice la bloguera oficialista de los EE.UU. es que Cuba desde hace 50 años padece de una guerra económica establecida en el Programa Cuba, del gobierno norteamericano de conjunto con la CIA, para evitar que el gobierno revolucionario cubano pueda satisfacer las necesidades económicas de su pueblo, algo que consta en los documentos desclasificados de los Estados Unidos; ni del programa de sabotajes a toda la economía cubana que diseñó ese gobierno desde 1962, donde contempló la destrucción de la industria eléctrica, del petróleo, del cemento, níquel, del azúcar, de la confección de ropas y calzado, más otras de menor tamaño que producían para el pueblo, algo que también está desclasificado hoy en día.
Penosa profesión ha escogido la señora Sánchez de ser la vocera del imperio yanqui, ese que asesina a personas inocentes durante los bombeos indiscriminados en sus guerras injustificadas y cargadas de mentiras con tal de ocupar países, al mejor estilo napoleónico.
Ni una palabra de solidaridad con el pueblo español o griego que si padecen desde hace años de una insalvable crisis económica que dejará sin sueños a jóvenes y adolecentes, al carecer de recursos para alcanzar un nivel profesional como el que poseen hoy los cubanos que viajan a buscar otros horizontes y que desgraciadamente pocos pueden ejercer la profesión que lograron en la Isla en otras tierras. Sería bueno que ella pudiera comprobar cómo médicos, ingenieros, abogados, economistas trabajan en bares y restaurantes en los Estados Unidos, cuidan ancianos o chapean hierba en jardines de personas que jamás tendrán la posibilidad de tener el nivel educacional de ellos, porque no pudieron pagar un carrera universitaria, mientras en Cuba no cuesta un céntimo llegar a un aula de un centro de altos estudios.
Lo que no dice la bloguera oficialista de los EE.UU. es que en la Isla se vive con limitaciones económicas pero con una seguridad social y médica que jamás tendrán los que pueden obtener una visa para viajar a otro país, algo bien difícil para los ciudadanos de a pies que no cuentan con el apoyo de la CIA o del Gobierno Yanqui.
Hoy en día en cualquier ciudad norteamericana los emigrados son la última carta de la baraja y además siempre tienen la posibilidad de morir bajo las balas de un desquiciado mental que compre libremente un arsenal de armas para asesinar a mansalva a jóvenes estudiantes.
Quizás por eso ella no sea de las que digan a dios en la escalera del avión, porque es de esas personas que dicen “haz lo que yo digo pero no lo que yo hago”.