Considerazioni tardive sulla nuova Strategia di Difesa Nazionale degli USA

Analisi speciale

Diego Sequera / Ernesto Cazal

La Strategia di Difesa Nazionale (d’ora in poi NDS), pubblicata un paio di settimane fa, si discosta poco dai precetti operativi e dottrinali della Strategia di Sicurezza Nazionale (NSS).

Semmai, cerca di rendere operativi i postulati del documento precedente e di presunta esecuzione di quanto in esso delineato, dopo la sua pubblicazione all’inizio di dicembre 2025.

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Esercizio di immaginazione. Cosa vogliono gli yankee?

Cuba en Resumen Francisco Delgado Rodríguez

Come parte di un’esponenziale recrudescenza della guerra mediatica, in particolare sulle reti sociali digitali ma non solo lì, si insiste su negoziati “segreti” tra il Sig. Rubio e determinate persone a Cuba, a cui vengono attribuiti poteri occulti, mai con il governo. Dicono che sono segreti, il che di per sé è un controsenso nella narrazione perché, se sono segreti, come si fa a saperlo?

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Testimonianza in favore di Cuba dal Cile

Diario Politika (Luis Casado)

Come molti dei miei lettori possono ricordare, durante la dittatura pinochetista fui più volte incarcerato e processato dai tribunali civili e militari. In questi processi fui sempre assolto, sebbene sia stato prigioniero in diverse carceri della Capitale e di Valparaíso.

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Dal popolo e per il popolo, una rivoluzione sulle armi

La sollevazione del 24 febbraio 1895 non fu uno scoppio spontaneo, bensì l’espressione organizzata di una rivoluzione concepita da José Martí dal popolo e per il popolo, con una strategia democratica e militare forgiata accuratamente.

Luis Toledo Sande

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Perché Cuba?

Se gli USA sottomettessero Cuba, potrebbero controllare il circuito marittimo della regione, e quindi la principale via di scambio commerciale. Ciò, con l’obiettivo di espellere la presenza di Cina e Russia dal continente latinoamericano e recuperare ciò che gli USA considerano il loro territorio.

El Siglo (Cile)

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Ignacio Ramonet: con Cuba contra el bloqueo

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Il blocco di Cuba è un castigo collettivo

Amba Guerguerian e Reed Lindsay

Il nuovo blocco petrolifero rende evidente ciò che la diplomazia USA ha sempre negato: che la guerra economica contro Cuba ha come obiettivo la popolazione civile in nome del “cambio di regime”.

Nel 1960, Lester Mallory, all’epoca vice segretario di stato aggiunto per gli Affari Interamericani, espose le ragioni per dichiarare guerra economica a Cuba. Il governo USA, scrisse, doveva negare “denaro e forniture a Cuba, per ridurre i salari monetari e reali, provocare fame, disperazione e il rovesciamento del governo”.

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