L’offensiva di carta e la pirateria del XXI secolo: il piano di Trump contro il Venezuela

Geraldina Colotti – Pagine Esteri

Il 2025 si chiude con un parossismo mediatico che ricalca i capitoli più oscuri della storia latinoamericana. Un editoriale del New York Times, citando fonti anonime della CIA, ha diffuso la notizia di un presunto “attacco di terra” nel territorio venezuelano. Un’azienda chimica situata nello stato venezuelano di Zulia (nord-ovest), al confine con la Colombia, ha smentito le voci circolate sui social media che collegavano un incendio avvenuto la vigilia di Natale nelle proprie strutture all’annuncio del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, riguardo a un attacco contro una non meglio precisata “grande installazione” venezuelana, su cui il tycoon si era rifiutato di fornire dettagli ai giornalisti.

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La guerra degli USA contro il Venezuela è iniziata nel 2001

Vijay Prashad

Gli USA non avevano alcun problema con il Venezuela in sé, né con il Paese né con la sua vecchia oligarchia. Il problema che il governo USA e la sua classe imprenditoriale hanno riguarda il processo avviato dal primo governo del presidente Hugo Chávez.

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2025 – 2026

Che ogni compito che intraprendiamo nel 2026, dalle trasformazioni economiche più complesse al più semplice gesto di solidarietà, sia impregnato dello spirito fidelista di lotta, del suo profondo amore per il popolo e del suo incrollabile impegno per la giustizia sociale.

Questo è il popolo di Fidel e di Raúl: vincitori dell’impossibile!

Che il 2026, Anno del Centenario del Comandante in Capo Fidel Castro Ruz, ci trovi a combattere e più uniti che mai!

Viva Cuba libera!
Viva la Rivoluzione!
Vivano Fidel e Raúl!
Socialismo o morte!
Patria o morte! Vinceremo!

Miguel Díaz-Canel Bermúdez,
Primo Segretario del Comitato Centrale del Partito e Presidente della Repubblica

In un messaggio alla vigilia del nuovo anno e del sessantasettesimo anniversario del trionfo della Rivoluzione Cubana, il Presidente Miguel Díaz-Canel ha indirizzato parole di fiducia e di riconoscimento al popolo dell’isola. Attraverso il social network X, il capo di Stato ha affermato che il Capodanno a Cuba è sinonimo di vittoria, convocando tutti a rinnovare questa tradizione nel 2026, dichiarato Anno del Centenario di Fidel Castro. Díaz-Canel ha definito il popolo cubano nobile, resistente e creativo, sottolineando come esso meriti di celebrare questa ricorrenza con ottimismo e convinzione. Nel suo intervento ha anche rilanciato lo storico motto di fiducia nella vittoria di fronte alle difficoltà: “¡Venceremos!”.

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Cuba 2025: annus horribilis o punto di svolta?

Speciali – El Batazo

Cubainformación – Nel nostro ultimo programma dell’anno 2025 celebriamo il 65º anniversario dell’Istituto Cubano di Amicizia con i Popoli (ICAP) e facciamo gli auguri a tutto il suo collettivo di lavoratrici e lavoratori, a partire dal suo presidente Fernando González Llort, uno dei Cinque Eroi Cubani.

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Né corsari né pirati: la destabilizzazione come politica di Stato

La minaccia più rilevante per la pace mondiale oggi è la potenza che si autoproclama suo principale garante

Raúl Antonio Capote

Nel corso di tutto il 2025 la politica estera della Casa Bianca si è caratterizzata per l’applicazione di un programma di destabilizzazione egemonica, mettendo in evidenza che la principale minaccia alla pace mondiale emana dalla potenza che si autoproclama suo principale garante.

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