I gangster di Trump e la resistenza venezuelana

Roberto Vallepiano

 

Il 2026 si apre con l’ennesima esportazione di democrazia a stelle e strisce.

Un blitz a sorpresa della durata di mezz’ora, effettuato durante la notte, ha visto gli USA bombardare impianti elettrici, porti e basi militari di Caracas e di diverse altre città del Venezuela.

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Delcy Rodríguez: “In Venezuela c’è un solo presidente e si chiama Nicolás Maduro”

Caracas accusa Washington di una aggressione militare senza precedenti e denuncia il sequestro del presidente Nicolás Maduro e della prima combattente Cilia Flores. È questo il quadro tracciato dalla vicepresidente esecutiva del Venezuela, Delcy Rodríguez, che ha guidato una riunione straordinaria del Consiglio di Difesa della Nazione insieme ai rappresentanti dei poteri pubblici dello Stato, all’alto comando militare e alle principali autorità nazionali.

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Dichiarazione del Governo Rivoluzionario

Il Governo Rivoluzionario condanna nei termini più energici l’aggressione militare degli Stati Uniti contro il Venezuela, ribadendo al contempo in modo categorico l’assoluto sostegno e la solidarietà di Cuba con la sorella Repubblica Bolivariana e con il suo governo. Sostiene l’allocuzione della Vicepresidentessa Esecutiva, compagna Delcy Rodríguez, e appoggia la sua richiesta che il governo degli Stati Uniti fornisca una prova di vita del presidente costituzionale Nicolás Maduro Moros e della compagna Cilia Flores, così come la determinazione del governo bolivariano e chavista e del suo popolo di respingere l’aggressione e difendere la propria indipendenza e sovranità.

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Trump inizia il 2026 con la vecchia guerra aperta asimmetrica

Alex Marsaglia

Il 2025 degli Stati Uniti si è concluso con la pubblicazione del nuovo documento sulla Strategia di Sicurezza Nazionale che ha ridefinito quello che potremmo chiamare un “impero corto”, riprendendo apertamente quella che fu la Dottrina Monroe. Sempre sul finire del 2025 Trump ha chiamato alla sua corte di Mar a Lago i servi del fronte: prima Zelensky e poi Netanyahu per fare la dovuta tirata di orecchie al primo e pianificare l’assalto all’Iran con il secondo.

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Venezuela 1999-2026: un quarto di secolo sotto attacco USA e oggi sotto le bombe

Da Chávez a Maduro, il Venezuela ha resistito a ogni forma di guerra non convenzionale. Oggi, il mondo assiste al passaggio alle armi vere e al sequestro di un capo di Stato

 

Fabrizio Verde

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Dichiarazione UPEC

La sete petrolifera di un impero non può imporsi sulle aspirazioni di pace di un popolo e di una regione

 

L’America Latina, i Caraibi e il mondo intero constatano proprio ora, al prezzo più alto, il valore delle denunce preventive avanzate da diversi governi e popoli sulla voracità del Nord, oggi più sconvolto e brutale che ai tempi di Martí: gli USA non solo hanno aggredito direttamente zone di Caracas, Miranda, Aragua e La Guaira, ma, facendo valere la loro condizione di fuorilegge internazionale, hanno sequestrato il presidente legittimo Nicolás Maduro e sua moglie, Cilia Flores, che al momento sono entrati a far parte della lista infinita dei “desaparecidos” sotto credito imperiale.

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Venezuela: Trump e gli USA gettano la maschera

L’aggressione militare statunitense contro il Venezuela e l’arresto di Maduro segnano un salto di qualità nella strategia di Washington. Al di là delle alternanze tra repubblicani e democratici, emerge la continuità imperiale degli USA: controllo delle risorse, disciplina dell’America Latina, pressione su BRICS, Cina e Russia.

Articolo pubblicato su L’interferenza

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2026, la guerra che verrà

Fabrizio Casari

Il recente documento statunitense che traccia le linee strategiche della nuova Dottrina della Sicurezza Nazionale, porta con sé un nuovo corso dell’avventura imperiale globale. Ci sono differenze sensibili con l’impostazione precedentemente data dai governi di Obama e Biden e questi riguardano l’assetto tattico, le priorità generali, la collocazione di alleati, amici e nemici.

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Una persecuzione implacabile

Arthur González

Prima della fine del 2025, la Banca Centrale di Cuba (BCC) ha annunciato l’autorizzazione di una licenza all’azienda privata Cubamax Travel Inc., con sede a Hialeah, per la gestione delle rimesse verso l’Isola. Tale informazione ha provocato immediatamente una reazione da parte dell’esattore delle imposte di Miami-Dade, Florida, Dariel Fernández, il quale, da buon servitore della mafia terrorista anticubana con base a Miami, ha dichiarato la propria preoccupazione per i legami di questa impresa con Cuba, paese qualificato dagli USA come “sponsor del terrorismo”, pretesto per inasprire le misure di guerra economica, commerciale e finanziaria che impongono da 66 anni.

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Vergogna agli Stati Uniti, gloria eterna al Venezuela!

Alberto Bradanini [1]

Il vero stato canaglia del pianeta, gli Stati Uniti d’America, stanno aggredendo un paese sovrano, che nulla ha fatto contro la più grande “cosiddetta democrazia” del pianeta, guidata in questo momento da un sociopatico bisognoso di cure psichiatriche, ma in realtà teleguidato dalle grandi corporazioni private che controllano, in sequenza, lo stato profondo (Cia, Fbi, Nsa e le altre sorelle di merende), i produttori di morte (armi e virus), generali “stranamori” pronti a distruggere il mondo per sete di potere, e politici al soldo del miglior offerente.

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Padrino López: “L’attacco USA è l’oltraggio più grande mai subito dal Venezuela”

Il Ministro della Difesa del Venezuela, Vladimir Padrino López, ha condannato con fermezza quella che ha definito una “gravissima aggressione militare” da parte degli Stati Uniti, classificandola come “il più grande oltraggio” mai subito dalla nazione sudamericana. Secondo le ricostruzioni ufficiali di Caracas, nella notte di sabato aerei da combattimento statunitensi hanno sferrato un attacco missilistico su diversi punti del territorio nazionale, colpendo l’area della capitale, Caracas, incluso il complesso militare di Fuerte Tiuna, e gli stati di Miranda, Aragua e La Guaira.

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Cuba denuncia l’aggressione

«Cuba denuncia e domanda urgenza nella reazione della comunità internazionale contro il criminale attacco degli USA al  Venezuela».  Il Primo Segretario del Comitato Centrale del Partito e Presidente della Repubblica di Cuba, Miguel Díaz-Canel Bermúdez, lo ha fatto sapere dal suo muro nella rete sociale X, immediatamente dopo aver conosciuto l’attacco armato a varie città del Venezuela, all’alba di questo sabato.

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Comunicato della Repubblica Bolivariana del Venezuela

La Repubblica Bolivariana del Venezuela respinge, ripudia e denuncia davanti alla comunità internazionale la gravissima aggressione militare perpetrata dall’attuale Governo degli Stati Uniti d’America contro il territorio e la popolazione venezuelani, nelle località civili e militari della città di Caracas, capitale della Repubblica, e negli Stati di Miranda, Aragua e La Guaira. Tale atto costituisce una flagrante violazione della Carta delle Nazioni Unite, in particolare dei suoi articoli 1 e 2, che sanciscono il rispetto della sovranità, l’uguaglianza giuridica degli Stati e il divieto dell’uso della forza. Questa aggressione minaccia la pace e la stabilità internazionale, in particolare dell’America Latina e dei Caraibi, e mette gravemente a rischio la vita di milioni di persone.

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