Caracas, la melodia della resistenza: José Alejandro Delgado e l’armonia della lealtà

Dal cuore di Ciudad Tiuna alla forza del canto: il musicista José Alejandro Delgado racconta in questa intervista esclusiva l’orrore del bombardamento che ha colpito la sua comunità e la reazione di un popolo che trasforma il trauma in resistenza. Mentre le narrazioni esterne cercano di imporre scenari di caos, dalle piazze di Caracas nasce la Caravana Soberana: la voce diretta di chi ha vissuto l’attacco e ha scelto di rispondere con l’arte e con quella che definisce l’armonia della lealtà.

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Discorso del ministro venezuelano della Comunicazione

Di fronte al fascismo: verità, sovranità e resistenza bolivariana

Freddy Ñáñez

«Ogni epoca ha il suo fascismo: i suoi segni premonitori si evidenziano ovunque. (…) Nega al cittadino la possibilità e la capacità di esprimere e agire la propria volontà. A ciò si arriva in molti modi e non necessariamente con il timore dell’intimidazione poliziesca; ma negando o distorcendo l’informazione, contaminando la giustizia.»

— Primo Levi

I.

Dal Venezuela invio un saluto fraterno e un ringraziamento profondo alla direzione del Movimento Poetico Mondiale, e in modo speciale al poeta Fernando Rendón, la cui solidarietà attiva e costante ha accompagnato il popolo venezuelano per tutto il processo bolivariano. Questa solidarietà non è stata retorica: è stata presenza, ascolto, parola condivisa e impegno etico.

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Venezuela. La presidentessa ad interim Rodriguez risponde così “all’autoproclamazione” di Trump

L’Antidiplomatico

La Presidente incaricata del Venezuela, Delcy Rodríguez, ha affermato oggi che il Paese è sotto il pieno controllo delle sue autorità costituzionali, respingendo qualsiasi narrazione di un governo influenzato dall’estero. Le dichiarazioni sono state rilasciate nel corso di una visita ufficiale nella località di Catia La Mar, nello Stato di La Guaira.

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Il doppio gioco di Trump e il petrolio venezuelano: tra sanzioni e promesse

Da agente del blocco a operatore degli investimenti

Misión Verdad

Pochi giorni fa, Donald Trump ha tenuto un incontro alla Casa Bianca con un gruppo di rappresentanti di compagnie petrolifere USA, europee e di altri paesi. L’obiettivo dell’incontro era discutere le “opportunità” di investimento nel settore petrolifero venezuelano.

La riunione in sé fa parte dello stile e dell’agenda geopolitica del presidente. Nonostante abbia fatto dichiarazioni positive sull’attuale governo venezuelano, nessun suo rappresentante era presente. In sostanza, Trump ha assunto personalmente il ruolo, simile a quello di un agente immobiliare-petrolifero, in uno sforzo per evidenziare “risultati” a vantaggio “degli USA e del Venezuela”.

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Fino a quando il mondo dovrà sopportare tanti scempi?

Arthur Gonález

Nel 2016, quando Donald Trump si presentò come candidato presidenziale per il Partito Repubblicano, denunciò la guerra contro l’Iraq ordinata dall’allora presidente USA George W. Bush. Allo stesso modo, si espresse contro Joe Biden per il sostegno all’Ucraina nella sua guerra con la Russia, affermando che lui l’avrebbe evitata.

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L’azione militare come nostalgia egemonica

Jorge Taiana

La recente intervento militare e il sequestro del presidente Nicolás Maduro in Venezuela, portati avanti in modo unilaterale dagli USA, costituiscono una violazione dei principi che reggono il diritto internazionale, in quanto vulnerano direttamente la Carta delle Nazioni Unite, in particolare i principi sanciti nei suoi articoli 1 e 2.

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“Agli ordini, Presidenta (encargada)”

Un appello militante alla sovranità: David Gómez Rodríguez invita a sostenere la “Presidenta encargada” Delcy Rodríguez in una fase di aggressione imperialista, chiedendo unità, disciplina e riorganizzazione per difendere la Repubblica, la pace interna e una strategia internazionale coerente con un mondo multipolare.

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Miguel Diaz Canel risponde a Trump

“Non ci sono colloqui con il governo degli Stati Uniti, tranne contatti tecnici in campo migratorio”.

“Siamo sempre stati disponibili a sostenere un dialogo serio e responsabile con i vari governi degli Stati Uniti, compreso quello attuale, sulla base della sovrana uguaglianza, del rispetto reciproco, dei principi del diritto internazionale, del reciproco vantaggio senza ingerenza negli affari interni e nel pieno rispetto della nostra indipendenza.

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“Illustrissimo Donald”: la cosa che a noi cubani non piace

Ricardo Ronquillo

Quando Fidel Castro Ruz afferma che ai cubani c’è una cosa che non piace, nel tono e nei gesti di un dirigente come lui, non sta facendo una dimostrazione personale di quella che in questa terra si chiama “spavalderia da quartiere”. Quando conclude che quella “cosa” che non ci piace è “che ci minaccino”, non lo fa come il classico spaccone di strada, a volte senza grandi conseguenze, ma come una figura centrale della nostra storia che piuttosto proclama, alla sua statura e per i nemici che a volte si rifiutano di ascoltarlo, il mandato imperturbabile delle lotte del suo popolo.

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Sequestri della narcodemocrazia trumpista

Le affinità elettive dell’attuale mandatario USA con i narcotrafficanti non sono nuove

Jorge Elbaum

Dopo l’inammissibile sequestro del legittimo presidente venezuelano, Nicolás Maduro, e della deputata Cilia Flores, le autorità giudiziarie USA hanno deciso di revocare l’accusa secondo cui il mandatario guidava il Cartello dei Soli. Per oltre un decennio, tale imputazione è stata utilizzata per delegittimare le autorità chaviste e da due mesi è diventata l’ariete propagandistico centrale per giustificare il blocco alla Repubblica Bolivariana, l’assassinio di oltre un centinaio di membri dell’equipaggio di imbarcazioni nei Caraibi, il bombardamento di un paese sovrano e il rapimento di due delle sue autorità istituzionali.

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Venezuela, territorio della guerra neocorticale

Marcos Roitman Rosenmann – La Jornada

Le notizie creano opinione. Dopo i combattimenti e il sequestro del presidente Nicolás Maduro e di sua moglie, Cilia Flores, le forze d’assalto USA, secondo i dati, hanno ucciso un totale di 80 persone, tra cui 32 membri delle forze armate cubane. Le informazioni messe in circolazione dalla Casa Bianca e dalle sue agenzie di stampa ricreano un’epica in cui non ci sono vittime tra gli esponenti dell’operazione.

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L’attacco al Venezuela prepara quello all’Iran

Elena Basile –Il Fatto Quotidiano – 10.01.2025

L’attacco statunitense al Venezuela è propedeutico a quello all’Iran. In caso di chiusura dello Stretto di Hormuz che inevitabilmente creerà problemi all’economia internazionale e ai flussi di petrolio, Washington si assicura una fonte sicura a Caracas. La violazione evidente del diritto internazionale e della minima convivenza e rispetto tra Stati e le loro leadership viene sdrammatizzata dalla maggioranza dei governi europei e dalla dirigenza dell’Ue.

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Trump sul ring: la forza come ultimo linguaggio dell’impero

Marco Pondrelli

Le ultime azioni degli Stati Uniti risultano pienamente coerenti con quanto teorizzato dalla presidenza Trump nel National Security Strategy of the United States of America (NSS). Analizzando il documento, emerge chiaramente come la prima area di interesse strategico individuata fosse l’emisfero occidentale, ovverosia l’America Latina, che – nell’ottica statunitense – doveva essere “stabilizzata”. Tradotto: gli esempi ritenuti “negativi” da Washington, Cuba e Venezuela su tutti, andavano schiacciati, impedendo a soggetti esterni di entrare nelle dinamiche del continente.

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