Venezuela: “Bring them back”, il muro della dignità contro il fango dei traditori

La “diplomazia delle cannoniere” di Trump non cerca accordi, ma impone ricatti e si basa su una propaganda gonfiata contraddetta dai fatti. L’accettazione di un dialogo tecnico o la gestione della crisi da parte del governo bolivariano non sono segni di resa, ma strumenti di una difesa strategica necessaria per aprire brecce, evitare un massacro totale e preservare l’integrità della nazione.

Geraldina Colotti

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Cubainformacion: fermare Trump…

Fermare Trump… come Hitler?

El Batazo

Cubainformación – Analizziamo le parole del presidente cubano Miguel Díaz-Canel, durante la recente Marcia del Popolo Combattente, in cui migliaia di persone, all’Avana, davanti all’ambasciata USA, hanno reso omaggio ai 32 eroi e martiri cubani, assassinati in Venezuela dai terroristi Delta Force inviati da Donald Trump e Marco Rubio, mentre proteggevano il presidente, oggi sequestrato, Nicolás Maduro. “Nessuno ci dice cosa fare. Cuba non aggredisce, è aggredita dagli Stati Uniti da 66 anni, e non minaccia, si prepara, disposta a difendere la Patria fino all’ultima goccia di sangue”.

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Contro l’anima della nazione: aiuto alla memoria

René González Barrios

Dalla prima intervento militare USA a Cuba nel 1898, i cubani furono trattati con disprezzo, arroganza e prepotenza dai suoi militari. Una sfilza di aggressioni, abusi, spoliazioni, insulti ai simboli patriottici, alla famiglia e persino crimini, sono impressi nell’anima e nella memoria della nazione cubana.

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Cosa c’è di nuovo, Davos?

Fernando Buen Abad

Davos è un rituale annuale di accoppiamento simbolico (e non solo) tra capitali, Stati e corporazioni. Davos, e il suo incontro di gerarchi del World Economic Forum (WEF), dal 19 al 23 gennaio 2026, non inizia con i suoi discorsi, ma con la sua scenografia: una valle alpina pulita, blindata, innevata, dove il freddo funziona come metafora della distanza sociale e morale tra chi decide e chi patisce.

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Denunciando: i delinquenti sono in libertà

Arleen Rodríguez Derivet

Ci hanno scritto diverse persone chiedendoci se non abbiamo visto la furia degli odiatori sulle reti, che non parliamo di loro. Si riferiscono ai ratti delle fogne di Internet che guardano dall’altra parte quando, per esempio, viene uccisa una madre di 3 figli per aver protestato contro l’ICE [Immigration and Customs Enforcement] e ora, con un piano peggiore di quello di María Corina Machado, cercano di denigrare i 32 eroi cubani caduti combattendo in Venezuela, senza osare mettere in discussione neanche per un secondo il regime di Trump che ha violato tutte le leggi nazionali e internazionali per farlo.

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Cambio nella stampa e sovranità comunicativa a Cuba

Ricardo Ronquillo

Iniziamo questo 6° Festival Nazionale Virtuale della Stampa sotto una doppia commozione: la morte eroica dei 32 cubani caduti in Venezuela e la reazione onorevole e numerosissima dei cubani nel ricevere i loro resti in Patria e in risposta agli ultimatum di coloro che intendono stabilire una dittatura mondiale contro ogni regola di civiltà.

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Le principali 13 fake news su Vzla e Cuba

 dopo l’attacco terroristico USA del 3 gennaio

 

Diego Maslani – tratto dal FB di Néstor Marrero Torres

Rivediamo alcune fake news e informazioni non verificate che sono circolate dopo il 3 gennaio in Venezuela:

1.”Attacco alla Caserma della Montagna.”

2.”La prima foto circolata di Nicolás Maduro arrestato da due ufficiali della DEA.” (una foto di un monitor)

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