Bolivia: due rapporti indipendenti provano che non ci sono stati brogli

www.lantidiplomatico.it

Al contrario di quanto cerca di affermare la narrazione dominante, al solito fallace per non dire mendace, in Bolivia non vi è stato alcun broglio alle elezioni per favorire la vittoria di Evo Morales. Che, bisogna ricordare, ha ottenuto ben 600mila voti in più del suo avversario più vicino, Carlos Mesa di Unidad Ciudadana. Uno degli attori del golpe, insieme al fondamentalista religioso Camacho, una sorta di Bolsonaro in salsa boliviana.

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Il golpe che venne dall’estero: geopolitica e interferenze in Bolivia

Mision Verdad, http://aurorasito.altervista.org

È incontestabile che sia Luis Camacho e Carlos Mesa, sia violenze e repressione di polizia-militari che le accompagnavano nel rovesciamento di Evo Morales, coprivano l’intero programma informativo. Tuttavia, uno sguardo rigorosamente locale potrebbe impedirci di vedere le pressioni internazionali che influenzavano in modo decisivo il campo di battaglia boliviano.

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Dichiarazione MINSAP

Il governo della Repubblica dell’Ecuador ha informato sulla decisione di considerare terminati e non volerli rinnovare, i sei accordi firmati con il Ministero di Salute Pubblica di Cuba.

La cooperazione medica cubana in Ecuador è iniziata nel 1992.

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Evo, il golpe ed il Messico

Angel Guerra Cabrera www.cubadebate.cu

L’accoglienza di Evo Morales come rifugiato politico da parte del governo AMLO fa risplendere la politica estera messicana di sovranità, autodeterminazione ed asilo per i perseguitati politici nel processo di riscatto da parte del tabasqueño (AMLO è nato nel Tabasco).

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Dichiarazione MINREX

Nelle ultime ore le autorità operanti nello Stato Plurinazionale della Bolivia hanno presentato l’idea che dei collaboratori cubani fomentano le proteste che stanno avvenendo in Bolivia, e a questo si unisce una messa a fuoco simile nelle reti sociali, attraverso account di dubbia provenienza e falsi profili che incitano alla violenza contro il personale della salute.

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Quando neofascismo fa rima con neoliberismo: golpe in Bolivia

Marc Vandepitte (*); investigaction.net

«Perché non c’è mai stato un colpo di Stato negli USA? Perché là non c’è un’ambasciata USA»

classica battuta in America Latina 

Domenica 10 novembre è stato perpetrato un colpo di Stato in Bolivia. L’esercito ha costretto il presidente Evo Morales, eletto nuovamente, a dare le dimissioni. Nelle strade monta la violenza. Bande armate dell’opposizione aggrediscono militanti e dirigenti del Movimento al Socialismo (MAS) di Evo Morales. Intimidiscono i giornalisti, bruciano le case dei membri del MAS, compresa quella della sorella di Evo.

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Viva Evo! Morales è rovesciato, ma il socialismo boliviano perdurerà

Andre Vltchek, 21st. Century Wire,

Si sono impegnati a farlo, e ‘hanno fatto, signori feudali, magnati dei mass media e altre “élite” ricche boliviane, hanno rovesciato il governo, spezzato la speranza e interrotto un processo socialista di grande successo in quello che una volta era uno dei Paesi più poveri del Sud America. Un giorno saranno maledetti dalla loro stessa nazione. Un giorno saranno processati per sedizione. Un giorno dovranno rivelare chi li ha addestrati, impiegati, trasformati in bestie senza spina dorsale. Un giorno! Speriamo presto.

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