L’arroganza dell’impero e la dignità di un popolo

RazonesdeCuba

Nelle ultime ore, una dichiarazione del presidente Donald Trump ha fatto il giro del mondo. Seduto nello Studio Ovale, ha affermato che sarebbe un “onore prendere Cuba” e che potrebbe “liberarla o prenderla” perché, secondo le sue parole, è una “nazione molto indebolita” e può “farne ciò che vuole”.

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Fernández de Cossío su negoziati

“Ci sono temi per dialogare con Washington, ma il modello cubano non è in discussione”

Il viceministro degli Affari Esteri di Cuba, Carlos Fernández de Cossío, ha affermato questo venerdì che l’isola è disposta a sostenere una relazione rispettosa con gli USA, sebbene abbia chiarito che nessun processo di dialogo implicherà modifiche nel sistema politico cubano.

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Il militarismo e la repressione di Trump contro la nostra opposizione

Roman Roun

Un anno fa, tutto il mondo lo guardava con curiosità. La gente sperava che Donald Trump arrivasse dopo Joe Biden e almeno fermasse la guerra in Ucraina, sebbene nessuna persona critica avesse illusioni su di lui. Ogni presidente USA è solo un prodotto del suo sistema oligarchico.

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Il Messico ha inviato un’altra nave con aiuti umanitari a Cuba

in mezzo all’inasprimento del blocco USA

Cubadebate

Il governo del Messico ha inviato, questo venerdì, una nuova nave con aiuti umanitari a Cuba, in un contesto di inasprimento del blocco USA che ha gravemente limitato l’accesso dell’isola a combustibili e altre risorse essenziali, ha informato la presidentessa Claudia Sheinbaum.

Da Cancún, nello stato di Quintana Roo, la presidentessa ha dettagliato che l’imbarcazione è partita con un carico di assistenza materiale come parte degli sforzi del governo messicano per alleviare le difficoltà che la nazione caraibica sta affrontando.

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La nuova architettura del blocco contro Cuba

Nelle ultime settimane, una serie di governi latinoamericani hanno ridotto o rotto i legami con L’Avana in mezzo a un’offensiva spinta da Washington per approfondire l’isolamento politico, economico e diplomatico dell’isola

Valeria Silva Guzmán

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Cambiano rotta le due navi che portavano petrolio russo a Cuba

La Jornada 

L’Avana. Le due navi che navigavano dirette a Cuba cariche di petrolio russo hanno cambiato rotta, in ottemperanza alla decisione del Dipartimento del Tesoro USA di escludere L’Avana dalla flessibilizzazione temporanea delle sanzioni sul combustibile russo, per alleviare la fornitura di carburanti nel quadro della guerra in Medio Oriente.

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Tutti gli occhi su Cuba

www.diario-red.com

Il convoglio arriva a Cuba in un momento critico, dopo 60 giorni di strangolamento energetico, ieri era Gaza e Venezuela. Oggi è l’Iran. Cuba… ogni passo che il mondo cede di fronte alla barbarie apre la possibilità che domani sia qualsiasi paese

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Cuba resiste


Javier Hidalgo*

Invadere Cuba sarebbe la prova definitiva della decadenza di un impero che sa solo imporre con la forza ed è anche un altro promemoria che in America Latina ci sono popoli che non si conquistano, non si vendono e non si inginocchiano.

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Portata e caratteristiche delle licenze OFAC per il Venezuela nel 2026

Un’analisi panoramica

Misión Verdad

Dalla fine di gennaio 2026 il Dipartimento del Tesoro USA, tramite l’Ufficio per il Controllo dei Beni Stranieri (OFAC), ha emesso un insieme di licenze generali che modificano parzialmente lo schema di sanzioni sul Venezuela, con enfasi sul settore energetico. Queste misure non implicano la revoca totale delle sanzioni, ma una riconfigurazione selettiva delle restrizioni, orientata principalmente a consentire operazioni specifiche legate al petrolio, alla petrolchimica e ad attività associate.

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Cuba è responsabile e trasparente con le donazioni solidali che riceve

Le donazioni non vengono commercializzate, non vengono fatte pagare, anche quando vengono distribuite all’interno della fornitura base (libreta) vengono escluse dal costo che avrebbe un prodotto simile

Yélidis Remón

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Il nuovo Emendamento Platt o la lotta per la dignità

Leyner Ortiz Betancourt

— Dammi il giogo, o mia madre, in modo

che postovi in piedi, risplenda sulla mia fronte

meglio la stella che illumina e uccide.

José Martí, «Yugo e Estrella», Versi Liberi, 1878

Si può negoziare con la corda al collo? Questa è la prima domanda che bisogna porsi, perché il linguaggio formula anche la realtà così come la intendiamo. Continuare a dire che lo Stato cubano negozia con Washington è poco meno che un eufemismo. Lo Stato cubano viene costretto a un cambio di regime, sia attraverso progressive concessioni, a partire da un colpo di stato interno di elementi favorevoli agli interessi yankee, o prodotto di una ribellione popolare conservatrice.

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Nessuno di coloro che fece concessioni per sopravvivere, sopravvisse

Questa idea nacque da Fidel Castro, che comprese, come nessun altro, che l’imperialismo non negozia, conquista.

Questi tempi non sono per dormire con il fazzoletto in testa, bensì con le armi sotto il cuscino

José Martí

Editoriale de La Tizza

Una riedizione delle incursioni militari su piccole imbarcazioni provenienti dagli USA — pratica mai abbandonata sin dal suo esordio negli anni 60 — con lo scopo di provocare un principio di ribellione nel Paese, è fallita nuovamente in modo fragoroso la mattina del 25 febbraio, quando dieci mercenari armati fino ai denti sono stati sconfitti da cinque guardie di frontiera cubane, una delle quali è rimasta ferita. Il tentativo di testare la disposizione combattiva è fallito e rimane solo il clamore mediatico a Miami. Niente di nuovo sotto il sole.

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