La seguente intervista a Carlos Luis Rivero, storico quadro della sinistra rivoluzionaria venezuelana, è stata realizzata prima degli eventi del 3 di gennaio, data in cui gli Stati Uniti d’America hanno portato a termine un assalto militare contro il Venezuela e il successivo rapimento illegale del Presidente costituzionale Nicolás Maduro. Questa conversazione, quindi, cattura l’analisi e la prospettiva strategica di un protagonista della lotta bolivariana in un momento di massima tensione e assedio, ma prima dell’aperta aggressione che ha segnato una drammatica escalation nella guerra ibrida contro il paese sudamericano. Le sue parole risuonano oggi come una lucida previsione della battaglia globale in corso e un potente appello alla solidarietà internazionale dei popoli.
Daily Archives: 04/01/2026
Sequestro Maduro: un episodio della terza guerra mondiale a pezzi
L’atto di guerra degli Usa contro il Venezuela, con il quale è avvenuto il sequestro del presidente del Venezuela, Nicolas Maduro, e di sua moglie, ha un carattere imperialista e rappresenta un episodio di quella che Papa Francesco chiamò “la terza guerra mondiale a pezzi”. Il sequestro e il contestuale bombardamento aereo, che ha provocato alcune decine di morti fra i civili e i militari venezuelani, sono illegali e, avendo violato la sovranità del Venezuela, in contrasto con il diritto internazionale e con lo Statuto dell’Onu (articolo 2).
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Hanno rapito Maduro perché il mondo è governato da tiranni irresponsabili
Bene, alla fine Trump ce l’ha fatta. Le forze speciali statunitensi hanno attaccato il Venezuela e rapito il presidente Maduro da Caracas, uccidendo, secondo quanto riferito, almeno 40 persone.
E ora che è tutto finito, la Casa Bianca sta diventando molto più onesta sui veri motivi delle sue azioni. Dopo tutti quei mesi di chiacchiere su fentanyl, “narcoterrorismo”, libertà e democrazia, l’amministrazione Trump ha ammesso apertamente che il suo interventismo per un cambio di governo in Venezuela è sempre stato un buon vecchio tentativo di accaparrarsi il petrolio.
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Ogni tanto c’è qualcuno che…
Ogni tanto c’è qualcuno che ricorda come la vita a Cuba o in Venezuela sia dura, come la popolazione soffra, come l’economia sia in gravi ambasce. Spesso questi soggetti proseguono assumendo, o sostenendo senz’altro, che questa è responsabilità di governi illiberali, che dunque sarebbe auspicabile veder rovesciati, consentendo così finalmente di emancipare il popolo dalla miseria.
Il vero volto dell’imperialismo yankee
Purtroppo ci sono molte persone che non studiano la storia e si lasciano guidare solo dalle informazioni della stampa scritta e televisiva, spesso manipolate a favore di chi finanzia quei media e del partito politico a cui rispondono; ma la realtà è ben diversa.
Nicolás Maduro Moros: storia di un dirigente del popolo
Dal Caracazo al 2026: una traiettoria di continuità bolivariana
Quando il 23 novembre 1962 nasceva Nicolás Maduro Moros nel quartiere popolare di El Valle, nella parte occidentale di Caracas, veniva alla luce un figlio autentico di quella Caracas dei techos de cartón cantata da Alí Primera: una città ferita dalla disuguaglianza, ma viva, solidale, ribelle. In quei quartieri di lamiere e speranze, dove la povertà non era miseria ma condizione condivisa, nessuno avrebbe potuto immaginare che quel bambino sarebbe diventato uno dei protagonisti centrali della storia latinoamericana del XXI secolo. Eppure, proprio da lì, da quella Caracas invisibile alle élite, parte la traiettoria di Nicolás Maduro.
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Comunicato FANB
USA – VZLA: attacco colonialista, ma al buio
È difficile, in situazioni come questa, ragionare con la testa e non con altre parti del corpo, come fanno Trump e il codazzo politico-mediatico che approva il suo tentato cambio di regime in Venezuela. Dico “tentato” perché fino ad adesso non ci sono gli elementi essenziali di un colpo di Stato, eccetto il sequestro e il rapimento del presidente di uno Stato sovrano. Avvenuto a quanto sembra grazie a qualche classico tradimento di guardie del corpo, e non come espressione di una rete di congiura e di malcontento interni.
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Mai con gli aggressori, sempre con la Rivoluzione bolivariana
Due fatti. L’aeronautica militare USA ha penetrato il territorio della Repubblica Bolivariana del Venezuela, bombardato Caracas, attaccato centri nevralgici, spingendosi negli stati di Miranda, Aragua e La Guaira e, successivamente, in un’operazione di sottrazione, ha sequestrato il presidente costituzionale Nicolás Maduro e la prima dama Cilia Flores per trasferirli a New York, dove sarebbero giudicati da tribunali statunitensi secondo le loro leggi, con l’accusa di essere “narcoterroristi”.
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A chi inviamo le armi?
Considerazioni su quanto avvenuto in Venezuela
Maduro, a differenza di Chavez, non è un militare. Arriva dal sindacalismo. È possibile che i vertici militari l’abbiano identificato come elemento “sacrificabile”. L’idea di un tradimento e/o infiltrazione di elementi conniventi con i servizi USA nella sua cerchia prossima è plausibile.
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Stati imperfetti, dominio perfetto
Lia Haramlik De Feo da FB
Erano gli anni ’90 e insegnavo italiano ai dirigenti di una multinazionale che si dedicava alle estrazioni petrolifere. Chiacchieravamo molto. Arrivò un pezzo grosso dal Venezuela, mi raccontava che il governo era al loro servizio e che nessun tentativo del Venezuela di controllare le proprie risorse petrolifere sarebbe mai stato tollerato, pena un colpo di Stato immediato.
Venezuela: capitolare o resistere?
Il barbarico rapimento del presidente Nicolas Maduro mette tutto il mondo davanti alla verità oggettiva dell’impossibilità di una “transizione pacifica” al multipolarismo. Non può esistere nessuna “coesistenza pacifica” con le forze dell’imperialismo statunitense e i suoi satelliti. Gli Stati Uniti non abdicheranno alla loro posizione egemonica, né si faranno scrupoli a violare il diritto internazionale per tentare di ritardare il più possibile il proprio irreversibile declino.
Quando gli dei dell’Olimpo
Corradino Mineo · da FB
Quando gli dei dell’Olimpo si arrabbiavano con gli umani, Zeus scagliava dal cielo le sue saette. Padroni dei cieli, Trump e Netanyahu bombardano città, affondano o sequestrano navi, uccidono o rapiscono i loro nemici. E lo fanno -starei per dire- a dispetto dell’Olimpo. Ignorando l’Onu, violando il diritto internazionale, la sovranità dei popoli e le leggi dei loro paesi.
Discorso pronunciato da Miguel Mario Díaz-Canel Bermúdez
Discorso pronunciato da Miguel Mario Díaz-Canel Bermúdez, Primo Segretario del Comitato Centrale del Partito Comunista di Cuba e Presidente della Repubblica, nell’atto di condanna dell’aggressione militare contro la Repubblica Bolivariana del Venezuela e a sostegno del suo legittimo presidente Nicolás Maduro Moros e della Fusione Popolare, Militare e Poliziesca, svoltosi presso la Tribuna Antimperialista José Martí, il 3 gennaio 2026, “Anno del Centenario del Comandante in Capo Fidel Castro Ruz”
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