lo “Stato Profondo” dietro i decreti contro Cuba e Venezuela
Geraldina Colotti
Il recente decreto firmato da Donald Trump contro Cuba, che definisce l’isola una «minaccia inusuale e straordinaria per la sicurezza nazionale e la politica estera degli Stati Uniti», non è un’estemporanea follia senile o un semplice calcolo elettorale. È la riaffermazione di un codice genetico impositivo che non conosce alternanza di partito. Utilizzando la medesima formula giuridica adottata da Barack Obama nel 2015 contro il Venezuela bolivariano, Washington conferma che la sua strategia di aggressione non dipende dall’inquilino della Casa Bianca, ma dagli interessi permanenti del cosiddetto Stato Profondo (Deep State).
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