Category Archives: – sovversione

Bolivia, il Paese che non c’è

Fabrizio Casari www.altrenotizie.org

Un Paese dove il legittimo presidente è costretto all’esilio e un’illegittima figura svolge il ruolo di presidente è vittima di un colpo di Stato. Quando l’esilio del Presidente è deciso dai militari c’è un colpo di Stato. Quando una qualunque parlamentare, senza il voto di nessuna delle due Camere, si autonomina Presidente ad interim con i militari che le pongono la fascia, il Paese è in preda ad un colpo di Stato. Un Paese nel quale si impedisce a Camera e Senato di riunirsi per rifiutare il voto all’impostore autonominata subisce un colpo di Stato. Un Paese dove gli elettori protestano per le strade contro il tradimento delle forze armate e della polizia e vengono uccisi a grappoli, è dove é in corso un colpo di Stato. Quando un Paese straccia di fatto la sua Costituzione è in corso un colpo di Stato. Questo paese è la Bolivia. Il suo autonominato governo è una giunta golpista.

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Bolivia non si arrende!

“Se l’oligarchia latinoamericana, inginocchiata davanti all’impero statunitense, rompe le regole del gioco ed ignora i diritti sovrani dei popoli, ci starebbero autorizzando ad attivare qualunque meccanismo per restituire ai popoli i loro legittimi diritti. Venezuela non rimane a braccia conserte davanti all’aggressione contro il popolo fratello di Bolivia”

Hugo Chavez, 12 ottobre 2006

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L’odio per l’indio

Álvaro García Linera *

Come una fitta nebbia notturna, l’odio percorre voracemente i quartieri delle classi medie urbane tradizionali della Bolivia. I loro occhi traboccano di rabbia. Non gridano, sputano; non pretendono, impongono. I loro cantici non sono di speranza né di fratellanza, sono di disprezzo e discriminazione contro gli indio. Montano le loro moto, salgono sulle loro camionette, si radunano nelle loro carnevalesche confraternite e nelle università private e vanno a caccia di indio ribelli che hanno osato togliere loro il potere.

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Bolivia: golpista Kaliman fugge negli USA con 1 milione di $

Resumen Latinoamericano

Il generale golpista che chiese le dimissioni del Presidente Evo Morales, Williams Kaliman, è fuggito negli Stati Uniti con un milione di dollari dato dal direttore aziendale dell’ambasciata yankee in Bolivia.

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Bolivia, la persecuzione golpista minaccia il Congresso

Marco Teruggi – Pagina|12

La minaccia in Bolivia ora punta il potere legislativo. Il ministro del governo di fatto, Arturo Murillo, nominato dall’autoproclamata Jeanine Añez, ha annunciato che ci sono senatori e deputati “che stanno facendo sovversione” e che i loro nomi saranno resi pubblici.

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Colpo di Stato in Bolivia: il buio è illuminato

Juan Alberto Sánchez Marín, CLEA, http://aurorasito.altervista.org

Hanno abbattuto Evo Morales, sì. E il vicepresidente García Linera, sì. E la presidentessa del Senato Adriana Salvatierra. E tutto il governo. E tutti i militanti e sostenitori del Movimento al Socialismo, MAS. E andranno da chi ancora sa dove andare e da chi rappresenta ancora qualcosa. Sì, hanno abbattuto Evo e il governo legittmamente eletto. E quando i capi del colpo di Stato non pensavano chi mettere o dove, la stessa ladina Jeanine Ánhez li ha fatti uscire dai guai e in tre minuti si proclamava presidente della Bolivia, senza giuramento, senza quorum dell’Assemblea legislativa plurinazionale.

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Benvenuti nella dittatura

Marco Teruggi  www.cubadebate.cu

“Benvenuti nella dittatura”, ha detto una signora mentre correva dai lacrimogeni, moto, camionette con giovani detenuti, moto e blindati militari. La scena è avvenuta nel centro della città di La Paz, nel pomeriggio, dopo che avevano represso la presidentessa del Senato, Adriana Salvatierra, e l’autoproclamata presidentessa Jeanine Añez aveva nominato un nuovo comando militare.

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Il controgolpe di El Alto imponeva l’autoproclamazione di Jeanine Ánhez

Mision Verdadhttp://aurorasito.altervista.org

Durante l’era coloniale, il Cerro Rico de Potosí in Bolivia fu al centro del saccheggio di enormi quantità di argento da parte dell’Europa. All’inizio di questo secolo, in particolare a Cochabamba, fu tessuto il piano di privatizzazione dell’acqua, dalla paternità delle istituzioni di Bretton Woods e il fedele sostegno dell’allora presidente Hugo Banzer. Seguendo tale linea, lo Stato boliviano del Presidente Evo Morales, fu sommerso da varie pressioni e aggressioni globali aziendali.

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Evo e la Bolivia danno fastidio all’impero

Oscar Sánchez Serra, Granma http://aurorasito.altervista.org

Se qualcuno dubita della partecipazione del governo degli Stati Uniti e dell’Organizzazione, degli Stati degli Stati Uniti (OSA) al colpo di Stato in Bolivia, dia un’occhiata all’account twitter di Trump e legga questo commento: “Questi eventi inviano un segnale forte al regimi illegittimi in Venezuela e Nicaragua…”

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La Bolivia e il ritorno della questione militare

per mano di Washington e dell’ OSA

di Alvaro Verzi Rangel (*); da: rebelion.org;

Il rovesciamento del governo popolare di Evo Morales in Bolivia conferma che la questione militare è tornata in America Latina come strumento  dei piani degli Stati Uniti per il controllo civile e politico del suo “cortile posteriore” e garanzia per l’appropriazione delle enormi ricchezze naturali della regione.

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Bolivia: due rapporti indipendenti provano che non ci sono stati brogli

www.lantidiplomatico.it

Al contrario di quanto cerca di affermare la narrazione dominante, al solito fallace per non dire mendace, in Bolivia non vi è stato alcun broglio alle elezioni per favorire la vittoria di Evo Morales. Che, bisogna ricordare, ha ottenuto ben 600mila voti in più del suo avversario più vicino, Carlos Mesa di Unidad Ciudadana. Uno degli attori del golpe, insieme al fondamentalista religioso Camacho, una sorta di Bolsonaro in salsa boliviana.

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Il golpe che venne dall’estero: geopolitica e interferenze in Bolivia

Mision Verdad, http://aurorasito.altervista.org

È incontestabile che sia Luis Camacho e Carlos Mesa, sia violenze e repressione di polizia-militari che le accompagnavano nel rovesciamento di Evo Morales, coprivano l’intero programma informativo. Tuttavia, uno sguardo rigorosamente locale potrebbe impedirci di vedere le pressioni internazionali che influenzavano in modo decisivo il campo di battaglia boliviano.

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Evo, il golpe ed il Messico

Angel Guerra Cabrera www.cubadebate.cu

L’accoglienza di Evo Morales come rifugiato politico da parte del governo AMLO fa risplendere la politica estera messicana di sovranità, autodeterminazione ed asilo per i perseguitati politici nel processo di riscatto da parte del tabasqueño (AMLO è nato nel Tabasco).

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Quando neofascismo fa rima con neoliberismo: golpe in Bolivia

Marc Vandepitte (*); investigaction.net

«Perché non c’è mai stato un colpo di Stato negli USA? Perché là non c’è un’ambasciata USA»

classica battuta in America Latina 

Domenica 10 novembre è stato perpetrato un colpo di Stato in Bolivia. L’esercito ha costretto il presidente Evo Morales, eletto nuovamente, a dare le dimissioni. Nelle strade monta la violenza. Bande armate dell’opposizione aggrediscono militanti e dirigenti del Movimento al Socialismo (MAS) di Evo Morales. Intimidiscono i giornalisti, bruciano le case dei membri del MAS, compresa quella della sorella di Evo.

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I tre giorni che hanno scosso Cuba

Rosa Miriam Elizalde

È iniziato giovedì scorso, con la presentazione della risoluzione cubana contro il blocco USA che, da 27 anni, si vota all’ONU. La giornata è stata tra le più combattute che si ricordi, con la troika USA, Israele e Brasile totalmente isolata. Bolsonaro, che ha trascinato il suo paese, per la prima volta, nella comparsa, invece di aggiungere forza, vergognosamente, le ha sottratte. Centoottantasette paesi si sono allineati con l’isola, nonostante le pressioni del governo gringo, che ha minacciato diverse nazioni con il sospendere gli aiuti economici.

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